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Nuove
accessioni |
a
cura di Valerio
Cacace ( Ufficio
Acquisti)
Per
il numero elevato di opere acquisite dalla BNN
non è possibile riportare l'elenco completo delle
nuove accessioni. Ci limitiamo perciò a segnalare
una selezione delle opere più significative che
incrementano le raccolte della BNN |
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Consulta
l'archivio delle nuove accessioni
Manuel Castells, Comunicazione e Potere. Milano, Università Bocconi, 2009
“Avevo diciotto anni ... Quando volevo leggere Freud, dovevo raggiungere l'unica biblioteca di Barcellona che avesse accesso alla sua opera, riempire un modulo che spiegava il motivo della mia richiesta. Quanto a Marx o Sartre o Bakunin, nemmeno a pensarci ...”.
Suggestivi ricordi personali introducono le riflessioni e le analisi dell'autore del classico L'età dell'informazione, di Galassia Internet, La città delle reti, tutti in Biblioteca, sul tema dei controlli del potere sulle reti della comunicazione e dell'informazione. Gli attori, a volte collegati tra loro, a volte in conflitto, portatori di interessi non sempre coincidenti, sono i detentori del potere politico istituzionale, i gestori dei network radiotelevisivi, i nuovi padroni della rete da una parte, ma dall'altra anche una proliferazione di soggetti che cercano di imporre un'espressione autonoma, una circolazione delle idee, delle interpretazioni della realtà indipendente dai frames precostituiti. Il saggio acquista particolare vivacità quando affronta casi di studio come la disinformazione prima, mistificazione poi, organizzata intorno alla guerra in Iraq, le politiche scandalistiche, le battaglie ambientaliste nella rete, la campagna elettorale di Obama. Una conclusione, che può anche costituire un programma minimo: “la costruzione autonoma di significato può avvenire solo difendendo i beni comuni nelle reti di comunicazione rese possibili da Internet”, compito non facile “perché i detentori del potere della società in rete non possono fare a meno di cercare di recintare la comunicazione libera in reti commercializzate e controllate, per inscatolare la mente pubblica e sigillare la connessione tra comunicazione e potere”. Le Appendici offrono tabelle aggiornate – l'edizione originale è del 2009, Oxford University Press - sui case studies affrontati e un'ampia bibliografia.
Ned Rossiter, Reti organizzate. Teorie dei
media, lavoro creativo e nuove istituzioni. Roma, Manifestolibri,
2009
Geert Lowink, Zero comments. Teoria critica di
Internet. Milano, Bruno Mondadori, 2008
Pierre Musso, L'ideologia delle reti.
Milano, Apogeo, 2007
Lawrence Lessig, Remix. Il futuro del copyright
(e delle nuove generazioni). Milano, ETAS, 2009
Nicholas Carr, Il lato oscuro della rete.
