Villes invisibles de la Méditerranée. Naples, Alexandrie et Tanger

villes-invisibles
Autore:
Carla Alexia Dodi
Editore:
L’Harmattan, Paris
Anno edizione:
2010
Anno e mese di inserimento:
01/11/2012

Una ricerca ispirata dai canoni della letteratura comparata, a partire da Napoli, “fulcro delle città mondo”. dalle suggestioni raccolte da tanti scrittori autoctoni (ad eccezione di Tahar Ben Jelloun e Anna Maria Ortese), un viaggio nel tempo – l’arco cronologico della produzione letteraria presa in esame copre gli anni dal secondo dopoguerra fino ad oggi – e negli spazi immaginati, visti, raccontati nelle loro trasformazioni, per rintracciare altre città accomunate dalla matrice mediterranea, in grado di alimentare in egual misura visioni, descrizioni, trasfigurate in opere letterarie. L’autrice dichiara anche il suo debito nei confronti dell’opera di Calvino, in cui città immaginarie nascono in un certo senso da una rilettura mitica di città reali, come la Venezia di Marco Polo.

Quanto ai criteri di selezione delle città da privilegiare in questa indagine, scartata quella in un certo senso la scelta più “ovvia”, Marsiglia, - “sarebbe apparsa un po’ l’ultimo tentativo di ‘agganciare’ Napoli all’Europa, o come un’operazione, certo involontaria, per allontanare la città italiana dalle coste meridionali del Mediterraneo”, l’attenzione si è rivolta verso il sud, là dove si annida “il pericolo napoletano-arabo”. Del resto una città, Napoli, incapace di regolare i conti con il proprio passato, “grande Capitale della Decadenza … come Alessandria, non la si può comprendere senza associarla alla decadenza di tutte le città che si affacciano sul Mediterraneo … che imputridiscono lentamente nella loro bellezza appassita” (Raffaele La Capria, cit. dall’autrice). Allora nessuna associazione poteva essere più efficace dell’ideale triangolo composto dai vertici Napoli, Alessandria, Tangeri, “città-mondo legate indissolubilmente al mare e poli d’attrazione regionale importanti ancora oggi”.
Due i tipi di analisi possibili dal confronto tra i testi letterari presi in esame: “analisi dei contrasti nelle descrizioni letterarie della stessa città o dello stesso elemento urbano: per verificare in che cosa, a partire da una formazione culturale differente, il modo in cui gli scrittori  hanno di vedere lo stesso spazio differisce; analisi delle analogie, per verificare l’esistenza di una “fisionomia univoca” dell’architettura e dell’urbanismo, o di altri elementi emergenti delle opere della letteratura contemporanea, per la stessa città e poi per l’insieme delle città scelte”.

Carla Alexia Dodi

Carla Alexia Dodi