Eventi
Presentazione di due cataloghi di manoscritti miniati
Presentazione dei volumi
Manoscritti miniati della Biblioteca Nazionale di Napoli
I. Italia, secoli XIII-XIV
(Indici e cataloghi, nuova serie, XXXI)
a cura di T. D'Urso, A. Improta, M.G. Mansi, F. Toscano (Roma, 2021)
«Abbondano di così fatte rarità»
Codici miniati dai conventi francescani d’Abruzzo
(De arte illuminandi 1)
a cura di A. Improta e C. Pasqualetti (Roma 2021)
Saluti
- Maria Iannotti, Direttrice della Biblioteca Nazionale di Napoli
- Giulio Sodano, Direttore del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali, Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"
Intervengono
- Francesco Aceto, Università degli Studi di Napoli "Federico II"
- Elisabetta Caldelli, Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"
- Giulia Orofino, Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale
- Daniele Solvi, Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"
Coordina
- Mariolina Rascaglia, Biblioteca Nazionale di Napoli
Saranno presenti i curatori
Manoscritti miniati della Biblioteca Nazionale di Napoli I. Italia, secoli XIII-XIV
A cura di Teresa D’Urso, Andrea Improta, Maria Gabriella Mansi, Felicia Toscano
La pubblicazione del catalogo dedicato ai codici miniati conservati nei fondi manoscritti della Biblioteca Nazionale di Napoli - apparso nel 2021 nella collana “Indici e Cataloghi” - costituisce l’approdo di un progetto di collaborazione fra la Biblioteca e l’Università finalizzato allo studio e alla catalogazione dei manoscritti miniati dei secoli XIII e XIV.
La catalogazione dei codici miniati si pone infatti come il risultato di un lungo e paziente lavoro in cui alle competenze di bibliotecari esperti nella descrizione di codici di epoca medioevale e umanistica, sono state affiancate le conoscenze specifiche degli studiosi di Storia della miniatura delle Università che hanno partecipato al progetto (Università della Campania Luigi Vanvitelli e Università dell’Aquila).
Per ogni codice esaminato è stata offerta in catalogo un’esauriente descrizione che rispetta le regole stabilite dall’ICCU e riserva una particolare attenzione al campo della decorazione.
Tanti tasselli che ci restituiscono uno spaccato della vita culturale italiana del XIII e del XIV secolo, laddove il percorso seguito da ogni codice, prima di pervenire nei fondi della Biblioteca, delinea tappe importanti nella circolazione dei saperi in contesti religiosi e laici delle principali località della penisola.
Analogamente la ricostruzione delle provenienze dei 115 manoscritti ci restituisce la fisionomia della Biblioteca attraverso la storia delle sue raccolte, stratificate nei secoli e testimoni di una conoscenza composita che percorre biblioteche conventuali e collezioni private.
Il volume è completato da un ricco apparato di indici, da una cospicua bibliografia e da un’esauriente documentazione fotografica consultabile anche attraverso una penna USB inserita a corredo del testo.
Dall’esame dell’apparato iconografico dei manoscritti sono emerse significative novità, che ampliano la conoscenza della miniatura nei diversi territori della penisola offrendone un quadro più esaustivo rispetto al passato e chiarendone le dinamiche storico-artistiche.
A testimoniare lo svolgimento della miniatura napoletana nei secoli XIII e XIV si segnalano in catalogo alcuni codici superstiti della ricca produzione angioina in gran parte perduta. Tra essi ricordiamo il Missale risalente alla prima età angioina (ms. I.B.22). Ugualmente presenti nel catalogo sono quattro manoscritti che documentano la miniatura fiorita in area salernitana. Altre aree geografiche partecipi con un buon numero di manoscritti sono l’Emilia-Romagna, il Veneto e la Toscana. Codici significativi, anche se in numero inferiore sono riconducibili inoltre alla Lombardia, all’Umbria, a Roma e all’Abruzzo.
Il catalogo si configura come uno strumento di lavoro agile ed esaustivo che da un lato amplia la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio manoscritto della Nazionale e dall’altro costituisce per gli studiosi di storia della miniatura un utile strumento per approfondire la storia del libro miniato in età gotica.
Il progetto editoriale è articolato in due volumi: al primo che ora vede la luce, dedicato ai testimoni miniati in Italia seguirà un secondo riservato ai manoscritti miniati in altri paesi d’Europa tra i quali prevalgono i francesi.
«Abbondano di così fatte rarità». Codici miniati dai conventi francescani d’Abruzzo (De arte illuminandi 1)
a cura di A. Improta e C. Pasqualetti, Roma 2021
I codici miniati sono stati per secoli formidabili veicoli di idee e di immagini. Essi divulgano testi, ma, nella loro materialità, tramandano anche le vicende di amanuensi e miniatori, di lettori e bibliotecari che, in momenti diversi e in luoghi lontani, si sono incontrati fra le pagine di uno stesso libro. Esemplare in tal senso è la storia dei volumi della Provincia francescana abruzzese, confluiti in gran numero a partire dalla fine del Settecento nell’antica capitale del Regno per iniziativa di Francesco Saverio Gualtieri, futuro vescovo dell’Aquila, e di altri funzionari dell’allora Real Biblioteca, che per vanto dell’istituzione e finalità conservative si adoperarono per trasferire a Napoli i tomi di maggior pregio dai conventi del territorio. Tra questi spicca un nucleo di manoscritti miniati fra i secoli XII e XV a suo tempo acquisiti dai frati nelle zone più diverse d’Italia e d’Europa. Trattandosi in genere di libri di preghiera o di studio, essi viaggiavano insieme ai religiosi nei loro assidui spostamenti per esigenze di insegnamento e di predicazione. La natura dei testi spazia dalle raccolte giuridiche ai sermonali, dalle bibbie ai breviari.
Con il progetto di ricerca da cui ha avuto origine il presente volume si è inteso dunque studiare le peculiarità decorative di questi manoscritti oggi a Napoli, che si è cercato di restituire virtualmente ai contesti originari di produzione e di fruizione. Molte novità sono emerse dalla disamina di codici miniati spesso inediti o poco conosciuti, un tempo riposti nelle scansie delle biblioteche minoritiche abruzzesi a formare una felice babele di linguaggi figurativi. Non mancano volumi decorati da miniatori del territorio, da cui verranno ricadute significative per gli studi sia sul piano della storia dell’arte in generale, con particolare riguardo alla pittura del Duecento in Abruzzo, sia per la storia della miniatura regionale, con speciale riferimento ai decenni fra il secondo e il terzo quarto del Quattrocento, ancora scarsamente esplorati. Con questo progetto di ricerca si è voluto nel contempo indagare le caratteristiche liturgico-musicali e illustrative dei grandi codici destinati alle celebrazioni liturgiche nei cori delle chiese francescane che, risparmiati dalle soppressioni, furono trasferiti nelle biblioteche pubbliche abruzzesi a seguito delle leggi eversive del Regno d’Italia.
Questi e altri argomenti sono oggetto dei saggi che costituiscono la prima parte del volume; ad essa segue il catalogo, che fornisce il primo repertorio completo dei codici miniati dai conventi francescani d’Abruzzo oggi nella Biblioteca Nazionale di Napoli, ordinati per tipologie librarie.
La ricerca dalla quale scaturisce questo volume è stata sostenuta dal Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi dell’Aquila, con la fattiva collaborazione della Biblioteca Nazionale di Napoli. Con questo progetto si confida anche di contribuire a una più diffusa consapevolezza della funzione storica e tuttora irrinunciabile di archivi e biblioteche nella promozione della conoscenza e nella trasmissione delle eredità culturali.

