Il disagio femminile in Campania: le risposte delle amministrazioni locali

Gruppo 2017
Autore Censis, Centro studi investimenti sociali e Regione Campania, Commissione regionale per le pari opportunità
Editore Franco Angeli, Milano
Anno 2000
Data inserimento 18/05/2018

Un disagio sempre più immateriale e impalpabile - vissuto soprattutto a livello interiore e privato - e sempre meno imputabile a elementi tangibili o a privazioni materiali. Un disagio legato alla ricerca continua di se stesse di fronte al progressivo erodersi del senso di appartenenza sociale, e forse al rimpianto di scelte non fatte. Sono questi i risultati principali emersi dall’indagine svolta dal Censis su incarico della Commissione Pari Opportunità della Regione Campania. La famiglia e gli affetti vengono prima di tutto, ma senza alcun pregiudizio verso scelte di vita opposte, che potrebbero compiere un giorno le proprie figlie. Ancorate ma non prigioniere di una visione etica dello Stato (considerato anche guida “morale”), le donne campane sono consapevoli che al pubblico non si può più chiedere tutto e sono pronte ad assumersi le proprie responsabilità. Tradizione e innovazione, idealismo un po’ trasognato e realismo quotidiano si fondono nella loro identità, restituendone un’immagine in parte contraddittoria e certo non riconducibile ai luoghi comuni che ancora avvolgono le donne del Sud.

(dalla quarta di copertina)

[...] è emerso un dato allarmante che si è espresso in una sorta di crisi di identità sociale delle donne intervistate, tale da renderle estranee alle problematiche inerenti la parità.
Si è ritenuto, quindi, opportuno commissionare al Censis una ricerca su “II disagio femminile in Campania” con l'obiettivo di: - individuare i problemi più urgenti che le donne avvertono nei rapporti con la pubblica amministrazione; - indicare quali sono i servizi pubblici rispetto ai quali le donne esprimono maggiore soddisfazione; - indicare le soluzioni migliori per potenziare i servizi carenti e per valorizzare la qualità di quelli esistenti; - enfatizzare il ruolo della pubblica amministrazione come attore responsabile dello sviluppo e dell’innovazione anche sul piano sociale e delle donne come co-protagoniste di questa stessa funzione; - elaborare una cultura di genere nel processo di attuazione della riforma della pubblica amministrazione, sviluppando nella società civile una coscienza dell’importanza delle politiche di sviluppo locali attraverso una conoscenza approfondita dei nuovi strumenti operanti sul territorio, in special modo della programmazione decentrata; - potenziare il ruolo dell’ente locale nella logica della concertazione in relazione ai mutamenti intervenuti nell’attività amministrativa a seguito di leggi recenti. In tale ambito, l’obiettivo primario della riforma dovrà tendere alla realizzazione di un nuovo patto sociale mirante a creare le premesse di una modernizzazione del sistema amministrativo, capace di creare efficienza di servizi e forme più avanzante di solidarietà civile (welfare society).

(da: Rispondere alla crisi di identità sociale, p. 11-12)

L’indagine è stata realizzata su un campione di 1000 donne residenti in Campania, rappresentative della popolazione femminile campana, di età compresa tra i 18 e 65 anni. Il campione è stato identificato attraverso un disegno campionario sulla base delle seguenti variabili di stratificazione:

- classe di età (18-24 anni, 25-34 anni, 35-49 anni, 50-65 anni);
- titolo di studio (nessuno o elementare, medio inferiore, medio superiore o laurea);
- tipologia del comune di residenza.

(da: Nota metodologica, p. 91)

Il disagio femminile in Campania: le risposte delle amministrazioni locali

foto da: http://www.economia.rai.it/

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