“Ci prendiamo la città”, AP. Autogestione e Politica Prima, trimestrale di azione Mag e dell’economia sociale
Le città che tanto amiamo, le nostre città natali o quelle dove abitiamo e lavoriamo, sono gli scenari dei drammi e dei grandi avvenimenti della vita contemporanea. Questi contesti straordinari, complessi e irripetibili di vita, ricchi di passato, di forme artistiche e architettoniche, di beni preziosi, splendidi palazzi e antichi tesori, dove tessiamo relazioni e ci impegniamo a realizzare momenti di vita pubblica, sono oggetto di speculazioni dissennate, di veri e propri furti e interventi distruttivi da parte dei poteri politici ed economici.
Ma le città oggi sono anche matrici di nuove forme della politica. Pensiamo alle innumerevoli città italiane ed europee, dove in questi ultimi anni hanno risuonato le voci, le grida, le lotte, le manifestazioni di comitati cittadini, movimenti giovanili, studenti e docenti precari, pensionati e casalinghe, gruppi di donne, di operai e operaie in cassa integrazione, di badanti, infermiere, maestre elementari, extracomunitari, artisti e intellettuali. Di fronte alle disuguaglianze crescenti, tante e tanti, facendo leva sulla forza dei propri desideri e sulle relazioni, invece di fomentarsi e cadere nella trappola della contrapposizione sterile o della rivendicazione dei diritti di cittadinanza, inventano lavori, nuove forme di cooperazione e di economia, creano mercati, luoghi significativi di incontro e di scambio, dove circolano parole, idee, impreviste possibilità. I movimenti e le lotte del presente non hanno assunto la forma della rivendicazione dei diritti, ma quella dell’ironia, della baldanza, dello spiazzamento, della gioia di esserci, nonostante tutto, del gioco, delle rappresentazioni artistiche nelle pubbliche piazze, della flessibilità e disponibilità a cambiare velocemente posizione per non farsi trovare, per sorprendere e disattendere le aspettative dei sistemi di potere.
E le città, come le persone, vanno messe in relazione, guardate, descritte, raccontate l’uno dall’altra e viceversa. Così nascono nuove e impreviste modalità di scambio tra città vicine e lontane.
“Ci prendiamo la città” è stato l’imperativo che ha fatto convenire a Roma, il 23 marzo scorso, alla Casa Internazionale delle Donne la “Rete delle Città Vicine”, di cui fa parte anche Mag Verona. Nelle pagine che seguono c’è tutta la ricchezza degli interventi e l’esemplarità delle situazioni scambiate tra le diverse realtà che si sono confrontate sui nodi cruciali della politica oggi e del vivere comune. E molto altro ancora: resoconti, recensioni, immagini, articoli e lettere.
All’opera in tante città d’Italia oggi ci sono moltissime donne e alcuni uomini che accendono e alimentano desideri, offrono orizzonti di senso per la vita delle e degli abitanti, propongono soluzioni ai problemi quotidiani e individuano risposte adeguate alle grandi questioni del presente, facendo circolare autorità sociale di origine femminile.
Nel confronto tra le “Città Vicine” si è dispiegata la competenza a leggere la realtà, interpretandone i segni, a volte poco visibili e difficilmente decifrabili, aprendo così nuove prospettive, senza adeguarsi alle soluzioni già date, come la “democrazia partecipata” o la “cittadinanza attiva”, con uno sguardo attento alla natura costituente di alcune pratiche e realtà in lotta. Questa è la grande sfida oggi delle “Città Vicine”.
(da: Editoriale, p. 3)
Festa della Riconoscenza , Chioggia 11 maggio2013
foto da: Ci prendiamo la città, p. 6
Una tappa importante per le “Città Vicine” è stata nel 2008 il convegno organizzato insieme al Politecnico di Milano tenutosi al circolo della Rosa di Milano: “Microarchitetture del quotidiano: sapere femminile e cura della città” che ha visto un fertile scambio e intreccio d’esperienze saperi e desideri tra donne della politica della differenza con ingegnere/i, urbaniste/i, architette/i, figure competenti impegnate nella gestione e nel governo delle città. Da quel convegno è nato poi il libro intitolato Architetture del desiderio (Liguori 2011 ). [...] Il libro raccoglie esperienze e analisi in merito al desiderio profondo di fare e pensare la città e ha dato l’avvio in svariati contesti a una riflessione sui progetti, le rielaborazioni di spazi, le forme di governo, le performance artistiche e iniziative creative che danno testimonianza di come siano diffuse le pratiche e le idee del movimento politico delle donne e in grado di cambiare le città, delineando una nuova visione della vita pubblica insieme a un’idea più articolata e complessa di città. La città è frutto di scambi e conflitti costruttivi tra donne e uomini sul senso e la direzione del vivere e dell’abitare insieme nello stesso mondo. Come ben sappiamo, le nostre città sono afflitte da innumerevoli criticità e problemi ma, al di là della sofferenza, del degrado, della violenza dei rapporti di forza, abbiamo individuato straordinari processi di trasformazione, per esempio quelli avviati dalle donne di “Terre Mutate” de L'Aquila, dalle amministratrici dei paesi terremotati dell’Emilia e della Lombardia, dalla sindaca di Lampedusa, dove opera l’associazione “Askavusa”, dalle mamme “No Muos” di Niscemi, da sindache dei paesi della Calabria che adottano nuove modalità di governo e lottando di fatto contro la ’ndrangheta, dalle donne e dagli uomini di “No Tav”, di “No Dal Molin” di Vicenza, dai centri occupati “Macao” a Milano e “Teatro Valle” a Roma, dalle “Donne di Acerra” di Napoli, di Pomigliano. Sono luoghi della politica di oggi, dove donne e di uomini esprimono e mettono in essere forme di gestione e di governo originali, danno vita a iniziative di lotta e con il loro agire ridisegnano la realtà, modificando le forme e le finalità d’uso di spazi e strutture, esperendo e restituendo senso ad un imprevisto modo di condividere la città e di fruirne. Questi processi di trasformazione sono messi in atto con radicalità e grande attenzione a quanto accade in città e intorno ad essa (compresi paesaggi, campagne e dintorni), a partire dall’ascolto delle voci di chi vive in città: la comunità abitante. In tutto questo oggi il linguaggio dell’arte riveste un ruolo fondamentale per una maggiore e radicale apertura d’orizzonte della politica in città, per l’impatto visivo e la comprensione immediata del messaggio, per i contenuti originali espressi attraverso varie forme e tecniche e perché sollecitano e portano a galla “l'impensato” dal sé profondo di ciascuna e di ciascuno.
