«Il foglio de il paese delle donne», a. 23, n. 1, 25 settembre 2010

Gruppo 2011/II
Editore Associazione Il paese delle donne, Roma
URL opac NAP0147532
Anno 2010
Data inserimento 01/11/2011

La famiglia Cairoli

La famiglia Cairoli
foto da: http://www.marta-ajo.it

Nell'occasione, evidenziamo come il Risorgimento non si sarebbe realizzato senza l'apporto generoso e spesso anonimo di tante donne degli Stati peninsulari che tutte, d'estrazione nobile, borghese o popolana, si sono spese promuovendone le idee e, nel loro possibile, sostenendolo con le loro reti amicali e parentali e finanziandolo. Spesso ne hanno sofferto l'alto costo con l'esilio, il carcere e la morte ma ancor di più hanno sofferto la lontananza e/o la perdita degli affetti, la riprovazione sociale per la rottura dei canoni vigenti, l'abbandono degli agi e dei favoritismi, anticipatrici della riscrittura dell'identità e del protagonismo femminile sulla scena pubblica e privata, portatrici di pensieri e appartenenze diverse, unificate nell'individuare nel futuro unitario felicità e Patria. Un sogno senza precedenti storici nella penisola se non lontanissimo nel tempo: il tentativo d'unificare l'elemento romano a quello barbarico che costò la vita alla regina gota Amalassunta.
Nonne e madri delle patriote risorgimentali s'erano mosse nell'alveo illuminista, nel Salotti che tanti meriti nella creazione del nuovo ebbero dal Seicento alla Rivoluzione Francese e fondamentali, in Europa, per radicare l'idea e il favore per la nostra Unità, rintracciandosi spesso, oltre alla genealogia politica e culturale femminile, quella biologica nelle risorgimentali.
Tutte donne capaci d'ideali e di passioni, generose e tenaci, peninsulari e straniere. perché molte straniere si contarono tra le più accanite "rinascimentali" come si chiamava allora il Risorgimento. Un nuovo Rinascimento.
Le donne partecipanti alle società clandestine carbonare si chiamavano "giardiniere"  perché inizialmente si riunivano nei giardini, all'aperto, dov'era lecito e insospettabile per un gruppo di donne incontrarsi, ma anche per quel profumo di un nome che rimandava a ciò che vive e cresce, alle piante e ai fiori.
La Società delle Giardiniere, organizzazione segreta femminile analoga alla carboneria, che reclutava solo maschi, si costituì dopo i moti del 1821 nel Lombardo-Veneto e nel Napoletano e previde- al culmine della gerarchia le Sublimi Maestre Perfette, le Maestre Giardiniere tra cui Giuditta Sidoli, Maria Gambarana Frecavalli, Matilde Viscontini Dembowski, Teresa Casati Confalonieri e Bianca Milesi Moyon.

(da: Altre protagoniste del Risorgimento, p. 5)

Tricolore

G. Ricchizzi, Tricolore, 1916
foto da: http://www.alfemminile.com

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