Torna alla homepage della Biblioteca Nazionale di Napoli  
Logo Recapiti BNN
News | Nuove accessioni
> Home
> News
  > Notizie e avvisi
  > Nuove accessioni
> Guida rapida
> I servizi
> Le sezioni
> Fondi e raccolte
> Attività e progetti
> Percorsi bibliografici
> Biblioteca digitale
> Risorse nel web

Nuove accessioni

a cura di Valerio Cacace (Apri la pagina collegata Ufficio Acquisti)
Per il numero elevato di opere acquisite dalla BNN non è possibile riportare l'elenco completo delle nuove accessioni. Ci limitiamo perciò a segnalare una selezione delle opere più significative che incrementano le raccolte della BNN

Apri la pagina collegata Consulta l'archivio delle nuove accessioni


Settembre-Ottobre

Luigi Balsamini, Fragili carte. Il movimento anarchico nelle biblioteche, archivi e centri di documentazione. Manziana, Vecchiarelli, 2009
Luigi Balsamini, Fragili carte (copertina)Ogni attività finalizzata al reperimento e alla conservazione di memorie e documenti di movimenti politici, soprattutto di quelli che hanno come prospettiva il rovesciamento dell'ordine esistente, deve scontrarsi con legittime resistenze da parte dei protagonisti, concreti o potenziali attori della trasformazione sociale.  Non a caso è uno studioso, sia pure intellettualmente partecipe come Max Nettlau, l'”Erodoto dell'anarchia” secondo la definizione di Rudolf Rocker, ad aderire con entusiasmo all'invito Inviamo le nostre pubblicazioni alle biblioteche, apparso nel 1928 nella rivista “Eresia di oggi e domani”.  Ma le procedure per forza di cose quasi maniacali di raccolta, classificazione, dei materiali così eterogenei, volatili, transeunti dell'agitazione e della propaganda (a parte i libri, opuscoli, volantini, manifesti, circolari o documenti interni di dibattito) continuano ad emanare un vago “sentore di museificazione”. La stessa semplice trasmissione di questa massa di documenti a biblioteche o archivi è complicata frequentemente dal miope ostracismo di gestori di istituti archivistici e bibliotecari  poco illuminati, preoccupati solo di non compromettersi rendendole disponibili per i propri lettori. Non è facile insomma congelare un magma ribollente di tensioni, conflitti, pervaso  dallo spirito dell'azione, dall'immediatismo della lotta, in documentazione di archivio da trasmettere a futura memoria. Contraddizioni ancora vive in epoca recente, se Toni Negri nel 1981 nel n. 5 di “Metropoli”, nutrendo un totale disprezzo per qualsiasi forma di conservazione, considerata “ridicola”, afferma: “ma ora, nel bel mezzo della transizione comunista, a che diavolo serve la memoria? Non c'è spazio per essa” (citato da Balsamini, Introduzione, p. 28n). Un possibile antidoto? Concepire la conservazione stessa come un atto militante, che sottrae all'irreparabile, definitiva scomparsa “fragili carte” altrimenti destinare ad essere vittima di sequestri, censure, dalla damnatio memoriae messa in atto, per stato di necessità, in tempi difficili, dagli stessi militanti, come riflette malinconicamente il personaggio del romanzo di Balestrini, Gli invisibili (Roma, DeriveApprodi, 2005, p. 109) : “la storia scritta del movimento e la sua memoria scaricata negli immondezzai data alla fiamme per paura della repressione” (ancora in Balsamini, Introduzione, p. 28).
La ricerca di Balsamini fa emergere, a fianco di  istituti di respiro internazionale come l'«Internationaal instituut voor sociale geschiedenis» di Amsterdam, già ampiamente noto per la sua inestimabile collezione di documenti sulla storia e le attività teoriche e militanti del movimento operaio socialista e comunista, il «Centre international de recherches sur l'anarchisme» di Ginevra, la «Féderation internationale des centres d'étude et documentation libertaires» di Marsiglia, archivi misconosciuti, quasi di carattere privato, come, tra gli altri, l'Archivio «Berneri-Chessa» confluito presso la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, la Biblioteca libertaria «Armando Borghi» di Castel Bolognese, l'Archivio «Giuseppe Pinelli» di Milano, l'Archivio storico della Federazione Anarchica Italiana, l'Archivio-Biblioteca «Enrico Travaglini», spesso legati a figure di appassionati combattenti politici, ostinati nel difendere, anche a costo di pesanti rischi, il patrimonio di testimonianze accumulato. All'interno di un'opera difficilmente classificabile come un arido repertorio per gli studiosi, emergono biografie divise, in mezzo a mille vicissitudini, tra tensione politica e convinta opera di sistematica archiviazione come quelle di Luigi Fabbri, morto esule a Montevideo nel 1935 , Pier Carlo Masini con la sua Biblioteca «Max Nettlau», Ugo Fedeli, educatore popolare, bibliotecario e animatore del Centro culturale “Olivettidi Ivrea (la sua raccolta, come quella di Fabbri, è ora conservata ad Amsterdam). 

