La relazione originaria. Dal Male al Bene
Dalla relazione come principio rinvenibile alle radici della vita, il saggio risale alla relazione originaria con la Trascendenza, fonte della realtà del mondo e costitutiva dell'uomo stesso.
In questa ottica sono considerati temi quali la creazione, la libertà, la salvezza, il valore della vita, cercando di superare le spinte nichiliste particolarmente emergenti nell'attuale contesto.
L'argomentazione è condotta in dialogo con noti pensatori del '900 senza peraltro dimenticare i grandi maestri del passato, nella convinzione che la comunicazione della verità non conosca limiti temporali e che il confronto tra prospettive, sia pur distanziate nel tempo, arricchisca il pensiero, aprendo a più ampi orizzonti.
Il lavoro è rivolto non solo ad un pubblico di studiosi, ma anche a tutti coloro che hanno interesse al dibattito su problemi di carattere esistenziale, nello sforzo di corrispondere alle richieste del nostro tempo travagliato, ma anche percorso da grandi aspettative.
Paola Ruminelli, docente di Lettere e di Filosofia, svolge attività di ricerca su temi e problemi di carattere filosofico ed estetico. È autrice di molte pubblicazioni fra le quali: Esistenza e trascendenza. Una lettura del pensiero di Alberto Caracciolo, Ardea (Roma) 1995; Una citta, un violino e la musica, Genova 1996; Tra finito e infinito, Genova 1998; La ricerca filosofica, Roma, 2001.
Per i tipi della Ecig sono stati pubblicati i volumi: La storia dell'Associazione Filosofica Ligure (a cura di), 2000; Il pensiero artistico. Riflessioni sulle arti, 2004.
(dalla quarta di copertina)
Giovanni Antonio Galli detto Lo Spadarino, L'Angelo Custode, Rieti, Chiesa di San Rufo
foto da: Atlante dell'arte italiana
Il lavoro che segue si presenta come una riflessione su grandi temi di carattere esistenziale, temi proponibili, a nostro avviso, anche nel nostro tempo, solo apparentemente disimpegnato e indifferente di fronte alle antiche domande sul senso e sul fine della vita.
Il saggio verte sul rapporto primario di relazione che e ravvisabile alle radici della realtà e che nella situazione di trascendimento dell'uomo sulla natura si rivela come instaurato da una Alterità sostanziale che 1o giustifica.
In tale prospettiva la relazione con la Trascendenza appare fondamento del cosmo intero e dell'uomo stesso, che appunto perché capace di intuirla può emergere sulla realtà sensibile, in una posizione di consapevole signoria.
Da un approccio di carattere ontologico la trattazione passa ad una riflessione sulla natura intenzionale della coscienza, quindi all'attenzione del rapporto dell'uomo con l'assoluto e alla considerazione della dimensione etica che ne deriva.
Inevitabili i rimandi alla religione, quale modo della coscienza e retaggio di rivelazione, intrecciata con la ragione nella ricerca di una chiarificazione del1a condizione umana e nel tentativo di superare la situazione di relativismo avvertibile nel nostro tempo con esiti spesso paralizzanti sul piano del1a crescita individuale e col1ettiva.
In relazione al problema del rapporto tra verità e libertà di interpretazione, e quindi tra relativismo e pluralismo di prospettive, si vuol evidenziare come uno dei motivi di rondo dell'argomentazione qui introdotta sia la affermata distinzione tra le due posizioni, distinzione in genere scarsamente recepita anche perché effettivamente i confini tra i due orientamenti non risultano sempre ben individuati.
Il relativismo è frutto di un soggettivismo che parte da punti di vista tra loro contrastanti ed escludentisi l'uno con l'altro perché privi di un riferimento oggettivo. Il suo risultato è l'anarchia dei valori e l'impossibilità di costruire regole comuni. Il pluriprospettivismo è invece espressione di un vitale rapporto di relazione con l'Alterità, come fonte inesauribile di conoscenza sempre rinnovantesi, e rappresenta un aspetto da cui non è possibile prescindere per la lettura della condizione storica attuale segnata da un incontro globale tra culture. Esso implica un difficile confronto, che è possibile solo sulla base del riconoscimento della tensione all'assoluto, comune a tutti gli uomini.
L'argomentazione si svolge in dialogo prevalentemente con autori del '900 (e particolarmente con Alberto Caracciolo, eminente filosofo del religioso), a nostro avviso di rilevante interesse ai fini della proposta del lavoro, ma anche in riferimento a noti grandi maestri del passato, nella convinzione, come si diceva, che la comunicazione della verità superi ogni barriera e ogni distanza storica.
Il tema è stato sviluppato in sette capitoli suddivisi in brevi paragrafi.
Nel primo capitolo Relazione e sostanza viene delineato il principio di relazione quale fondativo della realtà, nel suo rimando ad una sostanzialità che lo determina.
A queste premesse seguono, nel capitolo successivo L'esercizio del pensiero e la Trascendenza, analisi sul pensiero umano che cercano di evidenziarne l'intima comunicatività.
Nei capitoli suddetti la Trascendenza appare come termine fondante di una ontologia della relazione, che si pone a livello naturale nei rapporti fra gli enti e a livello spirituale nell'uomo, costituito come tale proprio perché interiormente connesso con l'alterità divina. In tale ambito viene anche affrontato il problema del nichilismo, che, nella sua più autentica accezione, appare il derivato della considerazione della finitudine e dei limiti della realtà di cui siamo parte, limiti ineludibilmente in essa inscritti.
Nei capitoli seguenti il tema della relazione è specificato in riferimento a questioni di rilievo esistenziale, impostate nell'ambito della apertura metafisica che vige nello spirito umano.
L'esistenza di Dio quale problema filosofico per eccellenza è preso in considerazione nel terzo capitolo L'esistenza di Dio, in cui tale problema è riproposto nel contesto del nostro tempo, dominato dal sapere scientifico ed incline a confrontarsi solamente con dati di carattere sperimentale.
Il tema della creazione, recepito dalla tradizione cristiana, è messo in relazione con quello della libertà della creatura e con quello del riscatto dal male ontologico ad opera di Cristo redentore, manifestazione piena della donatività divina, nei capitoli quarto e quinto La libertà della creatura e La salvezza cristiana.
Nell'ottica dell'apertura del tempo all'eternità, la vita è prospettata come valore nel capitolo sesto La vita come valore, valore che induce a riflettere nel capitolo settimo Problemi del nostro tempo su alcuni dei molti problemi del nostro tempo per prospettarli ai fini della crescita umana.
Il riconoscimento della relazione originaria con la Trascendenza aiuta l'uomo a ravvisare già a livello del tempo e della contingenza quell'eterno, che impronta tutte le sue manifestazioni dalla religione alla filosofia all'arte alla scienza e alle varie forme di comunicazione e a cui egli profondamente aspira, garantendogli quella speranza di salvezza che rende la vita degna di essere vissuta.
(da: Nota introduttiva, p. 19-20)
Pietro da Cortona, l'Angelo Custode, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica, Palazzo Barberini
foto da: Cristina Bertoldi Geissler, Roma degli Angeli, Roma, Logart Press 2000, p 145
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