Costanza del Carretto Doria: un’aristocratica napoletana dall’intraprendenza economica genovese. Analisi di un patrimonio nobiliare

Gruppo 2017
Autore Rosa Amato
Editore Impressioni Grafiche, Acqui Terme (Alessandria)
Anno 2013
Data inserimento 16/05/2018

Costanza del Carretto Doria, secondogenita di Vittoria Piccolomini e Marcantonio del Carretto Doria, figlio del grande ammiraglio Andrea Doria, andò in sposa al principe Carlo de Lannoy, divenendo principessa di Sulmona. Genovese di origini, si trasferì a Napoli dove fu accolta dalla nobiltà del luogo e dove, assoggettata alla politica del viceré don Pedro da Toledo, contribuì a fare da cornice alla monarchia borbonica.
Attingendo a fonti storiche, quali i testamenti e gl’inventari dei beni redatti dai notai napoletani del Cinquecento, l’autrice ne ricostruisce un profilo biografico inedito e una personalità umana e spirituale d’alto profilo. Ne scaturisce il ritratto vivace e complesso di una donna risoluta che, ormai vedova, adoperando gli strumenti finanziari dell’epoca, seppe da sola gestire con sicurezza, dinamicità e sagacia il suo patrimonio, tramandandolo ai suoi eredi notevolmente accresciuto.

Rosa Amato (1973), docente presso l’Istituto d’Istruzione Superiore “Rita Levi Montalcini” di Acqui Terme (AL), coltiva da anni una passione per la ricerca storica. Costanza del Carretto Doria: un’aristocratica napoletana dall’intraprendenza economica genovese è la sua opera prima.

(dalla quarta di copertina)

Dall’analisi storiografica dell’aristocrazia del XVI e XVII secolo, risulta che la nobiltà avesse poca cura del denaro e che il suo uso servisse solo per affermare la propria posizione sociale.[...]
Lo studio portato avanti nelle pagine che seguiranno non ha lo scopo di capovolgere la suddetta concezione teorica, che trova concorde la maggior parte della storiografia, ma quello di dimostrare che non sempre si è affermata come regola intangibile nella realtà nobiliare del XVI secolo.
Supporto essenziale di questa dimostrazione è l'analisi della vita della principessa Costanza del Carretto Doria, vissuta a Napoli nel XVI secolo, ma di nobili antenati genovesi.
Attraverso l’esame dell’inventario dei beni appartenuti alla stessa principessa, del testamento e dei susseguenti codicilli, facenti parte del fondo notai del 1500 dell’Archivio di Stato di Napoli, della “quietatio” del 1570 e dei due inventari redatti dopo la morte del marito Carlo, presenti nell’Archivio Doria Pamphilj di Roma, sarà possibile constatare come Costanza rappresenti un’eccezione ai tanti nobili del suo tempo per la cura che ebbe del denaro e per la scaltrezza con cui lo investì nei pubblici banchi. Costei fu donna dalla raffinata cultura, radicata nelle tradizioni dell’aristocrazia della Napoli borbonica, ma allo stesso tempo intraprendente, perspicace e dinamica nell’amministrare il suo consistente patrimonio.

(da: Introduzione, p. 9 e 12)

foto di Pippo Consoli

foto di Pippo Consoli (da: Passeggiata letteraria sulle tracce di Maria Messina, 14-15 giugno 2014)

Dall’indice: Introduzione; Capitolo primo - Profilo biografico della principessa Costanza del Carretto Doria - Le origini; La nobildonna napoletana nella metà del Cinquecento. La personalità umana e spirituale di Costanza; L’insediamento dell’ordine dei Teatini a Napoli ad opera di Costanza;  Altre opere di carità di Costanza; Capitolo secondo - Il patrimonio: il palazzo di Echia e i suoi arredi – L’inventario del 1591; Assoggettamento dell’aristocrazia alla monarchia spagnola; Una panoramica dei celebri palazzi della nobiltà napoletana e il palazzo di Costanza; Mobili, oggetti, vestiti, gioielli e paramenti sacri; L’inventario del 1568 (?);  Capitolo terzo - Esiti della gestione di un patrimonio: dalla dote agli investimenti in titoli del debito pubblico - La dote di Costanza; Il testamento di Costanza; Investire nei “luoghi di monte”; Conclusioni; Appendice documentaria; Bibliografia; Fonti.

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Collegamenti

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