Notizie storico-artistiche

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La struttura e l'arredo

La Biblioteca Nazionale occupa l'ala orientale di Palazzo Reale, che si identifica con gli ampliamenti settecenteschi, probabilmente di Ferdinando Fuga (1758 circa), della antica pianta quadrangolare, con prospetto a occidente sul Largo di Palazzo, di Domenico Fontana (1600). Adibiti ad Appartamenti dei Reali Principi, gli ambienti del "braccio nuovo" furono trasformati in Appartamento delle Feste dopo il 1837, quando, a seguito di un incendio, fu attuata una globale ristrutturazione dell'edificio da parte dell'architetto Gaetano Genovese, per volontà di Ferdinando II Borbone. Si accede alla Biblioteca dal giardino ottocentesco, creato dal celebre botanico Denhardt nell'area del Maneggio, e per un ingresso decorato a finto bugnato di stucco sottile, che avvia al gusto tardo neoclassico di cui è improntata la decorazione. Anche lo Scalone marmoreo della Biblioteca è con ogni probabilità di impianto settecentesco (il vano della scala compare in piante della fine del secolo), con balaustra a motivi di lance incrociate a una rosetta, e antichi lumi a olio su mensole (1840 c.); ai lati, due sculture di delicato gusto eclettico di Gennaro De Crescenzo raffiguranti Danzatrici.
La prima anticamera è ornata da pitture decorative monocrome attribuibili alla mano di Salvatore Giusti, ornamentista di valore, largamente attivo nella Sala delle Feste del Palazzo di Capodimonte e nello stesso Palazzo Reale. L'odierna Sala di distribuzione fa parte del gruppo di quattro ambienti che con il grande Salone da ballo - ora sala di lettura - costituivano propriamente i Saloni delle feste. Qui la decorazione è improntata dall'uso fittissimo di stucco a bassorilievo, bianco e oro, dei napoletani Gennaro Aveta, Costantino Beccalli e De Crescenzo prima citato; si distinguono per un florido gusto eclettico, ricco di variazioni, e predominante rispetto alla decorazione pittorica. Nella Sala di distribuzione gli ovati a tempera su intonaco di Camillo Guerra raffigurano Allegorie delle quattro età dell'uomo come quattro età dell'amore: "Primavera: Zefiro e Flora", "Estate: Galatea", "Autunno: Bacco e Arianna", "Inverno: Orizia e Borea"; documentate al 1852, rappresentano gli sviluppi illustrativi dell'estremo neoclassicismo napoletano, che in forme diverse era stato introdotto negli anni '80 del Settecento dai neoclassici tedeschi attivi a Napoli. La seconda anticamera, che affaccia sul cortile un tempo delle rimesse, è ornata da altorilievi in stucco che riproducono il fregio marmoreo dell'"Entrata trionfale di Alessandro a Babilonia" di B. Thorwaldsen al Quirinale napoleonico. Alla parete centrale, panoplie ad alto rilievo, simili alla decorazione dello Scalone principale di Palazzo Reale, che porta all'Appartamento Storico. Stucchi di gusto neoclassico ornano, all'altezza dell'imposta della volta e al centro della stessa, le successive sale, in particolare quella di Bibliografia, dai decorativi rosoni in corrispondenza - un tempo dei lampadari. Anche gli intagli a palme affrontate ad un rosone, in oro su fondo bianco, delle porte, rimandano al gusto neoclassico e al design elegante dell'architetto di corte.
Nelle sale dei piani superiori, dove erano gli Appartamenti ottocenteschi di abitazione, vi sono decorazioni in stile pompeiano di Salvatore Giusti nelle stanze della regina Maria Teresa e tempere neogotiche (Le storie di Carlo d'Angiò di Camillo Guerra) nello studio di Ferdinando II Borbone, ora "Sala d'Africa". Nel braccio nord orientale è allestita la Biblioteca Palatina, alla quale era collegato il Gabinetto scientifico del Re. Mobili da biblioteca di grande rilievo si conservano tuttora, in particolare il Leggio girevole di Giovanni Uldrich, della regina Maria Carolina d'Austria (1794) (un altro esemplare è esposto, in deposito dalla Biblioteca, nell'Appartamento Storico), e un tavolo da centro di legni intarsiati, ornato dalla rosa dei venti circondata di gigli borbonici, che individuiamo qui come "la tavola rotonda tutta lavorata di legno straniero ed ornata di bronzi dorati" (perduti nella II metà dell'Ottocento, inv. di Palazzo Reale 10137/1874) descritta dalle fonti, cori il piano superiore girevole, "affinché rimanendo la Regina nel suo sito medesimo, col sol girar questo piano potesse prendere qualunque libro", raffinato lavoro di ebanisteria databile ai primi anni '80 del Settecento.
La Sala di lettura al primo piano è allestita con gli armadi in noce e oro della "Sala della meridiana" nel Palazzo degli Studi, realizzati tra il 1737 e gli anni '60 del '700. Come cornice della vita culturale della Biblioteca si tramanda pertanto un notevole contesto di arte decorativa napoletana del Sette e Ottocento. (Annalisa Porzio)