Archivi delle donne in Piemonte. Guida alle fonti
La Regione Piemonte, in collaborazione con il Centro Studi Piemontesi, offre alla comunità dei professionisti e dei ricercatori questa collana editoriale che si prefigge l'obiettivo di diventare un luogo di riflessione e di aggiornamento sui temi degli archivi e delle biblioteche, oltre che di presentare un quadro unitario sia sul piano regionale, sia su quello nazionale riferito ad uno specifico tema.
La pubblicazione di questi volumi vuole testimoniare la vitalità del territorio, la qualità del lavoro degli operatori, l'azione degli enti e degli istituti culturali. Si intende proporre il risultato delle ricerche e dei progetti realizzati, contribuire al dibattito professionale, offrire l'edizione di documenti, linee guida e materiali di studio, diffondere la conoscenza del vasto patrimonio archivistico, librano e documentale del Piemonte.
(da terza di copertina)
Gli archivi delle donne rappresentano una ricchezza per la ricerca storica e per la crescita di una cittadinanza consapevole, in quanto introducono l'elemento di genere completando la visione spesso parziale delle vicende della nostra società. Però la consapevolezza diffusa del ruolo della memoria femminile, e quindi del valore delle azioni di recupero e di lettura, è piuttosto recente ed è maturata con la riflessione storiografica sul valore di documento e della sua capillare presenza, preliminare ad una accresciuta attenzione del mondo archivistico verso le nuove fonti e la loro rappresentazione.
La Guida agli archivi delle donne in Piemonte che costituisce il nucleo principale di questo libro, impreziosita da saggi e introduzioni, rappresenta un bel risultato di questo cammino di crescita. Un percorso che contribuisce a far uscire dall'invisibilità e dare un nome ad archivi femminili, fragili ed eterogenei, personali, di associazione e gruppi dalla fine dell'Ottocento a buona parte del Novecento conservati in tutto il territorio piemontese.
L'Archivio delle Donne in Piemonte è stato istituito nel 2006 al termine di una lunga fase organizzativa che trova le sue origini in un dibattito torinese e nazionale molto vivace e appassionato. Un percorso che nello svolgere di molti anni ha dato vita a soggetti culturali e di aiuto, a iniziative e progetti, a manifestazioni e prese di posizione, alla crescita e al consolidarsi di un sentimento comune di autocoscienza e riconoscimento del femminismo, del ruolo della donna, della memoria di genere.
L'Archivio delle Donne in Piemonte, a cui hanno aderito associazioni e singole donne, nasce dalla convinzione « che dal movimento emancipazionista a quello neofemminista, dall'azione svolta nei partiti, nelle associazioni nel mondo del lavoro e della cultura, alle scelte di vita delle singole, le donne sono state il soggetto che nei decenni recenti ha fatto emergere le più profonde capacità di cambiamento delle vite, dei rapporti interpersonali, di quelli sociali, dell'intero assetto del mondo». Il riconoscimento del valore collettivo della stona delle donne, fatto del complesso dei saperi, di storie di vita, di azioni, di progetti, di potenzialità, determina la necessità di conservarne la memoria e di farla agire come un bene comune anche sul nostro territorio.
(da Gli archivi delle donne una ricchezza di genere di Dimitri Brunetti, pp.11-2)
Ancora una volta, l'incontro e lo scambio tra professionalità diverse, ma affini per quanto attiene alla sensibilità culturale, quali quelle degli storici e degli archivisti, offrono dei risultati di straordinario interesse. Condividere, fin dalla prima fase di progettazione, un approfondito lavoro di ricerca sulle fonti arricchisce le professionalità coinvolte e conferisce ai risultati un valore aggiunto. L'associazione Archivio delle Donne in Piemonte è ora arrivata a una tappa fondamentale della sua attività iniziata nel 2006, rendendo pubblico l'attento lavoro fin qui svolto nei confronti dei soggetti conservatori di archivi di genere esistenti in Piemonte. Infatti ArDP, oltre ad accogliere presso di sé numerosi ed interessantissimi archivi prodotti da associazioni o da donne attive in campo politico, femminista, della scienza, si è preoccupata di realizzare un accurato censimento, sul territorio regionale, degli archivi al cui interno meglio può essere evidenziata la figura femminile. Oltre all'ampliamento dell'arco temporale di riferimento originariamente prefissato, esteso fino a comprendere anche gli archivi risalenti al tardo Ottocento, altrettanto lungimirante è stata la scelta di allargare l'indagine a tutti quegli archivi, come ad esempio quelli dell'impresa tessile, non necessariamente creati da donne ma nei quali la loro presenza costituisce l'indispensabile orditura sulla quale l'ente, di cui l'archivio è lo specchio, si è formato e sviluppato. L'eterogeneità delle diverse tipologie di archivi censiti, provenienti dal mondo assistenziale e sanitario, del lavoro, dell'istruzione, del culto, ma anche culturale e politico arricchisce il lavoro e indica la strada per ulteriori approfondimenti o delimitazioni di campi d'interesse. Questo censimento è altresì uno strumento fondamentale di tutela nei confronti di una tipologia di bene culturale molto fragile e difficile da difendere. Aver fatto uscire i documenti dai cassetti e aver suscitato nei detentori degli archivi, che spesso ne sono anche i produttori, la consapevolezza di avere conservato qualcosa di veramente importante per la collettività è un'azione di utilità sociale e culturale di grande rilevanza.
