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Le autobiografie della Grande guerra. La scrittura del ricordo e della lontananza
Presentazione del libro di
Valeria Giannantonio
Le autobiografie della Grande guerra
La scrittura del ricordo e della lontananza
Società Editrice Fiorentina
Saluti
- Francesco Mercurio, Direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli
Intervegono, con l’autrice
- Pasquale Guaragnella
- Simone Magherini
- Donatella Trotta
Il volume di Valeria Giannantonio, composto da un’ampia introduzione e interventi critici relativi al contenuto di taccuini, diari di guerra, romanzi scritti dal fronte dai soldati che parteciparono alla prima guerra mondiale, o dopo alcuni anni dalla fine della guerra e il loro rientro in patria, intende mettere a fuoco il punto di vista narrativo , e poco esplorato dalla critica, di alcuni più noti (come Gadda, Pastorino, D’Annunzio, Palazzeschi) e meno noti letterati e intellettuali, tra cui anche giornalisti, che non solo aderirono al fronte degli interventisti o dei pacifisti, ma che con le loro opere, aventi tutte un valore di denuncia storica, diedero voce alle atroci aberrazioni fisiche, mentali, psicologiche di quella che fu considerata una vittoria mutilata., offuscata da centinaia di migliaia di morti e feriti. La denuncia non fu solo rivolta contro un presente, che aveva oltrepassato ogni misura umana della banale vita quotidiana, ma si estese anche al racconto del ritorno di questi soldati dal fronte, in condizioni fisiche disastrose, ma quel che è peggio, vittime anche della cattiva accoglienza, al loro ritorno, dei loro stessi concittadini, che spesso ne demistificarono e depotenziarono l’eroismo bellico, perché non furono in grado di capire a pieno l’estremo sacrificio di truppe, che oltre che per sentimento patriottico, combatterono per senso civile del dovere. Entro questa piattaforma umana, accentuando i tratti valorosi ed eroici dei soldati italiani, sarebbe maturata l’ideologia del fascismo.
