Femminismo e lotte di liberazione nei paesi arabo-islamici (Algeria, Egitto, Palestina, Tunisia)

Gruppo 2004/I
Autore AA.VV.
Editore L'Harmattan Italia, Torino
Tipo Saggio
Anno 2002
Data inserimento 01/12/2004

Saggi di Catherine Delcroix, Zine-Eddine Zemmour, Abderrahman Koudjil, Ahmed Rouadjia, Lilia Labidi, Islah Jad, Mohamed-Chérif Ferjani, Gema Martín Muñoz, presentati da Ada Lonni.

Il volume raccoglie una serie di saggi che illustrano le forme "ibride" di espressione della modernità al femminile, in un mondo arabo-musulmano in preda ad un grande fermento socio-culturale, volto a ridefinire le identità individuali e collettive.
I saggi, opera di specialisti dai diversi orientamenti, sono introdotti da Ada Lonni, docente di Storia sociale all’Università di Torino.

 

foto da: Mario Laporta, How are you/Cetorh asti?

foto da: Mario Laporta, How are you/Cetorh asti?, Afhganistan 2002, Napoli, Edizioni Controluce, 2002, n. 62

 

E DONNE E LA SOCIETÁ
LO STATUTO FEMMINILE IN ALGERIA E IN EGITTO.
DAI MOVIMENTI DI EMANCIPAZIONE AL RIFLUSSO NEGLI ANNI ’80
Catherine Delcroix

RAGAZZE, FAMIGLIA E VERGINITÁ.
APPROCCIO ANTROPOLOGICO ALLA TRADIZIONE
Zine-Eddine Zemmour

LA POLIGAMIA NEL MAGHREB: CONTROVERSIE GIURIDICHE
Abderrahman Koudjil

LE DONNE E L’ISLAM
LA LOTTA DELLE DONNE LAICHE IN ALGERIA
Ahmed Rouadjia

IL DISCORSO FEMMINISTA E L’ISLAMISMO IN TUNISIA
Lilia Labadi

LE DONNE PALESTINESI E I MOVIMENTI ISLAMISTI
Islah Jad

ISLAM E DIRITTI DELLE DONNE
Mohamed-Chérif Ferjani

ISLAMISTE E MODERNE
Gema Martín Muñoz 

(quarta di copertina)

Il potere così come si era definito nelle prime ore che seguirono la morte di Muhammad sembrava escludere infatti a priori ogni ruolo, ogni presenza, ogni condivisione femminile. Per le donne stava iniziando il lungo, sconnesso, altalenante percorso che le avrebbe viste, a seconda dei paesi e dei movimenti storici, più o meno relegate, più o meno rassegnate, più o meno ribelli, ma sempre lontane dal potere.
Le parole del Profeta, i suoi insegnamenti, gli hadith avrebbero aperto la strada ad interpretazioni diverse, talvolta a strumentalizzazioni cupe e fuorvianti, talaltra a grandiose esperienze di solare ecumenismo, di rispettosa coesistenza fra i gruppi e di parità fra i sessi. […] Ma lo sconquasso vero sarebbe giunto solo dodici secoli più tardi, a contatto con l’Occidente, con la sua cultura, con la sua ideologia, ma soprattutto con i suoi eserciti: sarà infatti l’Ottocento, quell’Ottocento già segnato alla sua nascita dall’anomala presenza napoleonica nell’Egitto mamelucco, a contaminare, a costringere al confronto, ad esercitare pressioni più o meno velate, a scardinare equilibri, ad aprire brecce, a prospettare orizzonti nuovi.
(da: Prefazione di Ada Lonni, p. 7) 

 

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