Una costituente per l’Europa. Scritti londinesi

Gruppo 2016
Autore Simone Weil
Editore Castelvecchi, Roma
Anno 2013

Gli ultimi scritti di Simone Weil, composti a Londra tra il 1942 e il 1943 e qui presentati per la prima volta integralmente, rappresentano lo sviluppo estremo del suo percorso spirituale e l’apice della sua riflessione politica. Tornata in Europa dagli Stati Uniti con l’intenzione di partecipare alla guerra di liberazione, la filosofa si trova invece relegata al lavoro intellettuale – l’esame delle proposte di rinnovamento costituzionale - da parte del comando di France Combattante. La resistenza della Weil, combattuta da sola in una stanza, diventa così l’occasione per gettare le basi di una rifondazione della civiltà europea, proprio nel momento in cui la guerra ne mette in discussione i valori e la stessa sopravvivenza. Utilizzando una documentazione in parte inedita, i curatori ricostruiscono le condizioni storiche e umane nelle quali i saggi, le lettere e gli appunti furono redatti. In tormentata dialettica tra realismo e utopia, ispirati alla filosofia greca e a un Cristianesimo purificato, in dialogo col pensiero filosofico coevo ma irriducibilmente distanti da esso, questi testi sollecitano l’Occidente a costruire una civiltà politica nuova e consapevole delle proprie radici. Negli apparati di approfondimento, Una costituente per l’Europa unisce al rigore critico una guida alla riflessione individuale, proponendosi come un’esperienza rigenerante che chiede la disponibilità, del cuore come della mente, a interrogare noi stessi in maniera libera e radicale.
Nata in una famiglia di ebrei non praticanti, si laurea in Filosofia all’École Normale Supérieure e insegna nei licei di varie città di provincia. Nell’inverno del 1934, per poter parlare con cognizione di causa della condizione operaia, lavora come manovale nelle fabbriche metallurgiche di Parigi. Rappresentante della Sinistra rivoluzionaria, comunista antistalinista, partecipa alle Brigate Internazionali nella Guerra Civile spagnola. Alla fine degli anni Trenta si avvicina al Cristianesimo, vivendo la fede in maniera profonda e radicalmente libertaria. Durante la guerra lavora nei servizi di France Combattante, ma, colpita dalla tubercolosi, muore in Inghilterra il 24 agosto 1943. Di Simone Weil, Castelvecchi ha già pubblicato Manifesto per la soppressione dei partiti politici (2012) e Dichiarazione degli obblighi verso l’essere umano (2013), mentre sono in preparazione i volumi Viaggio in Italia e L’amicizia pura.

(dalla seconda e terza di copertina)

Simon Weil

foto da: www.iltempo.it

«Al di sopra delle istituzioni, destinate a tutelare il diritto, le persone, le libertà democratiche, bisogna inventarne altre destinate a discernere e a eliminare tutto ciò che nella vita contemporanea schiaccia le anime sotto il peso dell’ingiustizia, della menzogna e della bassezza. Bisogna inventarle, perché sono sconosciute, ed è impossibile dubitare che siano indispensabili»

(dalla quarta di copertina)

[…] si è provveduto con singolare tempestività, fin dai primi anni del secondo dopoguerra, a tradurla e a farla conoscere. A questo obiettivo hanno contribuito intellettuali di prim’ordine come Felice Balbo, Franco Fortini, Cristina Campo e un imprenditore-editore straordinario come Adriano Olivetti. […] Oggi si può dire che buona parte di ciò che ha scritto, nella sua breve vita, è a disposizione di chiunque voglia compiere lo sforzo di confrontarsi con il suo pensiero. […]
Mancava finora un libro in cui i saggi e le note del periodo londinese fossero presentati nella loro integralità e messi a disposizione di un pubblico più ampio, non specialista, ma esigente e ormai maturo.

