Là dove finisce il dolore. Posillipo nella letteratura
Un piccolo prezioso testo di storia letteraria e urbana, attraverso lo sguardo dei viaggiatori, degli scrittori, artisti e poeti innamorati di Posillipo, uno dei quartieri più belli della città di Napoli. Ma anche un saggio, lirico e impegnato, scritto da Silvia, figlia del grande filosofo Benedetto Croce, che ha valore di testimonianza, sullo sfondo di una Napoli che negli anni Sessanta fu in prima linea nella difesa della sua straripante bellezza naturale e paesaggistica dal cemento e dalla speculazione edilizia.
Silvia Croce, nata a Napoli nel dicembre 1923 e morta nel luglio 2011, è autrice di saggi e di traduzioni dall’inglese. Fu cofondatrice nel 1955 con la madre Adele Rossi e le sorelle Elena, Alda e Lidia della Fondazione «Biblioteca Benedetto Croce». Consigliere della Fondazione, Silvia Croce ne fu presidente dal 2001 al 2008. Ha ricoperto numerosi e prestigiosi incarichi nelle istituzioni accademiche e culturali napoletane, fra i quali la presidenza del Suor Orsola Benincasa.
Marta Herling, storica e saggista, figlia di Lidia Croce e dello scrittore polacco Gustaw Herling è Segretario Generale dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici.
(dalla terza e quarta di copertina)
Giuseppe De Nittis, Pranzo a Posillipo, 1879, Milano, Galleria Arte Moderna
foto da: www.arte.it/
La più giovane e forse la più vezzeggiata dal Padre: nei Taccuini il suo nome ricorre spesso per le passeggiate che facevano insieme […]
Nella sua personalità sapeva congiungere in piena armonia, cultura e natura, vocazioni e passioni letterarie con l’ambiente e i paesaggi che amava e che percorreva con il suo passo di eccellente camminatrice e di esperta nuotatrice. Di questa congiunzione, che si caratterizzava per l’immediatezza e la spontaneità con cui seppe realizzarla, lo scritto che qui si pubblica su «Posillipo nella letteratura» è senza dubbio significativo e ce la fa scoprire in pagine pressoché sconosciute. Posillipo è stato per Silvia il luogo che ha ispirato l’immaginazione letteraria e la rappresentazione pittorica. E fu, credo di poter dire, legato ai quadri di Leonardo Cammarano, con il quale è stata sposata lunghi anni, e che alla scuola di Posillipo si era in parte formato. La collina di Posillipo diviene - nello scritto di Silvia - spazio della letteratura che ha espresso e ispirato nel corso dei secoli dall’antichità ai giorni nostri. Ma è anche il luogo che Silvia ha conosciuto a fondo nei suoi anfratti, nelle sue ville, nella sua costa e nel mare, e che apparteneva ai suoi segreti che questo scritto ci rivela. «Posillipo nella letteratura» è la testimonianza dello sforzo di contribuire, attraverso queste pagine, a preservare l’immortalità di paesaggi che appartengono alla nostra geografia spirituale e come tali non possono e non devono essere intaccati. A suo modo, nel suo stile semplice e immediato, attraverso la Posillipo letteraria del passato e del presente, Silvia ha dato il suo contributo all’opera per la tutela dell’ambiente paesaggistico e culturale della nostra città e regione, in cui furono in prima linea impegnate le sue sorelle Elena e Alda, in battaglie rimaste memorabili e nelle quali lei, insieme ai tanti amici che le condivisero, fu sempre e tenacemente presente e partecipe.
(da: Per Silvia di Marta Herling, p. 53-59)
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