Olympe de Gouges e i diritti della donna

23
Autore:
Sophie Mousset
Editore:
Argo, Lecce
Tipo:
Saggio
Anno:
2005
Data inserimento:
03/12/2007
Gruppo:
Vite di donne: autobiografie, lettere, diari, testimonianze, biografie

I movimenti femministi europei probabilmente ignorano questa loro straordinaria antenata che nel 1792 lasciò la testa sulla ghigliottina a causa delle proprie idee.

Olympe de Gouges (1748-1792), figlia naturale di un nobile e di una borghese, è infatti l’autrice della Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadinanza (1791), l’atto solo più noto di una donna eccezionale che per tutta la sua breve vita lottò per i diritti degli orfani e dei figli naturali, a favore del divorzio, dell’educazione delle fanciulle, contro la schiavitù, per la democrazia e, ovviamente per i diritti politici delle donne che, giova ricordarlo, nella patria della Rivoluzione otterranno il voto solo nel 1945 e, nel nostro Paese, nel giugno del 1946.


Sophie Mousset, scrittrice e fotografa, vive a Parigi. Tra gli ultimi suoi scritti, un’antologia di testi di fondazione dell’Umanità, realizzata in collaborazione con Gérard Chaliand.
(dalla seconda e quarta di copertina)

f.25am

 

Nel 1993 le donne rivendicarono per lei il Pantheon. Olympe de Gouges, colei che osò scrivere e pubblicare, nel 1791, una Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, colei che salì sul patibolo per aver avuto il coraggio di salire sulla tribuna, rimane tuttavia un personaggio poco conosciuto dalla nazione alla quale aveva “lasciato in eredità il suo cuore”. Anche le donne, che le devono tanto, per la maggior parte la ignorano.
Contrariamente a molte di quelle che hanno attirato l’attenzione dei posteri, Olympe provava per le persone del suo sesso una simpatia scevra di ogni condiscendenza. Lungi dal considerarle eterne vittime, aveva capito che le sue consorelle erano in parte responsabili della loro infelicità, e che se avessero avuto il coraggio di unirsi e di adoperarsi a modificare la loro immagine per se stesse, avrebbero potuto diventare grandi.
Grandi come la stessa Olympe, questa bastarda, ufficialmente figlia di un macellaio, data prematuramente in sposa a un popolano, che non aveva beneficiato né di denaro né di istruzione e neppure della vicinanza alla capitale, ma che per una grazia eccezionale credette in se stessa e nelle sue sorelle ed esaltò le pari opportunità per il solo merito.
(da: Prefazione di Michèle Sarde, p. 9)

Dall’indice
  • Prefazione;
  • Introduzione;
  • Montauban;
  • Parigi, i piaceri;
  • La Rivoluzione di Olympe;
  • Gli ultimi anni;
  • Olympe de Gouges, oggi;
  • Note;
  • Bibliografia. 

Collegamenti