Storia delle Esposizioni Universali

Le esposizioni universali

Il percorso tematico sulle Esposizioni Universali è stato strutturato recuperando dal web tutti quei documenti, siti, articoli, tesi, immagini e documenti visivi utili a testimoniare lo sviluppo storico, economico e politico che questo tipo di manifestazioni ha avuto nei secoli. Si è partiti dalla prima edizione di Esposizione universale, quella del 1851 a Londra, che si caratterizzava per la sua maggiore apertura internazionale, poiché per la prima volta si coinvolgevano  paesi  extraeuropei.
Partendo dalla definizione del BIE (Bureau International des Expositions) che distingue le esposizioni tra storiche,  quelle precedenti all'istituzione di questo organismo nel 1928 e le successive, si sono organizzati i documenti in tre capitoli: il primo introduttivo che rimanda alla definizione e alla storia delle esposizioni; il secondo che descrive le esposizioni storiche (quelle precedenti al primo protocollo BIE) ed infine il capitolo relativo alle esposizioni dal 1933 (anno in cui è andato in vigore il primo protocollo) ai giorni nostri, prendendo in considerazione solo quelle universali in base alla definizione BIE.
Si sono susseguiti diversi protocolli negli anni successivi per rispondere alle numerose esigenze che si venivano a creare nel tempo, fino ad arrivare  a quello del 1988 che, per identificare le esposizioni universali, prevedeva le seguenti caratteristiche: la frequenza ogni cinque anni, la durata fino a sei mesi e la mancanza di limiti spaziali per quanto riguarda il percorso espositivo. Si prevedeva inoltre che gli stand fossero a carico delle nazioni partecipanti e che fosse previsto un tema generale della manifestazione.

Il percorso tematico non può e non vuole essere esaustivo, si prevedono integrazioni e revisioni, si gradisce anche una collaborazione da parte dell'utenza che può segnalare siti o documenti utili ad arricchire la sitografia inviando le proprie segnalazioni a: bn-na.reference@beniculturali.it



Introduzione alle Esposizioni universali

  • Le esposizioni di arte e industrie
    Storia delle Esposizioni, curata da Sergio Onger per l'Enciclopedia Treccani, che parte dagli esordi di questo tipo di manifestazioni nel Settecento fino ai primi del Novecento con particolare attenzione a quelle realizzate in Italia in questo periodo. Si veda anche la voce Esposizioni universali della stessa enciclopedia curata da Silvia Moretti. Si rimanda per ulteriori informazioni sulla storia delle Esposizioni universali alla pagina dell'enciclopedia libera Wikipedia, in particolare alle voci correlate che tra l'altro rimandano ad una lista delle esposizioni universali ed a un elenco delle esposizioni riconosciute dal BIE (Bureau International des Expositions).
  • BIE - Bureau International des Expositions
    L'Ufficio Internazionale delle Esposizioni (BIE) venne istituito nel 1928 con la Convenzione di Parigi, attualmente è composto da 167 Stati. Qualunque stato può diventare membro del BIE aderendo alla convenzione del 1928 ed ai suoi protocolli successivi. Questo Ufficio ha il compito di definire gli obiettivi delle Esposizioni e regolamentarne la selezione, il calendario e l'organizzazione, garantendo la qualità dell'evento nel rispetto del diritto internazionale. Nel suo sito si trova una pagina dedicata ad una breve storia delle esposizioni con filmati d'epoca e rimandi agli elenchi delle Expo storiche e quelle dopo l'istituzione del BIE e, tra l'altro, una Timeline con date ed immagini legate alle varie Expo.
  • Museo dell'Expo
    ExpoMuseum.com è un sito americano creato nel 1998 che ha l'obiettivo di raccogliere ogni documentazione possibile sul tema delle Esposizioni. La Cronologia è particolarmente interessante perché ad ogni evento internazionale è collegata una scheda dove si trovano descrizione della manifestazione e link a pagine con ulteriori documenti digitali.
