La BNN entra nel circuito dei siti borbonici "Royal District"

19/05/2025

La Biblioteca Nazionale di Napoli nel circuito dei siti borbonici.

comunicato stampa

 

 


 

L’eredità borbonica tra Musei, Archivi e Biblioteche

Dopo diversi musei ed enti gestori di siti reali borbonici, la Biblioteca Nazionale di Napoli “Vittorio Emanuele III” e l’Archivio di Stato di Caserta hanno recentemente aderito al circuito dei Siti Borbonici Royal District per rafforzare il racconto e la conoscenza dello straordinario patrimonio culturale legato alla dinastia borbonica dell’Italia meridionale. Attraverso libri antichi, documenti e collezioni uniche, questi due istituti custodiscono la memoria di un’intera epoca storica. 

L’adesione nasce dal desiderio di partecipare alla rete promossa e coordinata dall’Associazione “Siti Reali” con altri istituzioni culturali e luoghi simbolo del periodo borbonico, unendo le forze per valorizzare insieme la storia, l’arte e la cultura del Regno delle Due Sicilie, e renderle vive e accessibili a tutti.

 

Archivio di Stato di Caserta  

L’Archivio di Stato di Caserta, precedentemente “Archivio Provinciale di Terra di Lavoro”, nasce con l’attuale denominazione per effetto del D.P.R. 30 settembre 1963 che riordina tutta la normativa italiana in materia di Archivi. 

La legislazione delle Due Sicilie fu l’unica a prevedere l’esistenza di un Archivio generale in ogni capoluogo di provincia, in cui dovevano confluire tutte le carte prodotte da organi periferici dello Stato nell’ambito provinciale reputate meritevoli di conservazione a livello storico. Gli Archivi provinciali furono resi operativi il 12 novembre 1818 con la “Legge organica degli Archivi del Regno”. I documenti conservati negli Archivi provinciali sono relativi all’amministrazione civile e finanziaria e a documenti giudiziari, questi conservati in un archivio suppletorio del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere fino al 1869. La sede dell’Archivio provinciale venne traslocata da Capua a Caserta solo nel 1850. Quello di Caserta divenne “Archivio di Stato” solo con la riforma del 1963, restando subordinato all’Archivio di Stato di Napoli ben oltre il ripristino della provincia stessa.

Oggi l’Archivio di Stato di Caserta ha sede presso la monumentale e omonima residenza borbonica e nel novembre 2004, attraverso un accordo di valorizzazione tra Reggia di Caserta, Direzione generale Archivi, Soprintendenza archivistica e bibliografica della Campania e lo stesso Archivio, custodisce il corposo materiale archivistico e documentario testimone della storia del Complesso vanvitelliano e degli altri siti reali borbonici del casertano.

 

Biblioteca Nazionale di Napoli

La Biblioteca Nazionale di Napoli fu fondata alla fine del ‘700, inizialmente con i fondi librari trasferiti dalla Reggia di Capodimonte al Regio Palazzo degli Studi, tra cui la prestigiosa biblioteca farnesiana ereditata da Carlo di Borbone. 

Aperta al pubblico nel 1804, nel tempo si arricchì grazie alla soppressione degli ordini religiosi e a donazioni private. Nel 1922, grazie a Benedetto Croce, fu trasferita al Palazzo Reale di Napoli. Durante la Seconda guerra mondiale, fu protetta grazie all'intervento della direttrice Guerriera Guerrieri. Dopo il conflitto, la Biblioteca continuò ad ampliarsi con collezioni prestigiose, pur subendo danni nel terremoto del 1980. Dal 1990 aderisce al Servizio Bibliotecario Nazionale, promuovendo la cultura meridionale attraverso mostre e conferenze.

La Biblioteca Nazionale di Napoli custodisce un ricchissimo patrimonio librario, frutto di secoli di acquisizioni, donazioni e trasferimenti. Una delle sezioni più singolari è senza dubbio l’Officina dei Papiri Ercolanesi, annessa nel 1910, che conserva e studia gli antichissimi papiri rinvenuti negli scavi di Ercolano tra il 1752 e il 1754. Nel corso del’900, la Biblioteca si è ulteriormente arricchita con l’annessione di altri importanti istituti librari, tra cui la Biblioteca del Museo di San Martino, la Brancacciana, la San Giacomo e la Biblioteca Provinciale, oltre a prestigiose collezioni private, tra cui il fondo Doria e la raccolta Pontieri, che documentano in modo approfondito la cultura meridionale. 

Infine, la Biblioteca svolge un ruolo fondamentale nella promozione culturale della città, ospitando mostre, conferenze e collaborazioni con vari istituti culturali, con l’obiettivo di valorizzare il proprio immenso patrimonio librario e renderlo accessibile a un pubblico sempre più ampio.

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