Andrea Alciato, Il libro degli emblemi secondo le edizioni del 1531 e del 1534. Milano, Adelphi, 2009
Emblema della FortunaA cura di Mino Gabriele, è possibile adesso confrontare le prime due edizioni (la princeps, un volumetto in 16º di sole 44 carte con 104 emblemi, Augustae Vindelicorum, Heinrich Steiner, 1531, non controllato dall'autore, la seconda, in 8º, con 113 emblemi, Parisiis, ChristianusWechelus, 1534) di un classico della letteratura umanistica del XVI secolo. L'autore, nato a Milano l'8 maggio 1492 e morto a Pavia il 12 gennaio 1550, scrisse il libretto di epigrammi, destinato a diventare un vero e proprio bestseller per l'epoca, nelle ore libere dai suoi impegni di insigne studioso di diritto romano.  L'Emblematum liber, anche con le sue immagini, descrive “qualcosa, tale che significhi con eleganza un qualche cosa tratto dalla storia e dal mondo naturale, donde pittori, orefici, fonditori possano realizzare quel genere di oggetti che chiamiamo scudi [stemmi o distintivi] e attacchiamo ai cappelli o portiamo quali insegne”. Il testo, in latino e inglese, tratto dall'edizione del 1621 (Patavii, apud Petrum Paulum Tozzium), con l'aggiunta di materiali iconografici (fonti di ispirazione per l'Alciato o da lui ispirati) provenienti dall'Antologia palatina planudeana e dalla Choice of emblems di Geoffrey Whitney, è accessibile in linea, a cura della canadese Memorial University of Newfoundland, all'indirizzo: Apri la pagina collegata http://www.mun.ca/alciato/index.html. Altra edizione disponibile online è quella di Anversa del 1577 (Antuerpiae, Christophori Plantinii), grazie al progetto CAMENA (Corpus Automatum Multiplex Electorum Neolatinitatis Autorum), sezione ITALI, Renascentium Libri Rariores, promosso dall’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli in cooperazione con l’Università di Mannheim:
Apri la pagina collegata http://www.uni-mannheim.de/mateo/itali/autoren/alciati_itali.html
Apri la pagina collegata http://www.uni-mannheim.de/mateo/camenahtdocs/itali.html

Lo spazio letterario di Roma antica. Roma, Salerno
Ai cinque volumi sul tema della letteratura latina pubblicati tra 1989 e 1991 si aggiungono due volumi antologici, il primo – edito nel 2009 e ora in Biblioteca – destinato alla poesia, l'altro, di prossima uscita, alla prosa. Direttore Piergiorgio Parroni (responsabile anche della sezione sulla poesia didascalica), curatori Alessandro Fusi (Tibullo, Properzio, Ovidio, satira, epigramma, favola, Angelo Luceri (poesia bucolica, epica post-virgiliana, poesia di tarda età imperiale), Giorgio Piras (revisione generale, Ennio, Virgilio, il teatro, Catullo, Orazio lirico). Il volume si chiude con le Schede bio-bibliografiche degli autori  e con un Indice dei nomi e delle cose notevoli.


torna a inizio pagina

Paolo Morello, La fotografia in Italia 1945-1975. Roma, Contrasto, 2010
Paolo Morello, La fotografia in Italia 1945-1975, copertinaUno studio in due volumi sulla produzione fotografica italiana nel corso dei trenta anni in cui la fortuna del mezzo fotografico coincide con la disponibilità di nuove carte di stampa che consentono sfumature di colore fino allora inedite, l'arrivo di una nuova generazione di fotografi, in cui si fondono, sulle pagine della stampa periodica, con risultati proficui  i caratteri dell'amatorialità e della professione. Dei due tomi, il primo è riservato al saggio di Morello, il secondo propone una selezione inedita di 221 fotografie, considerate tra le più rappresentative di quegli anni.
Sullo stesso tema – la storia della fotografia italiana – sono previsti altri due volumi.