  • Da Londra 1851 a Milano 2015
    Articolo scritto da Agnese Visconti sul sito, curato dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia, Semi di cultura. Il portale nasce come progetto promosso dalla Biblioteca Nazionale Braidense, dall'Archivio di Stato, dall'Associazione BiblioLavoro, dalla Fondazione ISEC, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia."Il progetto promuove un percorso volto alla (ri)scoperta di un luogo di incontro e di aggregazione, fulcro della vita familiare: la cucina." (cfr. la pagina del Progetto
  • Breve storia delle esposizioni universali dal 1851 al 1900
    Pagina dedicata ad alcune esposizioni tenute in Francia dal 1851 al 1900, a cura del Museo d'Orsay di Parigi. Il percorso è stato strutturato facendo riferimento alle immagini possedute dal museo a cui è stato legato un link che rimanda ad una scheda tecnica approfondita delle singole tavole prese in considerazione.
  • Le cattedrali dell'effimero
    La mostra "Le cattedrali dell'effimero. Viaggio bibliografico, iconografico e documentario attraverso le grandi esposizioni" è stata realizzata dalla Biblioteca "Anna Caputi" dell'Accademia di Belle Arti di Napoli in collaborazione con la Biblioteca Nazionale di Napoli "Vittorio Emanuele III", che ha messo a disposizione importanti volumi relativi alle Esposizioni Universali di Londra del 1851 e di Parigi del 1855. Il progetto, che ha previsto anche la digitalizzazione, la metadatazione e il restauro delle pubblicazioni selezionate per la mostra, prende spunto dall’evento che quest’anno ha visto protagonista mondiale il nostro Paese, in particolare la città di Milano, dove il I maggio è stato inaugurato l’evento mondiale “Expo 2015”. Il sito dedicato alla mostra permette di vedere alcune delle preziose immagini tratte dai periodici e dai volumi presenti nel percorso espositivo.
  • Le Esposizioni universali dal 1851 al 1900
    Il sito è curato dal Comune di Bologna-Istituzione Bologna Musei-Area Storia Memoria. L'articolo scritto in italiano, con una versione in inglese, è corredato da una bibliografia specifica sull'argomento. La pagina è arricchita da illustrazioni d'epoca realive ad alcuni oggetti e macchine esposte in varie Esposizioni. Si rimanda inoltre ad una pagina specifica sulle Esposizioni nazionali: 1861-1898 con relativa bibliografia e illustrazioni.     
  • La grande storia delle Expo
    La Grande Storia in collaborazione con Rai Expo presenta un documentario di Nicola Bertini, Vanessa Roghi e Nicola Vicenti, consulente storico Paolo Mattera, sulla storia delle esposizioni tenute in Italia, sempre arricchito dai commenti di Paolo Mieli, andato in onda su Rai Tre il 19 dicembre 2013.
  • Expo prima di Expo 2015. Da Parigi a Milano, storia delle Esposizioni universali
    Dalla prima Esposizione Universale a Parigi nel 1855 all'Esposizione Internazionale di Milano nel 1906, fino alle edizioni del Novecento. Pietro Redondi, storico della Scienza dell'Università di Milano-Bicocca ci racconta storia, evoluzione e ragioni di questi grandi eventi internazionali.
Torna in alto Torna in alto

Esposizioni storiche dal 1851 al 1933

  • Esposizione di Londra del 1851
    Considerata la prima Esposizione Universale, la "Great Exibition of the Works of Industry of All Nations" di Londra fu voluta dal principe Alberto, nel suo ruolo di presidente della Royal Society of Arts. Fu indetto un concorso internazionale di architettura per la realizzazione di un edificio originale, moderno e innovativo che potesse ospitare la grande Esposizione. Alla fine fu approvato il progetto di Joseph Paxton, un capo giardiniere di Chasseworth, noto per aver fatto fiorire nel giardino del Duca del Devonshire la più grande ninfea conosciuta. L'edificio, il Crystal Palace, riprendeva la forma di una grande serra in vetro, ferro e legno. Terminata l'Esposizione il Crystal Palace fu smontato e rimontato a Sydenham Hill, dove ospitò mostre e manifestazioni. Nel 1936 fu distrutto da un incendio. Entro il 2018 sarà ricostruito. A Londra furono messi in mostra oltre 13000 oggetti, visionati da più di 6.200.000 visitatori. Notevole interesse rivestono le impressioni riportate dalla scrittrice Charlotte Bronte in occasione della sua visita all'Esposizione.
