Inscrivere e cancellare. Cultura scritta e letteratura

Roger Chartier, Inscrivere e cancellare. Cultura scritta e letteratura. Roma/Bari, Laterza, 2006, copertina
Autore:
Roger Chartier
Editore:
Laterza, Roma-Bari
Anno edizione:
2006
Anno e mese di inserimento:
03/09/2012

Saggi, in parte già pubblicati, sul tema della trascrizione della scrittura su supporti finalizzati alla conservazione della memoria. Un percorso attraverso testi di epoche diverse, dai poemi di Balderigo di Bourgueil (XI secolo) a The staple of news di Ben Johnson (1626) a Don Chisciotte (prima edizione 1605) a Les Etats et Empires de la Lune (1657) di Cyrano de Bergerac a Una delle ultime sere di carnovale (rappresentata nel 1762) di Goldoni, L'Eloge de Richardson (1762) e la Lettre sur le commerce de la librairie (1764) di Diderot. Due sono i temi in un certo senso contro corrente: la cancellazione come pratica largamente utilizzata del resto prima dell’avvento della stampa (ad esempio nei palinsesti), la produzione del libro come pratica collettiva, che coinvolge una molteplicità di figure (editori, tipografi, stampatori) che finiscono con l’essere autori quasi più dell’autore comunemente riconosciuto. In un  certo senso la cancellazione torna di prepotente attualità con la comunicazione, la scrittura, per via telematica, fondata sulla possibilità di una cancellazione continua, quasi infinita. Chartier  vede nel XVIII secolo, nella definizione giuridica della proprietà letteraria e in quella estetica della figura dell’autore, una tappa decisiva del processo di astrazione testuale che separa il testo dai suoi supporti materiali. L’autore sceglie alcuni esempi illuminanti della natura collettiva della produzione dei testi, delle complesse relazioni tra il testo e le sue materialità, percorrendo opere e contesti, oggetti e tecniche – librillos de memoria, writing tables, notizie alla mano, opere stampate, scritture su tessuto - in cui queste relazioni emergono con maggiore evidenza. Nei saggi raccolti Cirano – evocando la pubblicazione manoscritta e la lettura ad alta voce di una sua opera - e Cervantes – attraverso la descrizione minuziosa, dettagliatissima della visita di Don Chisciotte ad una stamperia – mettono in scena la pubblicazione della loro opera, vengono evocate le metafore associate allo scritto in Goldoni e Shakespeare. “Il libro è più di una struttura verbale, o di una serie di strutture verbali: è il dialogo che intavola con il suo lettore e l’intonazione che impone alla sua voce e le mutevoli e durature immagini che lascia nella sua memoria … La letteratura non è inesauribile, per la sufficiente e semplice ragione che un solo libro non lo è. Il libro non è un ente privo di comunicazioni: è una relazione, un asse di innumerevoli relazioni” (Borges, Altre inquisizioni, Milano, Feltrinelli, 1963, p. 157-158, cit. da Chartier, p. 231).

Roger Chartier

Roger Chartier
foto di Michael Wögerbauer, da Wikipedia (licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo 3.0 Unported)