(da Prefazione di Daniela Caffaratto, pp. 17-8)
foto da: www.inail.it
Nel presentare questo volume, esito di un percorso nato in concomitanza con la fondazione dell'Archivio delle Donne in Piemonte, abbiamo il grande piacere di veder prendere corpo uno degli indirizzi che ha maggiormente caratterizzato la nostra associazione. Nata nel 2006, a seguito di una collaborazione in rete e dal dialogo tra singole, associazioni ed enti istituzionali con il principale obiettivo di curare la memoria e la storia delle donne in Piemonte, fin dall'inizio si è dedicata principalmente alla conservazione, alla ricerca e all'emersione delle fonti che le riguardano.
A fronte dell'elaborazione iniziata oramai cinquant'anni fa dagli studi delle donne e di genere, in Italia e sul piano internazionale, il terreno era fertile per avviare un percorso che guardasse alla ricchezza delle esperienze nella politica, nei percorsi di cittadinanza, nell'associazionismo, nella cultura, nelle arti, nel lavoro e nei molti altri ambiti che hanno caratterizzato le vite delle donne in Piemonte.
Senza arrestarsi a una modalità puramente rivendicativa, questa scelta significava andare a rintracciare i segni, le voci e i vissuti di donne più o meno vicine a noi. La vocazione territoriale, importante fin dal nome, era ed è aperta alla conoscenza diretta delle numerose realtà che in Piemonte e in Italia, attraverso archivi, centri di documentazione e biblioteche, hanno già lavorato in questa direzione, animate dalla passione e dalla consapevolezza di un grande impegno da affrontare.
ArDP, in questo senso, si colloca su diversi crinali, cercando di coglierne il divenire per costruire un percorso nel quale si confrontino da un lato elementi di carattere generazionale, grate a chi ha iniziato e consapevoli che nuove generazioni si affacciano, tra differenze e affinità, su questo stesso terreno, e dall'altro i tanti strumenti di lavoro e di interpretazione che rendono l'ambito di attività dell'Archivio dinamico e continuamente stimolante.
Negli ultimi decenni, infatti, i campi di indagine degli studi delle donne e di genere si sono notevolmente ampliati restituendo punti di vista sempre nuovi.
(da Prefazione di Elena Petricola, pp. 19-20)
foto da: Archivio delle Donne in Piemonte - ArDP (pagina Facebook)
Indice: Presentazione, Eugenio Pintore; Gli archivi delle donne: una ricchezza di genere, Dimitri Brunetti; Prefazione, Daniela Caffaratto; Prefazione, Elena pericola; Per Caterina Ronco, Archivi delle donne in Piemonte. Un incrocio di mappe e di sguardi. Archivio delle Donne in Piemonte; Saggi, Considerazioni archivistiche a margine di un censimento di fondi,. Linda Giuva; Non solo polvere. Soggettività e archivi, Paola Di Cori; . Guida alle fonti per la storia delle donne in Piemonte, Archivi, fondi, e carte delle donne in Piemonte.
- Le autrici e gli autori: Dimitri Brunetti - Settore biblioteche, archivi e istituti culturali della Regione Piemonte.
- Daniela Caffaratto - Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Soprintendenza archivistica per il Piemonte e la Valle d'Aosta.
- Paola Di Cori - Ha insegnato e svolto ricerche in studi culturali, studi di genere e storiografìa in diverse università italiane ed estere.
- Linda Giuva - Professoressa associata di Archivistica presso l'Università La Sapienza di Roma.
- Paola Novaria - Responsabile dell'Archivio storico e dell'Archivio di deposito dell'Università degli Studi di Torino.
- Elena Pentricola - Storica, co-delegata dell'Archivio delle Donne m Piemonte.
- Eugenio Pintore - Dirigente del Settore biblioteche, archivi e istituti culturali della Regione Piemonte.
- Caterina Ronco - Esperta di informatica applicata ai beni culturali, co-delegata dell'Archivio delle Donne in Piemonte.
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