Donne 2000. A cinque anni dalla Conferenza mondiale di Pechino le cose fatte, gli ostacoli incontrati, le cose da fare
Nel settembre del 1995, circa 17 mila persone si sono ritrovate a Pechino per partecipare alla quarta Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne. La conferenza ha prodotto una piattaforma d’azione sulle iniziative che dovevano essere intraprese da governi, organizzazioni internazionali e società civile, suddivisa in dodici “aree critiche”: povertà, istruzione, salute, violenza contro le donne, conflitti armati, economia, processi decisionali, meccanismi istituzionali, diritti umani, media, ambiente e condizione delle bambine.
La piattaforma d’azione è frutto del lavoro di 6 mila delegate e delegati dei governi di 189 paesi, ma anche del contributo di più di 4 mila rappresentanti di organizzazioni non governative accreditate, e del dibattito nel Forum della società civile, svoltosi in parallelo a Huairou, al quale partecipavano più di 30 mila persone.
Venti anni prima, le donne si erano riunite a Città del Messico, poi a Copenhagen e a Nairobi; e nei cinque anni precedenti la Conferenza di Pechino, le conferenze globali delle Nazioni Unite avevano discusso di ambiente a Rio, di diritti umani a Vienna, al Cairo di popolazione e sviluppo, a Copenhagen di sviluppo sociale, per darsi infine appuntamento in Sudafrica, nel 2001, per la prima conferenza mondiale sulla lotta al razzismo.
(da: Premessa di Katia Bellillo, p. V)
foto da: Donne in nero, La Voce delle Donne Libere in Afghanistan, Roma, Promograph Communication, 2003, p. 17
Dal sommario
- Donne e povertà;
- Istruzione e formazione delle donne;
- Donne e salute;
- Violenza contro le donne;
- Donne e conflitti armati;
- Donne e salute;
- Violenza contro le donne;
- Donne e conflitti armati;
- Donne ed economia;
- Donne, potere e processi decisionali;
- Meccanismi istituzionali;
- I diritti umani delle donne;
- Donne e media;
- Donne e ambiente;
- Le bambine