    Si vedano anche: scheda sul Crystal Palace; scheda su Londra 1851; immagini dell'Esposizione; filmati sul Crystal Palace e "the Great Exhibition".
  • Esposizione di Parigi del 1855
    Dopo l'Esposizione londinese del 1851, fu la Francia ad ospitare la seconda Esposizione Universale. Napoleone III, con decreto imperiale dell' 8 marzo 1853, programmò l'organizzazione di una manifestazione a Parigi, simile a quella inglese. Un secondo decreto, pochi mesi dopo, aggiunse il progetto di un'esposizione universale di belle arti da tenersi in un edificio separato. L'Esposizione fu inaugurata al pubblico il 15 maggio del 1855 e fu chiusa il 15 novembre dello stesso anno.
    Mentre a Londra ogni esposizione fu concentrata all'interno del Crystal Palace quella di Parigi, invece, fu molto più decentrata. Oltre al Palazzo dell'Industria destinato a rivaleggiare con la splendida costruzione britannica, furono eretti una Galleria delle Macchine, di ghisa e legno ed un Palazzo delle Belle-Arti in stile Rinascimentale francese. Secondo i rapporti ufficiali i visitatori della mostra furono 5.162.330; più di quattro milioni di persone visitarono il padiglione industriale e circa 900.000 la sezione di Belle Arti. Nel settore dedicato alle Arti per l'Italia riscossero successo  i pittori  Francesco Podesti e Gerolamo Induno e lo scultore Lorenzo Bartolini. In relazione alla partecipazione degli scultori italiani alle Esposizioni Universali di Parigi si veda questo interessante lavoro di dottorato. Per una visione di insieme dell'Esposizione risulta utile anche la lettura di questa scheda. Si vedano anche i volumi della biblioteca digitale francese Gallica: Impression de voyage d'un étranger à Paris: visite à l'Exposition universelle de 1855, Visite à l'exposition universelle de Paris, en 1855, Rapport sur l'Exposition universelle de 1855; ed infine il filmato sul Palazzo dell'Industria;
  • La Grande Esposizione di Londra del 1862
    La Grande Esposizione di Londra fu promossa dalla Royal Society of Arts e si svolse tra il 1° maggio e il 1° novembre 1862 nei pressi dei giardini della Royal Horticultural Society a South Kensington. I padiglioni furono progettati da Francis Fowke. L'Esposizione ospitò 28.000 espositori di 36 nazioni. In totale si registrò la presenza di 6100000 visitatori. Nello spazio espositivo vennero presentati al pubblico diversi prodotti dell'industria e della tecnologia. Grande rilievo ebbero le nuove tecnologie per la produzione della gomma, il processo Bessemer per la produzione dell'acciaio e il motore analitico di Charles Babbage. Nel catalogo descrittivo dell'Esposizione particolare rilievo, nell'ambito delle industrie nazionali, veniva accordato a quella della "escavazione e della preparazione delle terre coloranti" provenienti dall'Italia. Per la cerimonia di apertura furono commissionati dei brani musicali a quattro musicisti di diverse nazioni. Per l'Italia, dopo il rifiuto di Gioacchino Rossini, fu incaricato Giuseppe Verdi. Verdi compose l'Inno delle Nazioni, che, però, fu escluso dalla cerimonia di apertura per la presenza delle note della Marsigliese nella parte finale.
    Per una ricostruzione dello svolgimento dell'Esposizione si veda anche la pagina The 1862 London Exhibition in lingua inglese.
  • L'Esposizione universale dell'arte e dell'industria di Parigi del 1867
    L'Esposizione si svolse a Parigi dal primo aprile al 3 novembre del 1867. Fu la seconda Esposizione organizzata nella capitale francese dopo quella del 1855. L'area espositiva fu allestita al Campo di Marte e sull'isola di Billancourt. All'evento presero parte oltre 50 mila espositori, per la maggior parte provenienti dalla Francia e relative colonie. I visitatori totali furono oltre 9 milioni. Grande rilievo ebbe la presenza del Giappone nel settore dedicato alle arti. Le stampe giapponesi, importate direttamente in Francia da espositori del Sol Levante, destarono notevole interesse, costituendo un primo passo per la nascita del Giapponismo. L'Esposizione parigina registrò una modesta presenza dell'Italia. Nazione giovanissima, arretrata tecnologicamente e poco industrializzata rispetto alla Francia e alla Gran Bretagna, caratterizzò la propria partecipazione esponendo soprattutto opere d'arte antiche e contemporanee. Sul versante tecnico-scientifico la partecipazione italiana ebbe nell'Istituto Tecnico Toscano il suo fiore all'occhiello.