Fabio Fabbri, Le origini della guerra civile. L'Italia dalla Grande Guerra al fascismo, 1918-1921. Torino, UTET Libreria, 2009
All'interno dell'ampia riflessione storiografica suscitata da Claudio Pavone del 1991 (Una guerra civile: saggio sulla moralità nella Resistenza, Torino, Bollati Boringhieri, presente in Biblioteca), una ricerca sui quattro anni decisivi del primo dopoguerra, contrassegnati dal cosiddetto “biennio rosso” cui una consolidata convenzione fa seguire l'ineluttabile risposta di un meno formalizzato “biennio nero”, preludio alla resistibile ascesa del fascismo. Fabbri mostra, con un'accurata ricostruzione, quanto la repressione sistematica dei movimenti operai e contadini fosse, subito dopo l'armistizio, preoccupazione e linea d'azione ben presente nei programmi della classe dirigente al governo.
A sostegno delle tesi avanzate nel saggio, il volume fa precedere all'ampia bibliografia due Appendici, una dedicata a “Le statistiche della violenza”, in cui sono presenti in tutta la loro evidenza “le vittime del piombo borghese”, come titolava l'Avanti! del 1 maggio 1920,  l'altra alla “Cronologia delle violenze” sempre negli anni dal 1918 al 1921, quando, il 13 giugno, si inaugura la XXVI legislatura.    

Storia d'Europa e del Mediterraneo. Roma, Salerno
All'interno della I parte - Il mondo antico - dell'opera diretta da Alessandro Barbero è stato pubblicato nel 2009 il volume VI (Da Augusto a Diocleziano) della III sezione (L'ecumene romana). I temi della “romanizzazione”, i reciproci influssi tra etnie profondamente diverse, spesso conflittuali, i riflessi dell'espansione continentale già sancita dalla conquista dell'Egitto, ultimo regno mediterraneo, da parte di Ottaviano nel 30 a.C., sul piano militare, economico, giuridico, politico e culturale, sono introdotti dal curatore della sezione, Giusto Traina, e affrontati nei saggi distribuiti nelle tre parti del volume (Dalla “pax augusta” alla tetrarchia, I contesti mediterranei, Società, economie e culture).

Antonio Colomberti, Dizionario biografico degli attori italiani.  Bologna, Bulzoni, 2009
Sotto il titolo generale di questa prima edizione in due volumi sono raccolti in realtà, a cura di Alberto Bentoglio, due inediti del Colomberti (1806-1892), attore e autore teatrale figlio di attori, diventato alla fine di una prestigiosa carriera sulle scene di tutta Italia storico del teatro: Cenni artistici dei comici italiani dal 1550 al 1780, compilati dall'artista comico Francesco Bartoli e dall'attore Antonio Colomberti continuati fino all'anno 1880, conservato presso la Biblioteca dell'Istituto nazionale di archeologia e storia dell'arte di Roma e Notizie storiche dei più distinti comici e comiche, custodito presso l'Archivio privato del marchese Aldo Pezzana Capranica del Grillo. L'opera del Bartoli (1745-1806), anch'egli attore e autore teatrale, Notizie storiche de' comici italiani che fiorirono intorno all'anno MDL fino a giorni presenti era stata pubblicata nel 1782 a Padova da Conzatti a S. Lorenzo. Colomberti aggiunge alle 456 voci compilate da Bartoli altre 478 composte ex novo. Le fonti, tutte di prima mano: “principalmente il rapporto diretto intrattenuto con gli attori, a cui egli affianca il giudizio del pubblico, le testimonianze, scritte e orali, raccolte dai 'vecchi comici', gli aneddoti tramandati dai suoi familiari (il padre, soprattutto), dagli amici, dai colleghi e dai conoscenti e, infine, le non numerose osservazioni di critici e storici suoi contemporanei” (dall'Introduzione di Bentoglio).


torna a inizio pagina