Libertà, sicurezza, privacy. Milano, ETAS, 2008
Carlo Formenti, Cybersoviet. Utopie
postdemocratiche e nuovi media. Milano, Raffaello Cortina, 2008
Ancora sulla rete, ancora sulle opportunità o sui rischi,
opere più o meno recenti di riflessione, analisi, costruzione di un impianto
teorico. La più ambiziosa forse quella di Musso, si propone di delineare i
contorni di una nuova ideologia, la “retiologia”, nelle sue premesse
filosofiche e nei suoi possibili sviluppi e applicazioni, partendo dal
cervello-rete di Galeno per arrivare, attraversando Saint Simon, Proudhon, alla
“società in rete” di Castells. Lowink – autore anche di Internet non è il
paradiso, Milano, Apogeo, 2004 - prova a porre alcune semplici,
provocatorie domande sul mondo del cosiddetto Web 2.0, contrassegnato dal
protagonismo dilagante di social network come Facebook, Wikipedia,
Flickr, che aveva fatto sognare un nuovo mondo sottratto al dominio e al
controllo dei poteri, regno della libera espressione, della comunicazione
incondizionata, brodo di cultura di potenziali irriducibili e irredimibili
coscienze critiche: “gli utenti non devono pagare i servizi online per la
semplice ragione che sono spiati, e i profili di milioni di giovani ingenui cui
piace divertirsi vengono analizzati e confrontati con il loro comportamento in
rete ... Ma se perdete il vostro lavoro a causa di qualche foto compromettente
su Flickr?”. A quanto pare, è difficile tirarsene fuori: nell'estate 2009 sir
John Sawers, nuovo capo dei servizi segreti britannici, prima ancora di aver
preso possesso delle sue funzioni, scopriva che tutti i più riservati dettagli
della sua vita privata erano di pubblico dominio in seguito alla entusiasta e
disinibita adesione da parte della moglie a Facebook. In effetti, continua
Lowink, “le società si adattano alle tecnologie dell'informazione ma non
cambiano in modo profondo, anzi si dimostrano straordinariamente flessibili e
quindi capaci di restare quelle che sono ... sinora il Web 2.0 ha portato benefici
soltanto ai ricchi, che sono diventati ancora più ricchi”. Nicholas Carr
paventa, a seguito dello smantellamento dei servizi informatici da parte delle
imprese, una concentrazione delle funzioni in un unico grande WWC, World Wide
Computer, oltre agli effetti nefasti sulle nostre capacità di lettura e di
assimilazione di un'eccessiva frequentazione di Internet. In un certo senso più
ottimista Rossiter, che, sulla scorta delle analisi di Negri e Hardt – Impero,
Milano, Rizzoli, 2002 - cerca di prefigurare la forma politica delle “reti
organizzate, una tecnica concettuale in cui le reti, piuttosto che
l'organizzazione o l'istituzione di per sé, siano la condizione di possibilità
per il lavoro articolato nel terreno dei nuovi media”. Lessig, uno specialista degli
aspetti legali del copyright, tema di estremo interesse per il mondo delle
biblioteche, di fronte alla diffusa “illegalità di massa” praticata dal
pubblico giovanile, lo scarico generalizzato di contenuti musicali o visivi e
alle reazioni scomposte da parte delle major sostenute spesso da legislazioni
liberticide, ispirate da un misto di ottusità egoistiche e incomprensione del nuovo,
affaccia la possibilità di un modello “ibrido”. Il remix amatoriale, la
possibilità di creare un nuovo prodotto con una sorta di collage di opere
preesistenti, dovrebbe essere gratuito, sottratto alle limitazioni della
legislazione in materia di copyright. Per ulteriori approfondimenti, si rinvia
ai blog degli autori dei saggi citati:
http://www.nicholasgcarr.com/bigswitch/index.shtml
http://laudanum.net/geert/
http://nedrossiter.org/
http://pazlab.com/formenti/
Pierre Sorlin, Gli italiani al cinema. Immaginario e identità sociale di una nazione. Mantova,
Tre Lune Edizioni, 2009
Una ricerca di un grande storico del cinema – in
Biblioteca, Sociologia del cinema, La storia nei film, Cinema e
identità europea, I figli di Nadar – sulla storia del cinema italiano dalle
sue origini, in cui, a partire dalla scoperta dei “suoi pubblici”, dal numero
di spettatori analizzato il più possibile nelle sue stratificazioni sociali e
regionali, nelle reazioni emotive, culturali, si può leggere l'influenza o la
contrapposizione con altre cinematografie nazionali, gli aspetti
dell'organizzazione produttiva.