    Si vedano anche: scheda sull'Esposizione; immagini; filmati: Exposition universelle de 1867; Les Albums du Parc de l'Exposition universelle de 1867.
  • Esposizione di Vienna del 1873
    Nel 1873, Vienna fu la sede dell'Esposizione dal motto "Kultur und Erziehung" (Cultura  ed Educazione). La maggior parte dei 26.000 espositori fu ospitata all'interno della Rotunde, un vasto edificio circolare sorto all'interno del Prater e progettato dall'ingegnere scozzese  John Scott Russell.
    A destare grande interesse, fra i cronisti dell'epoca, furono i padiglioni della Germania, della Francia e dell'Inghilterra. Il padiglione tedesco espresse la forte crescita industriale ed agricola della Germania, sotto la guida dell'imperatore Guglielmo e del cancelliere Otto von Bismarck.
    Il padiglione francese evidenziò il primato indiscusso della Francia nel campo del lusso. L'Inghilterra, prima potenza industriale mondiale, espose i suoi più avanzati macchinari .
    Di rilievo fu la partecipazione del Giappone che fece conoscere al mondo le affascinanti opere delle sue arti. Grande interesse suscitarono gli smalti giapponesi che negli anni avrebbero conosciuto un notevole apprezzamento da parte dei collezionisti. L'Italia, nonostante i problemi politici ed economici che affrontava in quegli anni, grazie al lavoro delle amministrazioni, dei privati, degli industriali e degli artisti, partecipò all'Esposizione guadagnando notevoli consensi nel settore agro-alimentare, industriale ed artistico.
    Si vedano i seguenti filmati: "Wien Museum" e "Fischamend".
  • Esposizione di Filadelfia del 1876
    L'Esposizione si tenne al Fairmount Park in occasione della celebrazione del centenario della "Dichiarazione d'Indipendenza" degli Stati Uniti. E' ricordata come il primo esempio di un nuovo modello organizzativo, in quanto, per la prima volta rispetto alle precedenti Esposizioni, non prevedeva un unico edificio centrale come spazio espositivo ma era articolata in cinque padiglioni principali organizzati per tema e da circa 200 padiglioni allestiti dalle Nazioni ospiti. L'ideatore del complesso espositivo fu l'architetto tedesco Herman J. Schwarzmann. L'evento si propose come occasione per mostrare al mondo la potenza industriale in rapido sviluppo e le abbondanti risorse naturali degli Stati Uniti. Notevole risalto ebbero le macchine utensili e alcune invenzioni che diedero significativo impulso al progresso dell'umanità. Va segnalata la presenza in questa Esposizione di un padiglione completamente dedicato alle donne.
    Interessanti testimonianze documentarie e fotografiche sono conservate in biblioteche e gallerie d'arte americane.
    Si vedano anche le risorse conservate in questo archivio presente nel web e i seguenti video: "The centennial Exposition of 1876" e "1876 Centennial slideshow".
