Dire Dio
Questo volume inaugura una nuova serie: I quaderni di "Bailamme" che, in continuità con l'ispirazione originaria, comprenderanno una sezione dedicata alla spiritualità e un'altra alla ricerca storica di archivio. Dire Dio; il centro della nostra passione, della nostra ricerca spirituale e intellettuale.
Un Dio conteso: mentre questo volume si preparava sono stati tanti gli accadimenti di guerra e di pace che hanno invocato il nome di Dio e nuovi gli interrogativi della morale pubblica e privata che chiedono sostegno alle religioni.
Eppure le religioni non possono ridursi ad agenzie etiche anche se custodiscono una sapienza a cui ricorrere: la pratica al lavoro interiore, comune a tutte le tradizioni, può diventare anche "una risorsa di rigenerazione pubblica".
Occorre però partire dalla conversione dei cuori. È questa la risposta più autentica alle due ideologie oggi prevalenti: quella reattivamente bellicosa della religione quale instrumentum regni e quella di una estenuata laicità appiattita senza alcun attrito alla modernità. Il panorama mediatico dipinge rozzamente solo una realtà di scontro tra laicismo militante da una parte e utilizzo della religione ai fini di rigalvanizzazione delle stanche società liberali dall'altra. Ma è proprio vero che tra integralismo e laicismo non ci sia altro spazio? Davvero siamo tutti rappresentati in questi due schieramenti?
(dalla quarta di copertina)
Domenico Zamperini detto il Domenichino, S. Francesco in estasi (particolare), Roma, Santa Maria della Vittoria
foto da: Cristina Bertoldi Geissler, Roma degli Angeli, Roma, Logart Press 2000, p. 131
Mentre il volume era già chiuso è morta Romana Guarnieri, la cara amica che aveva ispirato "Bailamme", dal titolo di una rubrica che don De Luca teneva sull' "Osservatore Romano". Ne è stata lei l'animatrice e l'ispiratrice, dall'inizio e fino all'ultimo. Nella sua casa sono avvenuti tutti gli incontri. Una grande casa, invasa da animali, libri, piante e da tante persone: intellettuali, preti, emigranti, giovani.[...]
Dopo tanti anni, Romana aveva voluto con tutte le sue forze che questa piccola esperienza editoriale non morisse, nonostante i lutti, e contro il parere dei suoi compagni di strada che consideravano ormai «esaurita una fase». Lei ascoltava queste parole, così definitive e luttuose, con un viso sorpreso e incredulo: «esaurita una fase» non era il suo linguaggio, lei non si sarebbe mai espressa così. E infatti, usando espressioni meno "corrette" ma più personali, guardando fisso negli occhi uno per uno, esortava con vigore (per usare un eufemismo, in realtà si arrabbiava): «Come puoi dire che non c'è più bisogno di una rivista davvero libera come "Bailamme". No! ce ne è ancora più bisogno di prima».[...]
Insomma, lei, ogni tanto, ci ricordava che prima o poi se ne sarebbe andata, ma non ci credeva lei e non ci credevamo noi. Non per paura o attaccamento. Ma perché dentro a un fluido di vita a cui sembrava appartenere anche la sua morte. Romana è morta con lo stesso spirito con cui è vissuta. È morta bene. Con semplicità, senza "rivendicare" vocazioni speciali ma con un gusto per la vita e un entusiasmo contagiosi. La migliore realizzazione di una laicità vissuta nella pienezza di una vita interiore vera.
Nata all'Aja nel 1913, aveva oltrepassato i novanta anni con una vitalità, un'allegria, una curiosità intellettuali e umane straordinarie. Appassionata dell'"estremo": nella mente, nell'anima e anche nel corpo era però, come tutte le persone spirituali, capace di commuoversi per il "piccolo" della vita: i suoi amatissimi gatti, il suo giardino rigoglioso e tutti i piccoli esseri della natura che incontrava, fossero un insettino fastidioso o una pianticina non prevista. Tutto era capace di sorprenderla e di incantarla o anche di farla infuriare, ma stando sempre a contatto con se stessa e il fuori.
Finissima filologa, traduttrice esigente, grande conoscitrice di mistica medievale e del rapporto tra le donne e Dio, scopritrice della mistica Margherita Porete ha scritto moltissimi libri e saggi, è divenuta nota per la sua relazione spirituale con don Giuseppe De Luca. Con lui dopo avere concluso i suoi studi di germanistica cercò l'incontro tra il cattolicesimo italiano e la cultura alta, in quella comune vocazione alla ricerca d'archivio che non era mai contrapposta alla memoria e alla testimonianza della vita vissuta. Con lui fondò le "Edizioni di Storia e Letteratura", molto di più che una casa editrice, un vero punto di incontro di intelligenze spirituali.
Romana è stata una donna di grande spiritualità, di una fede cristiana molto fine che alimentava una fedeltà alla Chiesa cattolica scevra da tanti moralismi nostrani, fedele a un piglio interiore assolutamente libero eppure mai reattivo e trasgressivo.
(da: In memoria di Romana Guarnieri, p. 5-6)
Guido Reni, La fortuna trattenuta d'Amore, Città del Vaticano, Pinacoteca
foto da: Carlo Pietrangeli, I dipinti del Vaticano, Udine, Magnus Edizioni, 1996, p. 480
Dall'indice:In memoria di Romana Guarnieri; Dire Dio, Emma Fattorini; P.I Spiritualità - Dire Dio da Origene ai Trappisti algerini, Giuseppe Bonfrate; La ricchezza sapienziale del Qohelet, Amos Luzzatto; La spiritualità discreta di Rene Voillaume, Maurilio Guasco; Guardare in faccia la vita cercando il mistero di Cristo, Rene Voillaume; La voce nera di Dio, Vittorio Tranquilli; Dio e internet. Lettera agli amici di “Bailamme”, Romana Guarnieri; Dove se non qui e ora, fra noi?, Luisa Muraro; II Dio delle donne, Rosetta Stella; Teologia al femminile, Cettina Militello; Omelia sul Vangelo di san Matteo 6,7-15, Agostino Marchetta; P. II. Archivi - Uomini e donne nella religiosità novecentesca. Un'introduzione; La relazione eccellente tra Adelaide Coari e Clemente Rebora, Emma Fattorini; «Siamo paglia o siamo fuoco?». L'amicizia mista nella Fuci, Paola Gaietti de Biase; «Lei cucirà le nostre opere». Il rapporto tra Armida Barelli e Agostino Gemelli, Cristina Luccioli; «Presunti orientamenti esageratamente sociali». L'esperienza amministrativa di Giuseppe Dossetti, Luigi Giorgi; Pellegrinaggi ai santuari contemporanei: Lourdes e Medjugorje, Emma Fattorini; Pietà popolare e Concilio Vaticano II, Andrea Riccardi; Il Teatro della Passione e i malati di Aids di Villa Glori; Caro Pino, Romana Guarnieri
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