Come Città Vicine vogliamo mettere a fuoco e condividere il punto in cui ci troviamo al presente per fare uno scatto in avanti, rilanciando pratiche, analisi, esperienze, sensi e linguaggi, per pensare ad azioni comuni, gesti imprevisti e progetti incisivi e radicali.
(da: Lo scatto in avanti della politica delle Città Vicine, di Anna Di Salvo, p. 4-5)
Festa della Riconoscenza, Chioggia 2014
foto da: www.chioggiatv.it
Dall’indice: Editoriale; Lo scatto in avanti della politica delle Città Vicine, di Anna Di Salvo; Atti del convegno “Ci prendiamo la città”: Gesti simbolici che smuovono di Katia Ricci; Non obiettivi ma attenzione al vivere della città di Franca Fortunato; L’arte come pratica politica di Mirella Clausi; Un bene inalienabile di Bianca Bottero; Prefigurare nuove forme urbane, nuove economie, nuove pratiche di convivenza di Alessandra De Perini; L’amore della città guida la percezione della sua bellezza di Laura Minguzzi; Che cosa fa scomparire la differenza di essere donna e di essere uomo? di Letizia Paolozzi; La città è un tema da portare nei cardini di un nuovo patto sociale. E le donne sanno cosa vogliono di Sandra Bonfiglioli; La conversazione del passato quale spazio lascia a noi contemporanei? di Simonetta Patanè; L’orizzonte dei beni comuni alternativa allo stato e al mercato di Maria Luisa Gizzio; La differenza sessuale ha scomposto e sconvolto la separazione tra spazi pubblici e luoghi privati di Nadia Nappo; La Casa Internazionale crocevia di reti europee contro l’austerità di Francesca Koch; Serve il coraggio di sognare a occhi aperti di Antonella Cunico; Politica in presenza e a distanza di Pinuccia Barbieri; Tornerà il profumo della zagara? di Giusi Milazzo; Saper tenere l’orizzonte del primum vivere, di Loredana Aldegheri, Desideri, contraddizioni, conflitti fanno la vita di una città contemporanea di Alberto Leiss; Ho salvato un ficus nel mio giardino, Maria Mosca; Le madri sentono forte la vocazione alla politica di Nunzia Scandurra; Sensibilità e attenzione orientano la pianificazione del territorio di Daria Ferrari; La grande storia passa anche dal piccolo paese di Rosetta Santaluce; La città di Vienna riprogettata con attenzione alle esigenze delle donne di Sara Bartolini; Vogliamo che Milano sia il nostro giardino: perciò ci chiamiamo “Le giardiniere” di Maria Castiglione; Oltre la responsabilità ci può essere desiderio e sapienza femminile di Alessandra Canarini; I territori e le loro genti sono in grado di generare beni relazionali di Laura Mortini; Vecchi orientamenti crollano e urgono nuove visioni di Luciana Talozzi; L’abitare è una pratica molto più complessa che riguarda non solo il posto dove risiediamo ma anche lo spazio intorno di Chiara Bellingardi; Se vogliamo aver cura delle città sono necessari gesti che tagliano scenari di finzione e aprono conflitti radicali di Laura Verga; La figura dell’autorità femminile al governo della città di Luana Zanella; Invenzioni politiche, sociali ed economiche nella Grecia schiacciata dalla Troika di Silvia Marastoni; Una città che non demorde di Carlo Cellamare; Linguaggi linguistici da rendere comunicativi di Anna Rita Oppo; Sguardi che cambiano il mondo di Nicoletta Ransano; La ricostruzione della città può tenere conto non solo di ciò che c’era prima, ma anche di ciò che mai c’è stato di Loretta Del Papa e Nadia Tarantini; Essere sindache contro la ‘ndrangheta fa più notizia che essere buone amministratrici di Franca Fortunato; Allegati: Perché ci prendiamo la città di Anna Polito; Abitare e creare di Luciana Talozzi e Carla Neri; Combattere per la bellezza di Rosalba Maltese e Nadia Nappo; Lampedusa in festival 2013: arte e politica sulla porta tra Africa e Europa di Pina La Villa; Seminiamo il gioco in città di Letizia Montalbano; Due lettere dalla Val di Susa alle Città Vicine.
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Collegamenti
- Le Città Vicine: “Ci prendiamo la città”
- Rete delle città vicine
- L’Europa delle Città Vicine
- Città Vicine, Articoli, Il film documentario “Il giorno della tragedia” Lampedusa
- Ci prendiamo la città (filmato prima parte)
- Ci prendiamo la città (filmato seconda parte)
- Ci prendiamo la città (filmato terza parte)
- Ci prendiamo la città ( filmato quarta parte)
