In carne e ossa

In carne e ossa
Autore:
Christa Wolf
Editore:
Edizioni e/o, Roma
Tipo:
Saggio
Anno:
2002
Data inserimento:
02/12/2005
Gruppo:
I linguaggi del corpo

n carne e ossa è l’emozionante discesa agli inferi di un corpo malato. Una donna sta male, è portata d’urgenza in ospedale. Sembra che non sia niente di grave, invece la situazione si complica. A intervento chirurgico segue intervento chirurgico, ma il male non va via, il sistema immunitario non reagisce, le cure più avanzate servono a poco. Il corpo balza in primo piano, rivelando la sua disobbedienza, la sua autonomia. Esso assorbe e rielabora ogni cosa caoticamente, diventa un territorio sterminato e ingovernabile, apre labirinti, cunicoli e precipizi […] E la paziente, sospinta dai sogni feroci della febbre, si dibatte persa tra le illusioni del passato e il disincanto del presente. Intanto la realtà dell’ospedale con le sue terapie vanamente accanite, con le sue presenze salvifiche, si incide nell’organismo tanto quanto si sono incise le figure significative dell’infanzia e della giovinezza coi loro conflitti irresolubili, la memoria della Berlino divisa, le tensioni logoranti tra utopia e realismo politico. Carne e ossa dolenti diventano il sismografo di fallimenti e catastrofi, il teatro della guerra permanente tra individuo e società.
(dalla quarta di copertina)

 

Addolorata frammento

Simona Filippini, Addolorata (particolare), XIX sec., in S. Agrippino a Forcella. p. 136
foto da: Alza gli occhi e guarda. Immagini di due quartieri di Napoli tra contrasti sociali e nascoste potenzialità: Sanità e Forcella, Fotografie di Elisabetta Valentini e Simona Filippini, testo di Claudia Origoni, Napoli, Intra Moenia, 2005, p. 137 

 

Addolorata

Simona Filippini, Addolorata (particolare), XIX sec., in S. Agrippino a Forcella
foto da: Alza gli occhi e guarda. Immagini di due quartieri di Napoli tra contrasti sociali e nascoste potenzialità: Sanità e Forcella, Fotografie di Elisabetta Valentini e Simona Filippini, testo di Claudia Origoni, Napoli, Intra Moenia, 2005, p. 136 

 

Niente sonno. Di notte devo cercare di evitare certi pensieri. Prima che faccia giorno, mi viene un’idea singolare: sono riuscita, a ridosso della vecchiaia, quando, m’immagino, la realtà sbiadisce, a vivere ancora una volta qualcosa di reale. Qualcosa d’altronde di molto improbabile. A cui non mi è permesso credere, a cui sarebbe estremamente pericoloso credere.
Ma con la realtà è così, penso in quell’ora chiara tra le tre e le quattro del mattino che mi è data quasi senza febbre: essa è al massimo della densità proprio quando non riusciamo a crederci. Viene l’ora del sonno di primo mattino, viene il sogno: mia madre in grembo a sua madre congelata in un blocco di ghiaccio, mio padre, curvo su di lei, che cercava invano di liberarla. Io, bambina, sulle spalle di mio padre.
Quando si sveglia, lei ha freddo.
(da: pp.82-3)

Christa Wolf, nata nel 1929, vive a Berlino. È una delle principali scrittrici contemporanee. La sua opera letteraria e saggistica è tradotta nelle principali lingue. Tra le opere principale si segnalano: Cassandra, Nessun luogo. Da nessuna parte, Il cielo diviso, Medea. Voci, Trama d’infanzia, Congedo dai fantasmi, Nel cuore dell’Europa, Sotto i tigli, tutti editi da e/o.

 

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