La danza nelle raccolte della Biblioteca Nazionale di Napoli

Luogo:
Sala Esposizioni
Data:
10-29 novembre
Anno:
2017
Categoria:
Mostre/Esposizioni
La danza nelle raccolte della Biblioteca Nazionale di Napoli

La danza
nelle raccolte della Biblioteca Nazionale di Napoli


Mostra bibliografica, iconografica e documentaria
in occasione del convegno internazionale di studi

Danza e ballo a Napoli: un dialogo con l’Europa (1806-1861)

9-11 novembre 2017


Inaugurazione venerdì 10 novembre, ore 18


La Biblioteca Nazionale di Napoli partecipa al Convegno internazionale di studi Danza e ballo a Napoli: un dialogo con l’Europa (1806-1861) - oltre che ospitando i lavori della V e della VI sessione nella Sala rari - con una esposizione dedicata a La danza nelle raccolte della Biblioteca Nazionale di Napoli.  La mostra spazia attraverso tre secoli scandendone alcuni momenti precipui. La prima sezione è dedicata alla trattatistica conservata nei vari fondi della Biblioteca, a cominciare dalle Nuove invenzioni di balli di Cesare Negri (Milano, 1604), con bellissime incisioni calcografiche, importante fonte per lo studio delle danze nobili tra Cinque e Seicento. Proveniente dal fondo farnesiano è il raffinato manoscritto L’art de dancer di Jean Claude de la Fond, dedicato al duca Antonio Farnese, di cui era maestro di danza, probabilmente in occasione delle sue nozze avvenute nel 1728. In mostra anche un esemplare del trattato Le maître à danser (Parigi, 1734), del celebre coreografo Pierre Rameau, maestro di  danza  di Elisabetta Farnese. Di fondamentale importanza per la conoscenza della danza in Italia nella seconda metà del XVIII secolo è il Trattato teorico-prattico di ballo (Napoli, 1779) di Gennaro Magri, ballerino, coreografo e teorico napoletano, attivo nella sua città, in Italia e in Europa fra il 1758 e il 1782.
La seconda sezione - “I luoghi, le feste, le danze” - si apre con un suggestivo riferimento coreutico tratto da un  manoscritto di Francesco Antonio Nigrone, “fontanaro ed ingegniero de aqua”, che lavorò fra fine Cinquecento ed inizio Seicento a Napoli. Nel cerimoniale di ancien régime la danza occupa un ruolo fondamentale e riflette la gerarchia che è alla base della società. Così ad esempio è il viceré a Napoli a dare inizio al Ballo della torcia che conclude i festeggiamenti e in cui danza e luce si incontrano declinando uno dei topos della festa barocca. Spesso le feste prevedevano un segmento eseguito a cavallo oppure - come nel caso de La contesa dell’Aria e dell’Acqua di Francesco Sbarra - era proprio il “il balletto a cavallo” a costituire l’attrazione principale. Luoghi privilegiati della danza a Napoli furono il teatro di San Carlo e Palazzo Reale dove, insieme ad altri luoghi meno conosciuti, si svolgono i festeggiamenti per le nascite e i matrimoni dei regnanti e dei principi reali. Tra i testi esposti compare un autografo di Vanvitelli che nell’ambito delle celebrazioni per il matrimonio fra Ferdinando di Borbone e Maria Carolina d’Asburgo ricorda la costruzione del salone da ballo nel palazzo Teora alla Riviera di Chiaia per la festa data dall’ambasciatore d’Austria conte di Kaunitz-Rittberg in onore dei sovrani.
La documentazione presente nella sezione “La danza in scena” – ritratti, libretti, scenografie che ci riconducono ai protagonisti della danza e del balletto sui palcoscenici napoletani ed europei (tra gli altri, Henry, Viganò, Taglioni) – attinge in prevalenza ai fondi della Biblioteca Lucchesi Palli, specializzata nelle arti dello spettacolo. Dalle stesse raccolte, nella sezione dedicata alla tarantella, provengono alcune litografie di Gaetano Dura degli anni ’30 dell’800, che oltre alla loro qualità artistica assumono notevole importanza ai fini della ricostruzione coreografica del ballo.


Un evento promosso e organizzato da
AIRDanza (Associazione Italiana per la Ricerca sulla  Danza) e Fondazione Pietà de’ Turchini


La danza nelle raccolte della Biblioteca Nazionale di Napoli, locandina