Le scienze a Napoli tra illuminismo e Restaurazione

scienza_a_napoli
Autore:
a cura di Roberto Mazzola
Editore:
Aracne, Roma
Anno edizione:
2011
Anno e mese di inserimento:
02/01/2013

A cura di Roberto Mazzola, sette saggi affrontano alcuni aspetti e momenti della condizione della ricerca e del pensiero scientifico nella Napoli sette-ottocentesca preunitaria. Luca Ciancio e Alessandro Ottaviani mettono in luce i problematici rapporti tra scienze naturali e antiquaria nelle interpretazioni del Tempio di Serapide o nella figura di confine tra archeologia e ricerca naturalistica di Gaetano D’Ancora, Antonio Borrelli coglie in un genere letterario di successo in quegli anni, le istruzioni igienico sanitarie e i galatei medici, la penetrazione del disegno urgente  espresso dalle Lettere accademiche sulla questione se sieno più felici gl'ignoranti che gli scienziati del Genovesi, pubblicate a Napoli, Simoniana, 1764, immerse proprio nel tragico clima dell’epidemia di peste di quell’anno, animate da forti tensioni di rinnovamento delle scienze e della società. Un’eredità importante, quella del pensiero di Genovesi, capace di scavalcare gli orrori oscurantisti della reazione post-99, si ripropone, come documenta Mariolina Rascaglia, nei disegni riformatori di esuli – Cuoco, Salfi, Cagnazzi, Delfico, Galdi - rimpatriati grazie al decennio francese, arricchiti ulteriormente dal soggiorno milanese, a contatto con gli idéologues. Ci sono anche sorprese come quella offerta dalla lettura da parte di Emilia Florio di un manoscritto in due volumi posseduto dalla BNN, Physica experimentalis sive scientia naturae, scritto, tra 1764 e 1765, da un misconosciuto frate, P. Simpliciano da Napoli. In quest’opera rivolta ad un vasto pubblico, il cappuccino contrappone imprevedibilmente la scientificità dei Principia di Newton alla verbosità della fisica e della scolastica cartesiana. La resistenza al nuovo, com’è naturale, non manca in ogni caso di forza e di capacità mistificatrici, come ricordano gli interventi di Maurizio Torrini e Massimo Mazzotti sull’opera di Francesco Colangelo su Galileo e sull’Enciclopedia ecclesiastica fondata da Gioacchino Ventura, manifestazioni di un’operazione che tende a separare le nuove scienze dalla filosofia moderna, recuperando la scienza preilluminista come pilastro della modernità.

Roberto Mazzola

Roberto Mazzola, curatore del volume