"uno dei più abili geografi e astronomi dell'età nostra"

Luogo:
Sala Esposizioni
Data:
18 dicembre 2014 - prorogata fino al 10 febbraio 2015
Anno:
2014
Categoria:
Mostre/Esposizioni
Mostra Rizzi Zannoni



"uno dei più abili geografi e astronomi dell'età nostra"
I manoscritti di Giovanni Antonio Rizzi Zannoni


Mostra bibliografica, iconografica  e documentaria


Inaugurazione giovedì 18 dicembre 2014, ore 10.30

Seguirà visita guidata 

Orario di apertura: lunedì-venerdì 9.00 -18.00, sabato 9.00-13.00

Ingresso libero

Per informazioni e visite guidate: URP 0817819231 - bn-na.urp@beniculturali.it


Comitato Rizzi Zannoni logo


Rizzi Zannoni, Atlante marittimo


Nel quadro delle celebrazioni nazionali per il  bicentenario della morte di Giovanni Antonio Rizzi Zannoni la Biblioteca Nazionale di Napoli ricorda il famoso cartografo padovano con l’esposizione di alcune significative testimonianze della sua opera, in gran parte  manoscritte,  provenienti dalla Biblioteca dell’Officio Topografico. La raccolta confluì poi  nella Biblioteca Provinciale, istituita nel 1872, che a sua volta  fu  annessa negli anni venti del secolo scorso alla Biblioteca Nazionale di Napoli.
Si è preferito dare spazio a bozze e redazioni manoscritte per mostrare un aspetto meno noto del lungo e faticoso lavoro che conduce alla stampa delle carte geografiche realizzata a Napoli e in altri luoghi d’Italia. Entriamo così all’interno dell’’officina’ zannoniana a partire dal manoscritto intitolato Mémoire sur la construction  de la nouvelle carte de la Manche risalente al 1773, che ci riporta al periodo trascorso a Parigi dal Rizzi Zannoni durato 16 anni, dalla fine del 1759 al 1776. A Parigi, l’incontro con Ferdinando Galiani, segretario d’ambasciata, si concretizzò nell’incarico a completare la  Carta Geografica della Sicilia Prima o sia Regno di Napoli,  iniziata dall’abate e  pubblicata nel 1769. Lasciata Parigi nel 1776 Rizzi Zannoni, nel viaggio di ritorno verso Padova, disegnò una carta che rileva il corso del Danubio tra Ulm e Ingolstad.  
L’esigenza di dotare il regno di Napoli di una moderna carta geografica effettuata su basi geodetiche, attraverso il rilevamento diretto del territorio da rappresentare,  in linea con le istanze di progresso e di modernizzazione esemplificate nel secolo dei lumi,  trovò la sua realizzazione nell’incarico affidato da Ferdinando IV di Borbone a Giovanni Antonio Rizzi Zannoni di compilare l’Atlante geografico del Regno che doveva superare per precisione la Carta Geografica della Sicilia Prima.
La prima carta datata e firmata dal Rizzi Zannoni a Napoli  è la Carta Topografica delle reali cacce di Terra di Lavoro e loro adjacenze, a cui collaborò per il disegno del cartiglio il pittore Alessandro D’Anna. La scelta del  soggetto si può mettere in relazione anche alla predilezione del re Ferdinando  IV per la caccia e le attività venatorie. Alla Carta delle reali cacce può ricollegarsi la Topografia dell’Agro Napoletano del 1793, presentata nella mostra attraverso la bozza definitiva del 1792. Allo stesso anno risale la conclusione dei lavori dell’Atlante marittimo, fortemente  sollecitata dal ministro John Acton, fautore di una politica estera favorevole all’Austria e all’Inghilterra per la quale erano necessari nuovi strumenti militari e marinari e quindi legata strettamente ad una cartografia moderna e di respiro europeo rigorosamente dipendente dall’apparato statale.
Dell’Atlante Marittimo la biblioteca possiede – fra l’altro –  una copia del solo frontespizio, inciso da Giuseppe Guerra su disegno di Cristoph Heinrich Kniep. Al famoso pittore, amico dei fratelli Hackert – il pittore Philipp e l’incisore Georg – il frontespizio fu commissionato nell’ottobre del 1790. Il disegno fu realizzato da Guerra – il più famoso incisore napoletano di cartografie – che firmò la lastra senza menzionare l’autore del disegno. L’esemplare della Nazionale che reca anche la firma di Kniep costituisce indubbiamente una rarità. I due fratelli Hackert  erano stati incaricati da Ferdinando IV nel gennaio del 1788 di vigilare sull’esecuzione della carta in accordo con Rizzi Zannoni. L’esposizione continua con un abbozzo a colori  di gran parte dello Stato della Chiesa, riconducibile alla fine del secolo XVIII, in cui è disegnata con accuratezza tutta la regione sulla riva sinistra del Tevere, e da Roma verso sud anche la regione occidentale. Insieme alle Reali Cacce è considerato “il più bel prodotto dell’Officina Tipografica”. Dello stesso periodo è un abbozzo  completo del foglio tredicesimo della progettata e mai completamente realizzata Gran Carta d’Italia in 15 fogli che rappresenta la Tunisia settentrionale. La carta fu invece inserita nella Carta d’Italia ridotta in due fogli, pubblicata a Firenze nel 1802 dall’editore Molini quale annuncio e  premessa  dell’ambizioso progetto. Giovanni Ottone di Berger, “impiegato” della Commissione per la carta geografica del regno e considerato il più importante disegnatore cartografo attivo nel mezzogiorno d’Italia nella seconda metà del Settecento firma una carta manoscritta risalente al 1793 raffigurante il gruppo delle isole maltesi  che sarà utilizzata da Rizzi Zannoni per la Gran Carta d’Italia. Di quest’ultima  furono incisi e pubblicati solo 2 fogli, il numero 11 relativo al basso Tirreno e il numero 14, che riguarda quasi interamente la Sicilia con l’inclusione del gruppo maltese. Uniti insieme, i due fogli  furono posti in vendita dall’Officio Topografico nel 1819 andando a formare una vera e propria carta della Sicilia. Quella posseduta dalla Biblioteca  Nazionale è la sola copia nota custodita in un’istituzione pubblica.
Durante il decennio francese, il ministro della guerra, generale Gabriel Mathieu Dumas, provvide al riordinamento dell’Officina Topografica  per trasformarla secondo le sue stesse parole in “uno stabilimento scientifico militare modellato su quello delle grandi Nazioni d’Europa”. In quest’ottica nasce il Deposito Topografico, che aveva sede in Palazzo Reale posto sotto il controllo del generale e diretto dal geografo veneto. Di questo periodo è infine la bozza manoscritta della Nuova Carta dell’Isola e Regno di Sardegna che mirava anche alla conoscenza di quella che era considerata “una delle parti più sconosciute dell’Italia”.
Nel percorso espositivo sono presenti vedute dei luoghi dove Rizzi Zannoni soggiornò o relativi al materiale cartografico e ritratti di alcuni dei  protagonisti del periodo del soggiorno napoletano del geografo da Ferdinando IV a John Acton, da Ferdinando Galiani a Philipp Hackert fino ai sovrani francesi.  Legature alle armi di Ferdinando IV di Borbone e di Gioacchino Murat realizzate da artigiani dell’Italia centro-meridionale completano la mostra.