La Famiglia in disordine
Decostruita, ricomposta, monoparentale, omoparentale, procreata artificialmente, la famiglia occidentale è oggi soggetta a un grande "disordine" da cui deriverebbero, secondo alcuni, non solo manifestazioni più o meno gravi di incomprensione e disagio all'interno delle mura domestiche, ma anche preoccupanti fenomeni sociali: abusi, abbandoni, violenze.
Disorientata dalla perdita dell'autorità del padre, mutilata dalla liberalizzazione dei costumi, messa alle strette dalla precarietà propria dell'economia moderna, la famiglia ci appare sempre meno capace di trasmettere i valori che per molto tempo ha incarnato. Tuttavia, mai è stata nello stesso tempo tanto rivendicata come luogo per eccellenza della realizzazione individuale.
Dal momento che il padre non è più il padre, che le donne controllano la procreazione e gli omosessuali hanno la possibilità di farsi spazio nel processo di filiazione, la famiglia è dunque alla fine condannata e con essa la possibilità per ognuno di noi di costruirsi come soggetto?
L'autrice ci aiuta a sciogliere questo interrogativo, a comprendere l'origine di un simile disordine e a immaginare l'avvenire.
Elisabeth Roudinesco, storica, psicanalista, è direttrice di ricerche al dipartimento di Storia dell'Università di Paris VII e chargée de conférences all'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales. È inoltre vice-presidente della Societé Internationale d'Histoire de la Psychiatrie et de la psychanalyse. Collabora regolarmente al quotidiano «Libération». Ha scritto numerose opere di critica letteraria e di storia del pensiero; sono disponibili in traduzione italiana Jacques Lacan (1995), Perché la psicanalisi (2000) e, con Jacques Derrida, Quale domani (2004).
(dalla quarta di copertina)
Michelangelo Merisi da Caravaggio, Sacra famiglia con Giovanni Battista, 1605-06
Caracas, Collezione Clara Otero Silva
Senza ordine paterno, senza legge simbolica, la famiglia mutilata delle società postindustriali sarebbe, si dice, pervertita nella sua stessa funzione di cellula di base della società. Sarebbe consegnata all'edonismo, all'ideologia del "senza tabù". Monoparentale, omoparentale, ricomposta, decostruita, clonata, generata artificialmente, attaccata dall'interno da sedicenti negatori della differenza dei sessi, non sarebbe più capace di trasmettere i suoi stessi valori. Di conseguenza, l'Occidente giudaico-cristiano, e più ancora la democrazia repubblicana, sarebbero minacciati di decomposizione. Da qui la permanente evocazione di catastrofi presenti e future: professori pugnalati, bambini stupratori e stuprati, macchine incendiate, periferie consegnate al crimine e all'assenza di autorità.
La nostra epoca genera così, a proposito della famiglia, un disordine profondo, di cui il desiderio omosessuale, divenuto desiderio di normalità; sarebbe, secondo me, uno dei segni rivelatori, nel momento stesso in cui i poteri del sesso sembrano non essere mai stati così estesi, nel cuore di un'economia liberale che tende sempre di più a ridurre l'uomo a una merce.
È a svelare il segreto di questi disordini della famiglia che ho dedicato questo saggio.
Fondata nei secoli sulla sovranità divina del padre, la famiglia occidentale è stata sfidata, nel XVIII secolo, dall'irruzione del femminile. Con l'avvento della borghesia, si è trasformata in una cellula biologica che accordava alla maternità un posto centrale. Il nuovo ordine familiare arrivò ad arginare la minaccia rappresentata dall'irruzione del femminile, al prezzo della messa in discussione della vecchia potenza patriarcale. A partire dal declino di quest'ultima, di cui Freud fu il testimone e il principale teorico rivisitando la storia di Edipo e di Amleto, si avviò un processo di emancipazione che permise alle donne di affermare la propria differenza, ai bambini di essere guardati come dei soggetti e agli "invertiti" di normalizzarsi. Questo movimento generò un'angoscia e un disordine precisi, legati al terrore dell'abolizione della differenza dei sessi, con, alla fine, la prospettiva della dissoluzione della famiglia.
In queste condizioni, il padre è condannato a non essere più che una funzione simbolica? Deve ostinarsi a indossare abiti d'altri tempi, come vorrebbero i conservatori? Deve al contrario trasformarsi in un educatore benevolo, come desiderano i modernisti? Se il padre non è più il padre, se le donne gestiscono interamente la procreazione e se gli omosessuali hanno il potere di crearsi uno spazio nel processo della filiazione, se la libertà sessuale è sia illimitata sia codificata, trasgressiva e normalizzata, si può dire che l'esistenza della famiglia ne risulta per questo minacciata? Assistiamo alla nascita di un'onnipotenza del "materno" che verrà ad annientare definitivamente l'antico potere del maschile e del "paterno" a favore di una società comunitarista minacciata da due grandi spettri: il culto di sé e la clonazione?
(da: Introduzione, p.10-11)
Dall'indice: Introduzione; 1. Dio il padre; 2. L'irruzione al femminile; 3. Chi ha ucciso il padre?; 4. Il figlio colpevole; 5. Il patriarca mutilato; 6. Le donne hanno un sesso; 7. La potenza delle madri; 8. La famiglia che verrà; Postfazione di Pietro Barbetta; Bibliografia.
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Collegamenti
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- vai alla Teca Politica: Donne dagli occhi grandi
- Link al catalogo online della Biblioteca Nazionale di Napoli
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