Donne, libri, astri e animali. Un tesoro di battute a soggetto

Autore
Ramón Gómez de la Serna
Editore
Biblioteca del Vascello, Roma
Anno
1993
Autore recensione
Mauro Giancaspro
Anno inserimento
2007
Collana/Serie
I Vascelli

Donne, libri, astri e animali : un tesoro di battute a soggetto / Ramon Gomez de la Serna ; a cura di Danilo Manera - Roma : Biblioteca del vascello, 1993 - 65 p. : ill. ; 14 cm - I vascelli ; 2

Donne, libri, astri e animali. Un tesoro di battute a soggetto, copertina

«Una biblioteca piena di libri dall’alto in basso, e per di più di libri catalogati, fa aprire la bocca in uno sbadiglio inaudito, da cane ozioso»; «Il più grande desiderio del segnalibro è smarrirsi tra le pagine come un pesce nella sua vaschetta». Sono due paradossali e surreali battute di Ramón Gómez de la Serna, pescate in un delizioso libricino pubblicato qualche anno fa dalla Biblioteca del Vascello, casa editrice che ha coraggiosamente  proposto  autori  poco o per niente conosciuti in Italia, talvolta ignoti anche alle enciclopedie, come l’ucraino Sigizmund Kržižanovslij, il portoghese Álvaro do Carvalhal, il castigliano José Jiménez Lozano. Principio guida nella scelta delle opere: brevità del testo e velocità di lettura, gusto dell’assaggio raffinato piuttosto che nutrimento da pasto completo,  sorpresa  e piacere della scoperta inaspettata, in una parola, divertimento. Il divertimento è condensato in libricini che raramente raggiungono le cento pagine per lo svago di meno di un’ora. Nel 1993 esce Donne, libri, astri e animali. Un tesoro di battute a soggetto; battute sorprendenti, talvolta irriverenti, sempre divertenti.
Incomprensibile francamente la scarsa conoscenza in Italia di Ramón Gómez de la Serna (Madrid 1888 – Buenos Aires 1963), amatissimo dagli Spagnoli che lo chiamano ancora semplicemente, quasi confidenzialmente, Ramón, come l’amico di sempre. La lettura di questi fulminanti “pensieri” è probabilmente la prima e più agevole via per avvicinare questo prolifico scrittore che attraversa impetuosamente futurismo e cubismo, dirige la rivista Prometeo ereditata dal padre, riunisce ogni sabato al madrileno caffè Pombo letterati, poeti, pittori, viaggia inquieto in Europa portandosi a Lisbona, a Parigi, a Napoli e in Sud America.
Greguería
(ovvero chiasso, baccano, baraonda, gazzarra) è la definizione che l’autore dà alle sue brevissime battute, aforismi in forma di epigramma, di gusto dissacrante e iconoclasta. Ne creò a migliaia, nei suoi scritti, nei suoi articoli, nel corso degli incontri nelle sue irrequiete serate. Nel 1955 ne pubblicò una raccolta, Total de greguerías, a Madrid presso Aquilar. Questa ormai rara edizione della Biblioteca del Vascello ne propone una stringata selezione.

Il libro è il salvagente della solitudine

La X è la sedia pieghevole dell’alfabeto

Le parentesi cadono dalle ciglia dello scrivente

Quelle due lettere della macchina da scrivere che s’allacciano e s’accavallano per aria rivelano il proprio amore
Disegno di Ramón da Donne, libri, astri e animali
Più che aforismi, dei quali non hanno mai l'arcigna supponenza didascalica, le greguerías sono creazioni immediate e non premeditate di un visionario che stravolge la realtà più banale, scoprendo in essa una nascosta poesia, e che, come egli stesso disse, rappresentano la fatale esclamazione dello spirito e delle cose nell’imbattersi l’uno con le altre. Potrebbero definirsi graffiti di un ubriaco che animano l’inanimato, irrefrenabili visioni di un bambino, fiabesche, fantasiose, surreali.
Santiago Prieto Delgado, introducendo un’antologia di greguerías del cinquantennio 1910-1960, scrisse di esse che avevano la stessa immediatezza «dell’istantanea, della fotografia senza trucchi, dell’obiettivo adoperato senza doppiezza, anzi con ingenuità e innocenza». Ognuno dei suoi epigrammi in prosa, pur nella paradossale struttura del nonsenso, ha l'attendibilità e la plausibilità disarmante di una metafora, di una fiaba, di un sogno, di una sorpresa, «il gufo è la lampada sul comodino da notte del bosco» o, ancora, «il grillo misura le pulsazioni della notte». Ironia e umorismo colorano di fantasia le banalità del quotidiano, «Dopo aver aperto un libro col tagliacarte ci sentiamo come barbieri che hanno appena finito di radere un cliente».
Altrettanto surreali e sognanti, ma alla fine naturali e possibili, le riflessioni ispirate dal fascino femminile e dalla vulnerabilità dell’uomo rispetto all’avvenenza di una donna, «Quando la donna si liscia molto le calze sembra che stia per prendere il volo», oppure, «Se vi trema il fiammifero nel far accendere una donna, siete perduti». «Quando la donna dorme, la sua chioma è la medusa del mare del sonno».
Non mancano suggestioni che rimandano all’immaginario futurista di prima generazione «La luna sul mare è aviatore, palombaro», funamboliche fantasie come «Il pipistrello è un uccello poliziotto» o imprevedibili giochi scaturiti da similitudini, «Le vacche imparano la geografia guardandosi l’un l’altra le loro macchie bianche e nere», accanto a fantasiosi e sognanti immaginazioni, «Il libro che schiaccia il fiore tra le sue pagine lo converte in farfalla».
Probabilmente la lettura di queste battute a soggetto potrà indurre a saperne di più, a conoscere più da vicino questo straordinario scrittore e a leggere di Ramón il rutilante Circo o l’irriverente e sorprendete Seni, pubblicati in Italia da Dall’Oglio, e a scoprire, infine, il rapporto tra lo scrittore spagnolo e Napoli, città «dove – le parole sembrano ricordare una delle sue greguerías - la vita si percepisce come un imperituro imbrunire, non come cosa che passa ma come una civetteria dell’eternità».
 
Ramón  Gómez de la Serna

Immagini:
1. da http://webs.demasiado.com/ltamargo/rgdlserna.html
2. Disegno di Ramón da Donne, libri, astri e animali
3. da http://www.zbp.univie.ac.at/gj/goliath/seudo.htm