Torna in alto Torna in alto
Torna in alto Torna in alto
Torna in alto Torna in alto

Esposizioni universali posteriori al primo protocollo BIE

Torna in alto Torna in alto
Torna in alto Torna in alto
  • Esposizione Universale di Osaka del 1970
    L'Expo del 1970 si tenne ad Osaka in Giappone dal 15 marzo al 13 settembre e fu la prima ad essere ospitata in Asia. Fu visitata da 64.218.000 persone, record di presenze per gli Expo, con una punta massima di 836.000 il 5 settembre. I paesi espositori stranieri furono 76, a cui si aggiunsero 4 istituzioni internazionali, una rappresentanza di Hong Kong, tre stati degli USA, una città tedesca e due compagnie estere. Il tema scelto fu "Progresso ed Armonia per l'Umanità" Il principio esplicativo della Expo, applicabile a tutti i sotto-temi, fu dunque "L'uomo vivente." Lo scopo dell’esposizione era, in sintesi, quello di mostrare i possibili utilizzi delle tecniche moderne per creare le fondamenta di un’alta qualità di vita e pace per il mondo. Il tema incorporava la speranza che il genere umano continuasse il suo corso di sviluppo mantenendo l’armonia tra i popoli e tra l’uomo e l’ambiente. Tutta la fiera incentrata sulla relazione tra arte e tecnologia, si manifestò come un incredibile esempio di ingegneria e di finezza architettonica. L’eccentrica Torre del Sole, Taiyo-no-to, fu il simbolo, l'emblema di tale concetto, progettata e costruita dal famoso Taro Okamoto, venne localizzata in bella vista al centro della “Symbol Zone.” La Torre del Sole, assieme a poche altre costruzioni, rimane ancora oggi a commemorare l’esposizione all’interno del parco. E' interessante sapere che Il comitato organizzatore dell’Expo ’70 non pose restrizioni riguardo alla costruzione dei singoli padiglioni; anzi, fu chiesto a progettisti ed architetti di costruirli, per quanto possibile, espressivi, originali e colorati,. Alcune delle compagnie scelsero temi piuttosto divertenti per i loro padiglioni, ma in contrapposizione agli intenti originali dell’esposizione, le due superpotenze, Stati Uniti e URSS, usarono, però, l’Expo, per mostrare al mondo il loro potere e il loro modo di vivere. E così, mentre il tema del padiglione americano era “Immagini dell’America,” l’Unione Sovietica enfatizzava “L’armonioso sviluppo dell’individuo sotto il Socialismo.” La sfida tra le due superpotenze, dunque, fomentata dalla Guerra Fredda in corso, risultò chiara anche dall’organizzazione dei rispettivi padiglioni che ricevettero i lotti più grandi e visibili della mostra. Entrambe le costruzioni superarono tutte le altre per bellezza e maestosità. Tra i 77 paesi ospiti partecipava sia l’Italia sia il Vaticano, che emise per l’occasione una serie di coniazioni ufficiali. Da segnalare, dunque, cinque francobolli tra cui figurava La Vergine Maria col bambino nel dipinto di Domoto conservato nella cattedrale di Osaka.
  • Esposizione universale di Siviglia del 1992
    Il tema dell'Expo fu "L'era delle scoperte" per celebrare il quinto centenario della scoperta dell'America. La manifestazione, inaugurata il 20 aprile e conclusa il 12 ottobre, fu realizzata sull'isola della Cartuja, grande area disabitata vicina la centro storico di Siviglia. Il percorso tradizionale prendeva il via con il Camino de los Descubrimientos (Viale delle scoperte), il cammino dello sviluppo scientifico, tecnologico e culturale dal 1492 fino all'epoca dell'evento, una lunga carrellata articolata lungo quattro grandi padiglioni tematici che riguardavano: La navigazione, Le scoperte, Il XV secolo e Il futuro. L'Expo ebbe un impatto molto positivo sull'immagine dell'Andalusia, con 40 milioni di visitatori e 108 paesi partecipanti, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo turistico della città ospitante. I dati ufficiali si possono consultare  sulla pagina del BIE dedicata all'Expo del '92. L'area destinata all'Expo è stata destinata poi a parco tecnologico dove persistono ancora alcune strutture, ma la costruzione  che meglio rappresenta l'arte e al contempo lo sviluppo tecnico e ingegneristico è il Ponte di Alamilllo costruito dall'architetto Santiago Calatrava. Si segnala, a tale proposito, un articolo pubblicato sulla rivista online BTA- Bollettino telematico dell'arte sul ponte, corredato di belle immagini.
