Abolire la proprietà intellettuale

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Autore:
Michele Boldrin, David K. Levine
Editore:
Laterza, Roma-Bari
Anno edizione:
2012
Anno e mese di inserimento:
02/07/2012

James Watt costruisce nel 1768, in collaborazione con John Roebuck, un primo modello di macchina a vapore. Questa la versione ufficiale, l’icona pressoché eroica presente nei capitoli della maggior parte dei libri di storia dedicati alle scoperte e alle applicazioni tecnologiche. In realtà Watt, ossessionato da sempre dalla preoccupazione di trarre il massimo profitto dalle sue idee, secondo alcune autorevoli ricostruzioni recenti, era quasi più impegnato a difendere la sua esclusiva che a far avanzare il progresso. Altri inventori, come ad esempio Hornblower, si videro praticamente sbarrata la strada dall’intransigente azione legale intrapresa da Watt e dal suo ricco socio Boulter in difesa di diritti da tempo riconosciuti in Inghilterra (il Parlamento aveva approvato la prima legge sulla protezione dei brevetti il 25 maggio del 1624). Solo la naturale scadenza del brevetto rese possibile ad altri potenziali innovatori sperimentazioni prima di allora precluse. Gli autori, ambedue docenti di economia presso la Washington University di Saint Louis, fanno partire la loro ricerca da questa illuminante vicenda, percorrendo tre secoli di brevetti, copyright, in vigore in ambiti diversi, dal cinema all’agricoltura alla medicina alla musica, i meccanismi legali a loro protezione, con l’obiettivo di rispondere a due domande: “come funzionerebbe il mondo in cui viviamo in assenza del monopolio intellettuale?”, … “quali sono i costi sociali creati da copyright e brevetti?”.
Le conclusioni ribaltano clamorosamente i luoghi comuni consolidati sull’argomento: “il monopolio intellettuale fornisce al beneficiario un vantaggio che scoraggia i concorrenti dall’ingresso in campo, e conseguentemente riduce l’incentivo a innovare per rimanere un passo avanti agli altri”, insomma è stato messo in piedi e via via rafforzato da un’alleanza di ferro tra centri di potere privati e istituzioni un potente ostacolo alla libertà, causa di ingenti danni in termini economici per la comunità.

 Michele BoldrinDavid K. Levine
Michele Boldrin
David K. Levine