Il venerdì sera
Senza dubbio, Luz Argentina Chiriboga si identifica nel gruppo delle “Afro-Latine”, secondo una brillante definizione di Miriam De Costa Willis (“Afra-Hispanic writers and feminist discorse”, 1993), cioè quelle scrittrici che includono il discorso femminista di origine europea e nordamericana nel contesto della rivendicazione etnica africana in Americalatina: emarginazioni vecchie e nuove di genere sessuale, etnico, economico, geografico. Per questo la loro letteratura è esplosiva e coinvolgente, perché non può lasciar fuori nessuno di questi elementi che determinano la loro identità e, perché no, la loro lotta, che è sempre lotta di emancipazione ma anche di conservazione di una tradizione che il progresso ‘maschile’ e ‘bianco’ tende a cancellare. Anche Susana, la protagonista di Il venerdì sera, parte come perdente in tutte e tre le relazioni che definiscono una società meticcia come quella ecuadoriana e, più in generale, latinoamericana: razza, classe e genere. Ma il suo corpo sinuoso, la voce espressiva e una intelligenza vivace, e il continuo contatto, sin da bambina, con l’‘altro’ impersonato dalla famiglia Mann, bianca e altolocata, le permettono di accarezzare il sogno di abbattere ogni barriera, non come progetto razionale o politico, ma come prosecuzione naturale di una esperienza infantile – il paradiso perduto – che l’aveva vista giocare alla pari con i suoi coetanei Mann. Ma in età adulta, tutto cambia, si ristabiliscono le distanze, i ruoli, i meriti e le colpe, secondo codici mai scritti ma così consolidati da apparire ‘naturali’ persino a chi li subisce (come ripeteva la nonna, “il peccato era un’invenzione dei padroni, loro l’avevano creato per dominare con facilità gli schiavi”).
Luz Argentina Chiriboga è nata ad Esmeraldas (Ecuador). Laureata in Biologia presso l’Universidad central di Quito, ha trattato, in saggi e conferenze, temi femministi, etnoantropologici ed ecologici. Ha pubblicato romanzi – Bajo la piel de los tambores, 1991 (Tambores bajo mi piel, 1999); En las noches de viernes, 1997; Jonatás y Manuela, 1998 – e raccolte poetiche: La contraportada del deseo, 1992; Palenque: décimas, 1999.
Sara Pacifici ha conseguito il diploma di master e il dottorato in lingue e letterature ispaniche e ispanoamericane presso la State University of Tennessee a Knoxville, dove ha vissuto ed insegnato per nove anni. Ha pubblicato saggi critici sulla letteratura femminile contemporanea, principalmente messicana ed afroecuatoriana, ed ha partecipato a diversi congressi sia negli Stati Uniti che in Italia.
(seconda, terza e quarta di copertina)
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