  • Esposizione di Hannover del 2000
    L'Expo di Hannover è stata la prima organizzata in Germania, dal 1 giugno al 31 ottobre 2000. Il tema scelto fu "Umanità natura e tecnologia", con un sottotitolo "Economia dell'energia e dello spazio" e per la prima volta il BIE permise di adoperare una zona dove già erano presenti strutture,  trattandosi della zona fieristica della città. Inoltre più che focalizzare l'attenzione sugli sviluppi tecnologici e scientifici realizzati fino a quel momento,come era stato per il passato, si guardò soprattutto alle prospettive future di sviluppo. Nel rispetto per l'ambiente le strutture furono costruite per la maggior parte ad impatto zero, si distinse tra gli altri padiglioni quello giapponese dove il suo architetto Shigeru Ban realizzò un edificio lungo 95 m e largo 45 m, senza utilizzare né chiodi, né mattoni, né cemento ma unicamente carta, lacci di stoffa e legno che tenevano in piedi areose cupole, realizzando così l'edificio di carta più grande al mondo, l'unica concessione che l'architetto fu costretto a fare, per le normative di sicurezza tedesche, fu l'utilizzo di tiranti in ferro e dei teloni in PVC esterni che sporcarono la purezza del progetto originale.
    Sul sito ExpoMuseum.com si possono visualizzare diversi filmati e immagini relative alla manifestazione.
  • Esposizione di Shanghai del 2010
    Per l'Expo di Shanghai in Cina il tema scelto è stato Better city, better life (Una città migliore, una vita migliore) ed è ricordata come la più costosa e come quella con il maggior numero di visitatori (73 milioni). Il tema si poneva come obiettivo quello di prospettare un miglioramento della vita migliorando il contesto urbano, con una pianificazione e uno sviluppo sostenibile delle nuove aree cittadine ma anche con la riqualificazione del tessuto urbano esistente. Il logo della manifestazione è ispirato alla forma calligrafica del carattere cinese shi che significa mondo, l'emblema rappresenta una famiglia padre-madre-figlio unita e felice; allo stesso tempo simboleggia la grande famiglia umana e la comunicazione, la comprensione, la cooperazione, di cui l'Expo intende occuparsi. In rete si trovano diversi filmati che riportano la cerimonia di apertura ricca di fuochi d'artificio e di ospiti di fama internazionale. Si veda anche: ExpoMuseum.com, World Expo 2010All the Pavilions at the 2010 Shanghai World Expo.
  • Esposizione di Milano 2015
    Il tema dell'esposizione 2015 è "Nutrire il pianeta, energia per la vita", con questo tema si intende affrontare il problema dell'alimentazione nelle sue varie sfaccettature, a partire dall'educazione alimentare alla mancanza di cibo che affligge il terzo mondo fino alla tradizione, alla creatività e alla innovazione legati al settore dell'alimentazione e del cibo. In occasione di questo evento si è preparato un documento "La carta di Milano" che definisce gli obiettivi dei firmatari riguardo al tema della nutrizione, della sostenibilità ambientale e dei diritti umani. Tra i progetti più interessanti sviluppati in questa occasione segnaliamo WE-Woman for Expo che "parla di nutrimento e sostenibilità e lo fa per la prima volta mettendo al centro di un’Esposizione Universale la cultura femminile. Ogni donna è depositaria di pratiche, conoscenze, tradizioni legate al cibo, alla capacità di nutrire e nutrirsi, di “prendersi cura”. Non solo di se stessi, ma anche degli altri". In questa pagina si può inoltre scaricare in formato pdf il testo intitolato "Il romanzo del mondo", si tratta di "una grande narrazione mondiale, fatta di racconti brevi, di memorie, di emozioni profonde legate al cibo". Tra i vari eventi si è organizzata una presentazione dell'Enciclica di Papa Francesco "Laudato sì. Sulla cura della casa comune". Alla presentazione, il Commissario unico Giuseppe Sala ha introdotto il testo del Papa riassumendone alcuni punti cardine: "In primo luogo, Papa Francesco rivolge il suo messaggio a tutta la famiglia umana, perché sappiamo che le cose possono cambiare. La speranza di cambiamento e la concreta percezione del fatto che il mondo non è destinato a peggiorare passa attraverso il richiamo a tutti. Secondo, l’Enciclica tocca un punto fondante anche del nostro impegno: si tratta di ridefinire il progresso, un’esortazione e un profondo sprone per noi a unirsi per una nuova idea di progresso. Terzo e ultimo punto, il richiamo a un cambiamento degli stili di vita come uno dei rimedi principali all’egoismo collettivo di cui siamo vittime e carnefici. È in questo spirito che si propone anche la Carta di Milano, l’impegno di persone, associazioni e aziende a rivedere gli stili di vita”.