Di dove sei
Marilena Lucente racconta i pomeriggi di donne che corrono di gran carriera ma non sono in carriera, che non love shopping e si ingolfano in mille mestieri e, senza mai rinunciare ai loro orizzonti di gloria, camminano accanto alla vita che non hanno, ma che vorrebbero avere. Un affresco polifonico e multicolore, divertente, ironico e corrosivo della contemporaneità.
(dalla quarta di copertina)
Salotti trasformati in atelier di moda all’ultimo grido (della precedente stagione), aule scolastiche che, vuotate dai bambini, diventano scuole di ballo per riempire i pomeriggi delle mamme, saloni di bellezza nascosti nei garage e studi medici acquattati in soffitta. Tutto ciò rappresenta il sottobosco di una città mai nominata, ma raccontata nei minimi dettagli, in cui si arriva e si parte con un bagaglio di paesaggi, lingue e storie diverse, intrecciando esistenze ordinarie e parossistiche. Una città dove niente è come sembra.
Marilena Lucente è nata a Noicattaro (Ba) nel 1967 e vive a Caserta, dove insegna italiano e storia alla scuola superiore. Si occupa di pedagogia e degli aspetti formativi del cinema, della televisione e dell’animazione. Ha scritto Lo sguardo e l’immagine. Per una pedagogia del cinema (Pensa 2004) e Graffiti animati. I cartoon da emozioni a gadget (Vallecchi 2007). Con Cargo ha pubblicato Scritto sui banchi (2005), che continua ogni settimana sul sito web: www.scrittosuibanchi.blogspot.com.
(dalla seconda e terza di copertina)
In vacanza, in treno, in un’altra città. Ogni volta che mi chiedono: «Di dove sei?» ho bisogno di pensare un po’, prima di rispondere. Decido cosa dire in base al tempo a disposizione. Solo il nome della città, a volte. E l’espressione di chi mi ascolta varia al variare delle circostanze. Questa è una città che tutti conoscono, anche se non ci sono mai stati. Se invece sono venuti in gita, anche solo per un giorno, sgranano gli occhi in segno di riconoscimento e li riempiono di meraviglia: «Che bella la Reggia!». Come se qui ci fosse solo un gigantesco palazzo reale, noi fossimo tutti abitanti di corte, perennemente in festa, e ci aggirassimo nelle sale con un’aria vagamente borbonica.
Se qui hanno trascorso un po’ di tempo per lavoro, per il servizio militare, se un parente o un amico gli ha spiegato come stanno le cose, fanno una smorfia di rammarico: «Non c’è niente vero?». No! Non c’è stata una epidemia, una pandemia, una catastrofe. E comunque, è difficile definire il niente di una città.
«Di dove sei?». Se ho più tempo, raddoppio le risposte, indico la residenza e la provenienza. Di dove sono e da dove vengo. Solo gli estremi geografici principali, tralasciando le città intermedie dove ho vissuto per qualche tempo.
Esattamente, cosa si intende per: di dove sei? Il posto dove sei nato? Quello in cui hai trascorso l’infanzia? Dove sei stato una volta e hai lasciato una parte di te? Dove vivi adesso e da cui vuoi fuggire?
Inutile consultare l’ufficio anagrafe. Per saperne di più bisogna cercare altrove, in un luogo che ogni volta ha un nome diverso. E si chiama mente, cuore, memoria, desiderio, nostalgia.
Capita anche nella città dove vivo, di sentirmelo dire: «Di dove sei?». Dopo tanti anni di viaggi e trasferimenti, si sente che non sono di qui. L’accento e le inflessioni sono ancora quelle del posto in cui sono nata e vissuta per venti anni. E dove continuo ad andare, ogni volta che posso.
Arrivano altre domande: «Perché vivi qui?». Ho ripetuto tante volte le ragioni che mi hanno portato in questo posto che oramai sono in grado di spiegarlo in maniera sintetica ed efficace. Alla curiosità si intrecciano i consigli: «Che ci stai a fare? Perché non vai a vivere da un’altra parte?». Come se da un’altra parte ci fossero solo luoghi meravigliosi e accoglienti. Come se andando via ti lasciassi dietro il pericolo di rimanere invischiata negli aspetti sgradevoli dell’esistenza. Come se bastasse una città per essere felici.
(da: Non sono di qui, p. 10-11)
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Collegamenti
- La biografia di Lucente Marilena su Wuz
- Marilena Lucente stupisce all'Exviri con la storia napoletana del 1647
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