Combonifem magazine. Mondo donna missione (a. 78, n.8-9, agosto-settembre 2012)
«Giusta sarà la sorpresa di chi ascolterà la prima domanda, appena morto: “Quant'acqua hai versato?” Ognuno di noi sarà pesato a gocce». Sono le ultime righe di una poesia di Erri De Luca sull'acqua. Parole che hanno in qualche modo fatto da apripista all'argomento che abbiamo scelto per realizzare "Pianeta acqua", il calendario del 2013 che troverete allegato a questo numero di Combonifem.
L'oro blu, questo liquido di cui nessuno di noi può fare a meno, rischia - se non sappiamo gestirlo con responsabilità - di diventare pretesto di prossime guerre, anzi alcune sono già in corso, come si può leggere nel libro della scienziata indiana Vandana Shiva: Le guerre dell'acqua. In Asia, India, Africa, Medio Oriente, America Latina e perfino negli Stati Uniti sono in corso o rischiano di esplodere conflitti, proprio per cause legate all'acqua.
La scelta di questo argomento quindi non è casuale, ha un obiettivo ben preciso: renderci sempre più coscienti che ogni nostro gesto, per quanto a noi possa sembrare minimo, ha un suo determinato peso specifico nell'economia dell'ecosistema. Il benessere del nostro pianeta dipende anche dalla responsabilità individuale.
La scelta di questo argomento non à casuale, ha un obiettivo ben preciso: renderci sempre più coscienti che ogni nostro gesto, per quanto a noi possa sembrare minimo, ha un suo determinato peso specifico nell'economia dell'ecosistema. Il benessere del nostro pianeta dipende anche dalla responsabilità individuale.
Ci sembra ovvio dedicare questo calendario a tutte le donne e bambine che ogni giorno, in molti angoli del pianeta, macinano chilometri per procurarsi l'acqua; alle associazioni, ai movimenti, alle singole persone che in questi anni non hanno lesinato sforzi per difendere l'acqua dalle grinfie di avidi speculatori e restituirle il suo status di diritto e di bene comune. [...]
Non vogliamo qui ritornare su argomenti che altre sedi hanno già trattato con più competenza e dovizia di particolari. Non tocca a noi verificare quanto è stato detto e scritto, in particolare sulle presunte lotte di potere dentro e attorno al mondo della gerarchia ecclesiale. Ma non possiamo neppure sottacere, come se la cosa non ci riguardasse. Tutt'altro. Un accenno è doveroso. E lo facciamo ricordando un monito che viene da lontano. Era il 2005 quando, durante l'ultima Via Crucis del Venerdì Santo presieduta da papa Giovanni Paolo II, l'allora cardinale Joseph Ratzinger così si esprimeva: «Signore, spesso la tua Chiesa ci sembra una barca che sta per affondare, una barca che fa acqua da tutte le parti... E anche nel tuo campo di grano vediamo più zizzania che grano. La veste e il volto così sporchi della tua Chiesa ci sgomentano. Ma siamo noi stessi a sporcarli! Siamo noi stessi a tradirti ogni volta, dopo tutte le nostre grandi parole, i nostri grandi gesti. Abbi pietà della tua Chiesa: anche all'interno di essa, Adamo cade sempre di nuovo. Con la nostra caduta ti trasciniamo a terra...». Riascoltando oggi queste parole che allora sembravano troppo ardite, si riesce a comprenderne il significato intrinseco e rimane la voglia di sperare che le nubi ammassatesi in questi tempi sulla Chiesa non facciano perdere di vista la vera strada a coloro che ogni giorno tentano di vivere con coraggio la coerenza del proprio credo, in quel Cristo che sognava di costruire, qui e adesso, un mondo buono, libero da intrighi e poteri.
(da: Torniamo alla fonte di Elisa Kidané, p. 3)
Affresco del XVIII secolo, Roma, Basilica di S. Clemente, Cappella del Rosario
foto da: Cristina Bertoldi Geissler, Roma degli Angeli, Roma, Logart Press 2000, p. 49
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