Arte a parte. Donne artiste fra margini e centro
Arte a parte è la formula non dichiarata da sempre usata dalla storia dell’arte nei confronti delle donne artiste: per non parlarne, per dire che non c’erano, se c’erano, erano appunto a parte, di secondo piano: Ma le artiste nel corso dei secoli sono state molte, rilevanti, anche se per lo più dimenticate. Per quanto lontane nel tempo, da quelle della seconda metà dell’'800, sino alle cyberartiste post-contemporanee presenti oggi sul Web, esse sembrano fra loro legate dai fili di un destino sociale sempre pronto a spingerle nell’invisibilità, ai margini, lontane dal centro.
Il volume, nei suoi vari saggi, solleva questioni teoriche sulla posizione delle donne nell’arte e interroga casi e circostanze che le hanno viste protagoniste in questi ultimi 150 anni. Come e perché le impressioniste Berthe Morisot e Mary Cassatt erano diverse dai loro colleghi Manet e Degas? Esisteva/esiste una spettatrice/autrice capace di guardare da soggetto ad altro soggetto? Elsa Schiapparelli, Coco Chanel, Vivienne Westwood possono essere definite artiste d’avanguardia? E che rapporto c’è fra modo e ruoli di genere? Hanno mai le artiste occupato un posto nel mainstream, e quanto la storia dell’arte e la critica, vere narrazioni di genere e di memoria, sono responsabili delle cancellazioni di nomi e opere di pittrici, scultrici, designer, fotografe, illustratrici? Chi erano le artiste futuriste e quale spazio avevano in un movimento di avanguardia segnato dal maschile? Internet e lo spazio virtuale della rete possono essere un luogo post-moderno di costruzione di visibilità?
Questi alcuni degli interrogativi a cui i saggi di questo volume cercano di dare risposta partendo dalla storia dell’arte e dalla sociologia, per disegnare un tratto di storia della cultura e scoprirla, ancora una volta, cultura di genere.
M. Antonietta Trasforini insegna Sociologia e Sociologia della Cultura all’Università di Ferrara. Ha pubblicato La professione di psicoanalista (Bollati Boringhieri, 1991), Psicologi e Supervisione (Angeli, 1994), e diversi articoli e saggi in riviste e volumi collettanei su temi relativi a processi di professionalizzazione, costruzione sociale dei corpi e arte, genere e modernità.
(quarta di copertina)
Mary Cassatt, Il thé delle cinque, (1880). fig. 2
Sommario
- Introduzione. Nei magazzini dei musei e in quelli della memoria, di M. Antonietta Trasforini
- 1. Modernità e spazi del femminile, di Griselda Pollock
- 2. L'artista e il fláneur: Rodin, Rilke e Gwen John a Parigi, di Janet Wolff
- 3. Donne artiste: che genere di professione?, di M. Antonietta Trasforini
- 4. La (in)visibilità sociale di Artiste e Designer, di Penny Mc-Cracken
- 5. L'abito fa la donna. Stiliste, stilisti e cambiamenti sociali, di Diana Crane
- 6. Per un attimo nel mainstream. Artiste in Québec negli anni Sessanta, di Rose Marie Arbour
- 7. Caste dive nella vampa stridente. Illustratrici in Italia dalla fine dell'800 agli anni Quaranta, di Paola Pallottino, pag.127
- 8. I capricci della memoria. Riflessioni sulle futuriste, di Lia Giachero
- 9. Ritratti di Signore. Una generazione di artiste in Italia, di M. Antonietta Trasforini
- 10. Da Fe-Mail a f-e-mail e oltre: network cyberfemministi nel Web, di Victoria Vesna
- Le Autrici
