«Leggere donna», n. 151, aprile-giugno, 2011
Sono stati pubblicati da poco gli atti dei due convegni internazionali su Cristina Trivulzio di Belgiojoso che si sono tenuti nel 2008, bicentenario della sua nascita, a Milano, sua città natale, e a Roma, dove aveva partecipato nel 1849 alla Repubblica romana.
Il convegno di Roma, organizzato dall'Università [...] ha visto la partecipazione di studiose e studiosi di varie discipline. Tre le linee lungo le quali si è orientato il convegno: il periodo storico in cui s'inquadra la vita e l'opera di Cristina Trivulzio, le sue relazioni politiche e amicali, i diversi ambiti dei suoi studi.
Del periodo storico si sono occupati Marco Meriggi, Ginevra Conti Odorisio, Michèle Riot-Sarcey, Philippe Régnier; delle relazioni politiche e amicali Jean-Yves Frétigné, Marcella Pellegrino Sutcliffe, Gianna Proia. L'analisi dei suoi scritti è stata invece condotta da Francesca Cantù (sull'Essai sur la formation du dogme catholique, della cui messa all'indice ha parlato Maria Iolanda Palazzolo), Cristina Giorcelli, che ha preso in esame i romanzi delle Scènes de la vie turque, in particolare i tre tradotti in italiano: Emina, Un principe curdo, Le due mogli di Ismail Bey, Fiorenza Taricone con un'appassionata rilettura delle opere della maturità, Karoline Röring sull'attività come giornalista.
Gli interventi al di fuori di questo schema hanno riguardato il "personaggio" Cristina (Silvia Tatto), "Cristina e le arti" (Anna Villani) e un confronto con Dora d'Istria (Antonio d' Alessandri).
A Milano le manifestazioni per il bicentenario sono state di due tipi: il primo giorno si è tenuto un incontro, [...] in cui alcune relatrici hanno illustrato la vita e le opere di Cristina Trivulzio; [...] Il secondo giorno un convegno di studi era stato organizzato dall'Istituto lombardo di storia contemporanea. Gli atti di questo convegno sono stati raccolti in volume a cura di Mariachiara Fugazza che vi ha aggiunto in appendice un suo saggio sulla partecipazione di Cristina alla Cinque giornate e un interessantissimo scritto, Ai suoi concittadini, della stessa Cristina, ripubblicato per la prima volta dopo la sua apparizione nel 1848. In Ai suoi concittadini, dopo un excursus storico che spiega le cause del municipalismo che affliggeva e affligge tuttora gli italiani, la scrittrice rivolge ai milanesi l'esortazione a aderire al partito dell'unità, allertandoli sui pericoli del federalismo, "il più precario degli stati", "quella forma politica che tante volte tentavamo, e che sempre ci tradì" [...] I veri e propri atti comprendono le relazioni pronunciate durante il convegno di cui molte dedicate a Cristina Trivulzio giornalista, direttrice e editrice di giornali: dalla sua collaborazione alla "Revue des Deux Mondes" alla direzione dell"'Ausonio" e del "Crociato" (Pier Luigi Vercesi, Gianluca Albergoni, Mariachiara Fugazza). Mi è piaciuta particolarmente la relazione di Daniela Maldini su "Gli scritti della vecchiaia", che fa il paio all'altrettanto bella e sentita relazione di Fiorenza Taricone sullo stesso tema al convegno romano.
Contemporaneamente agli atti è uscito anche il saggio di Gianna Proia, epilogo di studi che l'autrice aveva condotto fin dal 2003, al momento della tesi di laurea, approdato alla tesi di dottorato del 2006 [...] e conclusa con questo libro che è una biografia, ma soprattutto una biografia intellettuale di quella grande donna che è stata Cristina Trivulzio di Belgiojoso.
Il saggio di Gianna Proia è condotto per blocchi tematici, in ordine cronologico ma soffermandosi su alcuni periodi della sua vita, su incontri/scambi particolarmente significativi e su una parte delle opere.
La prima donna d'Italia. Cristina Trivulzio di Belgiojoso tra politica e giornalismo, a cura di Mariachiara Fugazza e Karoline Röring, Angeli, Milano, 2010 ; Cristina di Belgiojoso. Politica e cultura nell'Europa dell'Ottocento, a cura di Ginevra Conti Odorisio, Cristina Giorcelli, Giuseppe Monsagrati, Loffredo, Casoria (Na), 2010; Gianna Proia, Cristina di Belgiojoso. Dal salotto alla politica, Aracne, Roma, 2010
(da: Recensione libri di Luciana Tufani, p.16-17)
Partenza da Napoli di 180 volontari con la Principessa Belgiojoso, disegno di F. Matania
foto da: Laura Billi, Manuela Bruni, Le giardiniere del cuore. Una lettura di scritti femminili della seconda metà dell'Ottocento, Ferrara, Luciana Tufani, 1999, fig. 14, (dopo p. 128)
Spesso, nel parlare o scrivere dei tanti ruoli rivestiti dalle donne nel Risorgimento si è tentati di usare il sostantivo "partecipazione". Un termine che però appare insufficiente e che si rivela, oggi, dopo quasi un quarantennio di studi di genere e di femminismo, inadeguato. Esso rischia, infatti, di connotare l'esperienza femminile con una «formula che presenta le donne come ospiti occasionali in una storia non loro dove la normalità e la norma è l'azione degli uomini: partecipare non equivale a far parte, anzi marca il divario fra appartenenza e convergenza momentanea».
La presenza fattiva delle donne non fu solo quantitativamente rilevante nelle fasi cardine del processo di unificazione, ma produsse significati ben oltre il 1848 e il compimento stesso dell'unità. (da: I due generi del Risorgimento di Fiorenza Taricone, p. 18).
Temo che solo in pochi abbiano sentito parlare di Jessie White, certo non per pigrizia o ignoranza, ma a causa delle pesante sottovalutazione dell'importanza delle presenze femminili nel nostro Risorgimento.
Invece nella sua vita, relativamente lunga, questa donna ha attraversato tutta la seconda metà del diciannovesimo secolo, confrontandosi con i principali esponenti della politica italiana del periodo, impegnandosi attivamente sul campo durante la giovinezza e partecipando poi, per tutto il corso della sua esistenza, al dibattito politico con articoli, conferenze e libri.
Era nata in Inghilterra nel 1832, in una cittadina affacciata sulla Manica, da una famiglia borghese benestante. Suo padre faceva l'armatore e Jessie amava il mare e le barche.
Nel 1860 il piroscafo Washington, su cui era imbarcata insieme al marito Alberto Mario, per raggiungere Garibaldi appena sbarcato in Sicilia, all'altezza delle bocche di Bonifacio incappò in un temporale, una buriana assai comune in quelle acque. Portava a bordo centinaia di giovani, l'intero corpo di spedizione del generale Medici, e quasi tutti soffrirono il mare: un po' per la paura, un po' per il rollio. Galantemente un ufficiale le si avvicinò per rassicurarla e ottenne da lei questa risposta: Grazie, ma sono così poco indisposta che mi piacerebbe giocare una partita a scacchi con voi.
(da: Jessie White Mario di Silvia Mori, p. 21)
La celebrazione del momento in cui Roma votò per l'annessione è qui rappresentata dalla donna Ciociara che porge alla statua di V. Emanuele II la sua scheda con il Sì
foto da: Bruna Bertolo, Donne del Risorgimento. Le eroine invisibili dell'Unità d'Italia, Torino, Anancke, 2011, p. 132
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