[…] quelli che si accostano a Simone Weil spinti dal desiderio di interrogare il suo pensiero sui temi della crisi di civiltà che in questo momento ci angustia. Molto probabilmente è proprio questo il tempo giusto per prendere tra le mani questi testi: andate in crisi le ideologie, venute meno le grandi illusioni di palingenesi sociale, cadute, forse solo per indifferenza, anche certe preclusioni religiose, è possibile cominciare a interrogarsi sulla dimensione spirituale di tanti nostri problemi, con maggiore libertà e onestà. […]
Il volume si apre con un'ampia ricognizione storica sulla vita di Simone Weil negli anni della guerra e, in particolare, nei mesi di permanenza a Londra, dove pulsava il cuore della resistenza contro la barbarie nazista. Utilizzando una documentazione in parte inedita, è stato minuziosamente ricostruito il complesso intreccio di circostanze e d’iniziative in cui si è trovata coinvolta. Sollecitata dagli eventi che turbavano i suoi contemporanei e scossa dalle stesse preoccupazioni e paure dei compagni impegnati nella lotta, dopo aver implorato di partecipare direttamente al conflitto, con sofferenza, dando prova d’eccezionale coraggio, ha accettato di offrire il suo contributo solo attraverso la scrittura. Ma si tratta di un contributo dal valore inestimabile, sul piano sia etico che culturale, maturato in solitudine ma con un forte sentimento di partecipazione a un confronto d’idee estremamente vivace intorno a lei. Mentre infatti si combatteva per liberare l’Europa dalla peste del nazismo, da più parti si discuteva e si pensava, nell’ombra, a come dar vita subito dopo la guerra a nuove istituzioni, capaci di fronteggiare la grave crisi della civiltà occidentale.
[…] attraverso questi scritti, è l‘intero pensiero di Simone Weil che, in forma compendiata e densa, viene offerto al lettore.
Lei stessa si fa interprete delle proprie riflessioni: gli scritti precedenti o coevi, soprattutto i Quaderni, straordinario laboratorio del suo pensiero allo stato nascente, forniscono al lettore un utile supporto per addentrarsi nel magma ancora incandescente di questi testi. Inoltre, un’altra traccia ermeneutica significativa va individuata nell’ordine con cui abbiamo deciso di presentarli: redatti in un ristretto arco di tempo, tra il novembre 1942 e l’aprile 1943, quando venne ricoverata in ospedale, ci è parso difficile, e forse inutile, disporli in successione cronologica. Abbiamo quindi scelto il criterio tematico, che ci sembra più idoneo per accostarsi a questo ricco materiale di riflessione. […]
In realtà, gli scritti di Londra hanno un tratto che li accomuna tutti fortemente: sono testi fondativi, sia quando propongono idee per una nuova Costituzione, in Francia e in Europa, sia quando, ispirandosi al pensiero greco, a un Cristianesimo purificato e ad altre tradizioni religiose autentiche, sollecitano l’Occidente a costruire una civiltà politica rinnovata nel profondo e consapevole delle sue radici. […]
Al contatto quotidiano con la parola di Simone Weil non abbiamo chiesto soluzioni già confezionate, ma uno stimolo per metterci come lei, con coraggio, di fronte al reale.
Scrivendo alla madre prima di morire, quello che domandava ai suoi contemporanei era proprio uno sforzo d’attenzione.

(da: Premessa, p. 5-7)

Nella sua breve esistenza Simone Weil vive in rapida successione molteplici esperienze. L’accelerazione in cui la sua vita è presa è in gran parte dovuta a una contingenza storica: gli anni tra le due guerre hanno visto nascere e consolidarsi i fascismi e i totalitarismi e l’Europa precipitare nella catastrofe della Seconda Guerra Mondiale. Lei, in un tempo così drammatico, è stata militante di sinistra, operaia in fabbrica, esule e resistente delusa, ed è riuscita a trarre, da un impegno instancabile di riflessione, numerosi e densi scritti: sul marxismo, sulla sventura operaia, sulla dimensione religiosa e spirituale dell’uomo. Durante gli ultimi mesi di vita, a Londra, ha infine redatto, in un sofferto stato di grazia, alcuni testi ispirati nei quali è confluita tutta la precedente riflessione su politica, religione, filosofia e spiritualità. Nella loro esigente profondità, questi scritti sono oggi offerti all’attenzione di quanti hanno a cuore un autentico rinnovamento personale e collettivo.

(da: Introduzione, p. 11)

Simon Weil

foto da: Viaggio in Italia di Simone Weil

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