Il secolo dei manifesti. Programmi delle riviste del
Novecento. Torino, Nino Aragno, 2006
La storia del ventesimo secolo letta attraverso i documenti
programmatici di 120 riviste letterarie, da “Convito” (1895) a “Concertino”
(1992). Sono state escluse dal curatore le testate di critica, filologia,
erudizione, mentre figurano soprattutto le “riviste militanti”, con un notevole
spazio anche per le riviste politico-letterarie (ad esempio, nel secondo
dopoguerra “Il ponte”, “Humanitas”, “Comunità”, “Il mondo”, “Il mulino”). Una
possibilità di mettere a confronto, soprattutto sull'arco dei primi decenni del
secolo, più o meno nobili, roboanti, retoriche, iniziali dichiarazioni di
intenti con quelle che avrebbero dovuto essere le realizzazioni concrete, i
nuovi corsi annunciati della creazione artistica. Al confronto invece suonano
ancora di drammatica attualità i bilanci e gli appelli di “Comunità”,
“Società”, “Politecnico”: “non più una cultura che consoli nelle sofferenze, ma
una cultura che protegga dalle sofferenze, che le combatta e le elimini. Per un
pezzo sarà difficile dire se qualcuno o qualcosa abbia vinto in questa guerra.
Ma certo vi è tanto che ha perduto, e che si vede come abbia perduto. I morti,
se li contiamo, sono più di bambini che di soldati; le macerie sono di città
che avevano venticinque secoli di vita; di cattedrali, di tutte le forme per le
quali è passato il progresso civile dell'uomo; e i campi su cui si è sparso
più sangue si chiamano Mauthausen, Maidaneck, Buchenwald, Dachau”.
Encyclopédie de l'Islam. Leiden, Brill
In biblioteca l'ultimo tomo, il tredicesimo della nuova
edizione, diviso in tre parti (Indice delle Materie, Glossario e Indice dei
Termini, Indice dei Nomi Propri). L'opera, iniziata nel 1960, diretta da
Peri J. Bearman, Thierry Bianquis, Clifford Edmund Bosworth, Emeri van Donzel e
Wolfhart Heinrichs, si propone di offrire tutte le informazioni disponibili sui
musulmani illustri di ogni epoca e località, sulle tribù e le dinastie,
sull'artigianato e le scienze, sulle istituzioni politiche e religiose, sulla
geografia, l'etnologia, la flora, la fauna dei diversi paesi e la storia, la
topografia e i monumenti delle principali città.
Encyclopedia of the Bible and its reception.
Berlin-New York, De Gruyter
In biblioteca i primi due volumi (Aaron-Aniconism e Anim-Atheism)
sui trenta previsti di una nuova grande enciclopedia progettata subito dopo
l'uscita dell'ultimo volume, il trentaseiesimo, della Theologische
Realenzyklopädie (De Gruyter, 1977-2007). Oggetto della nuova opera
saranno in primo luogo le origini e lo sviluppo della Bibbia in relazione alle
sue forme canoniche nel mondo ebraico e in quello cristiano, poi la storia
della sua ricezione, non solo nelle chiese cristiane e nella diaspora ebraica,
ma anche nella letteratura, nella musica, nell'arte, nel cinema, nel mondo islamico
e in altri movimenti religiosi contemporanei. I curatori dell'opera, per cui è
prevista anche una versione online, sono Hans-Joseph Klauck, Bernard Mc
Ginn, Choon-Leong Seow, Hermann Spieckermann, Barry Dov Valfish, Erich J.
Ziolkowski.
Allgemeines Künstler-Lexikon. München-Leipzig,
Saur
Disponibili in Biblioteca i volumi 64, dal pittore polacco
Aloyzy Gryt (1937-) al fotografo francese Remi Guerrin (1962-) e 65, dall'orafo
lussemburghese Alexander Guerring (1740 c.a-1796) al diacono copista e
miniaturista Guntbaldus, attivo in Germania nell'undicesimo secolo.
Dizionario biografico degli italiani. Roma,
Istituto della Enciclopedia Italiana
Pubblicato il vol. 73, da Felicia Meda (1378-1444) a Luigi
Messamedaglia (1874-1956).
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