Jaspers, Lévinas e il pensiero della differenza. Confronti con Derrida, Vattimo, Lyotard

Gruppo 2003/I
Autore Sivia Marzano
Editore Silvio Zamorani, Torino
Tipo Saggio
Anno 1998
Data inserimento 01/12/2003
Argomento del volume: ricerca di una nuova razionalità, rapporto tra due tradizioni - escatologica biblica e Occidentale -, problema della fine della filosofia o, in Lévinas, di un nuovo modo di intendere l’essere umano. Posta in gioco: anzitutto la domanda “è possibile significare Dio altrimenti che con un tema?”.
Dio, secondo Lévinas, significa in modo inverosimile nell’immediatezza dell’uno-per-l’altro della prossimità etica. Di qui il confronto con Jaspers riguardando la “rottura dell’immanenza”, traccia, uno e molti, soggettività (parte prima e seconda). Problema di una manque e del divorzio tra la parola e il pensiero”, contaminazione o riduzione caratterizzano il dialogo tra Lévinas e Deridda, che nel saggio più recente, Adieu, evidenzia l’ospitalità e il rapporto tra etica e diritto.Vattimo discute dal punto di vista della costitutiva temporialità dell’essere il “passato mai stato presente” e il rischio di una struttura in Lévinas e in Derrida; l’”indebolimento” dell’essere, cioè gli esiti nihilistici di Heidegger son pensabili solo nella provenienza dall’evento kenotico dell’Incarnazione, e quindi di come secolarizzazione. Lyotard analizza il dissidio tra denotativo e prescrittivo, ponendo la logica di Lévinas in confronto con Kant, con la passibilità e l’accadere.
Filo conduttore della ricerca, che si conclude con alcuni scritti su Jaspers in parte già editi, è il Kantismo, specificamente il tema del limite e la “dualità” secondo Schelling scoperta da Kant nella ragion pratica - cioè la linea “ebraica” che culmina nel sublime nelle diverse interpretazioni dei suoi sviluppi shellinghiani, e insieme lo scarto semantico dell’ebraismo. In discussione con il senso post-heideggeriano dell’evento, con l’appartenenza a una storia dell’essere e con le altre accezioni di “fine della metafisica” e di messianesimo.

Silvia Marzano, allieva di Luigi Pareyson, docente associata presso l'Università di Torino fino al 1996. Ha scritto saggi su Jaspers, Pareyson, Ricoeur. Studia gli sviluppi del sublime di Kant e, in senso critico, il rapporto tra mistica e parola.
(quarta di copertina)
Lévinas, Jaspers e il pensiero della differenza. Confronti con Derrida, Vattimo, Lyotard
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