La raccolta palatina

Qualche parola in più occorre spendere sul cosiddetto Fondo Palatino. Conservato originariamente in sette banconi, il fondo si avvale di un catalogo alfabetico e di un inventario topografico. La dicitura "Biblioteca del Real Palazzo di Napoli", che si legge sull'etichetta di alcune cartelle, accompagnata dallo stemma sabaudo, indica la presenza della raccolta nel Fondo Palatino in epoca postunitaria; tuttavia il contenuto delle tavole ed il carattere ufficiale di alcuni documenti lascia intuire che, in buona parte, deve trattarsi di una raccolta appartenuta ai Borbone. Benché la tipologia del materiale appaia quanto mai varia, essa non sembra discostarsi dai canoni classici dell'iconografia ottocentesca, seguita nel suo passaggio dalla tecnica calcografica a quella litografica e fotografica. Accanto a disegni di Maria Cristina e Maria Isabella di Borbone, per lo più esercitazioni in bianco e nero, si conservano tavole di arredi e di facciate di edifici eseguite da Niccolini e Wenzel. Numerose sono, del resto, le piante di edifici, chiese, progetti di interni ed esterni di residenze reali della dinastia borbonica, sia manoscritte che incise o litografate, opera di autori italiani o stranieri. A cavallo tra la seconda metà del XVIII secolo e gli inizi del XIX si collocano i celebri disegni di fiori e frutti dai vividi colori, raccolti in album o raggruppati in cartelle. Ampio spazio è dedicato alla galleria dei ritratti dei sovrani e di altri esponenti della famiglia reale, realizzati da celebri incisori; non mancano album con incisioni a colori di busti e volti di poeti, filosofi, uomini di lettere di epoca antica e medievale corredati da didascalie di puro gusto neoclassico. Fortemente rappresentato è il vedutismo napoletano a cui si accompagnano raccolte di incisioni e litografie di altre città della penisola e di paesaggi e monumenti di località italiane e straniere. La tradizione antiquaria tanto cara ai viaggiatori del Grand Tour è presente, tra l'altro, nelle serie di tavole che Georg-Abraham Hackert trasse dai dipinti di Philip Hackert. Notevole è la presenza della produzione della Calcografia Camerale di Roma, di cui si segnalano le incisioni dei personaggi del Giudizio Universale della Cappella Sistina eseguite tra gli altri da Luigi Fabri sul finire degli anni '20, accanto alle riproduzioni delle opere dei Carracci scelte in parte dalla Galleria Farnese. Temi mitologici e religiosi ricorrono con frequenza, senza per questo trascurare un crescente interesse per le vicende storiche europee di maggior rilievo della prima metà del XIX secolo, filtrate, come già era avvenuto per gli episodi di fine secolo, da una lettura in chiave dichiaratamente conservatrice. Ampio spazio è dedicato, del resto, alla vita del Regno delle Due Sicilie. Tabelle statistiche e quadri sinottici, esplicito omaggio al trionfo delle scienze esatte mutuate d'oltralpe. si alternano a spettacolari ordini di battaglia per parate ed a scene ed episodi di vita militare. Nella parte finale della collezione, quale attualmente si presenta, la documentazione cartografica sembra prendere il sopravvento sui temi descritti in precedenza. Non sono solo le località del Regno, o gli stati della penisola italiana e quelli che si affacciano sul bacino del Mediterraneo ad essere riprodotti nelle opere di Rizzi Zannoni, del duca di Noja e del Marzolla. I principali stati europei, i paesi dell'Africa settentrionale e quelli d'oltreoceano sono degnamente rappresentati, così come non mancano tavole del planisfero e di particolari eventi astronomici quali l'apparizione della cometa nel 1842 o nel 1858.


Nelle immagini:

1) Augusto Giuli, Veduta del Real Palazzo di Portici dalla parte del Granatello. Disegnato dal vero e litografato dal cav. Augusto Giuli. Napoli, Litografia Richter e C., [dopo il 1833].
Litografia acquerellata, mm 290x400, sec. XIX (dopo il 1833)
Palt. Banc. III.53(1

2) Due Sicilie. Direzione generale del Censimento e Statistica, Stato degli ospedali e stabilimenti. Anno 1834. Disegnato dal vero e litografato dal cav. Augusto Giuli. Napoli, Litografia Richter e C., [dopo il 1833].
Ms. cart., mm. 505x750, con disegni ad acquerello ed applicazioni in oro zecchino, sec. XIX (1834)
Palat. Banc. II 83(9
Palt. Banc. III.53(1