Fiabe Sahrawi. Racconti popolare del Sahara Occidentale

Gruppo 2016
Autore Carme Aris, Lluïsa Cladellas
Editore EMI, Bologna
Anno 2002
Data inserimento 01/07/2016

Le fiabe raccolte in questo volume sono del popolo sahrawi, letteralmente “gente del deserto”, costretto a vivere in territori occupati o in campi profughi fuori della sua patria, nella parte più estrema dell’Africa che si affaccia sull’Oceano Atlantico, il Sahara Occidentale.
I Sahrawi hanno lingua, racconti, musica e canti propri, di cui vanno orgogliosi. Un profondo rispetto circonda gli anziani, donne e uomini, che tramandano oralmente la cultura: ieri la storia del popolo, le sue leggende, la sua poesia, oggi anche le gesta della lotta di liberazione, iniziata nel 1973 contro gli spagnoli, proseguita nel 1975 contro il Marocco e non ancora conclusa.
Questa edizione italiana di fiabe sahrawi, in collaborazione con l’Associazione “Jaima Sahrawi” di Reggio Emilia e con l’Associazione nazionale di solidarietà con il popolo sahrawi (ANSPS), ha lo scopo di far conoscere il patrimonio culturale di un popolo e di richiamare sulla sua lotta per l’autodeterminazione l’attenzione, la simpatia e la solidarietà di tutti.
Il libro è arricchito da un’ampia introduzione storica sul popolo sahrawi e da un’appendice che approfondisce i suoi racconti popolari, curate dal sociologo Luciano Ardesi, segretario nazionale della Lega per i diritti e la liberazione dei popoli.


(dalla quarta di copertina )

Saharaw popolo senza terra muro odio
foto da : www.culturaeculture.it

I sahrawi (pr. saràui), letteralmente la “gente del deserto”, il popolo del Sahara Occidentale, vivono oggi dispersi e divisi. Una parte è rimasta nei territori occupati dal Marocco, un’altra vive praticando il tradizionale nomadismo nei territori liberati e nella vicina Mauritania. La parte più numerosa è stata costretta ad abbandonare la propria patria e si è rifugiata nel deserto nei pressi di Tindouf (Algeria sudoccidentale), dove sono sorti i campi profughi. Una piccola diaspora si trova anche in Spagna, e in special modo nell’arcipelago delle Canarie di fronte alla pescosissima costa del Sahara Occidentale che si affaccia sull’oceano Atlantico.
Quando in Italia e in Europa si parla dei sahrawi, ci si riferisce generalmente a coloro che vivono nei campi profughi. È la comunità sahrawi più numerosa (quasi 200.000 persone) ma che vive, oltre a quella che vive in Europa, nella condizione più lontana dalla società tradizionale. È infatti una comunità sedentaria che, pur vivendo in tende e in costruzioni di mattoni di sabbia, non può praticare il nomadismo a causa delle condizioni politiche (una patria divisa in due) e materiali. Solo alcune famiglie che ne hanno i mezzi possono continuare ad allevare cammelli e capre nei territori liberati e in Mauritania pur risiedendo gran parte dell’anno nei campi profughi.
Eppure anche questa componente così importante del popolo sahrawi rimane tenacemente legata, nella misura del possibile, alle proprie tradizioni, alla lingua e alla cultura in primo luogo. La lingua nazionale, l’hassaniya, un arabo molto puro di derivazione yemenita, è insegnata nelle scuole dei campi profughi dove l’intera popolazione in età scolare è alfabetizzata.
Un profondo rispetto circonda gli anziani, uomini e donne, che tramandano oralmente la cultura: ieri la storia del popolo, le sue leggende, le sue fiabe, la sua poesia, oggi anche le gesta della lotta di liberazione, iniziata nel 1973 contro gli spagnoli e proseguita poi dal 1975 contro il Marocco. Se si tiene conto che il conflitto armato è provvisoriamente cessato nel 1991, buona parte della popolazione sahrawi, che è molto giovane, non ha mai conosciuto la guerra se non attraverso il racconto dei genitori e degli adulti.
Non si può dire però che la società sahrawi sia chiusa alla modernità, anzi aspira a partecipare come molti altri popoli al progresso sociale, economico e culturale. Una sola cosa impedisce oggi questa partecipazione: una patria divisa e la conseguente mancanza di libertà. Per questo motivo il popolo sahrawi ha ripreso la lotta. Del resto non è la prima volta nella sua lunga storia. Una storia straordinaria che ha forgiato e modificato nel corso dei secoli il popolo sahrawi, pur lasciando a quest’ultimo alcuni elementi di fondo, poco modificati, come le fiabe che si possono leggere in queste pagine.

(da: Introduzione. I sahrawi. Un popolo in cerca di libertà di Luciano Ardesi, p. 7-8)

_________

_________

Collegamenti

copsahrawi
Vai alla ricerca