Eventi

OMAGGIO A PATRIZIA CAVALLI

Data 23 maggio, ore 16.30
Luogo Biblioteca Nazionale di Napoli, Sala rari
Categoria Sguardi femminili

OMAGGIO A PATRIZIA CAVALLI

Sguardi di Donne del '900

Ideata dalla Filosofa e saggista Esther Basile 

Ci sono persone che diventano simboli, icone, messaggi, figure, parole come Patrizia Cavalli. Oggi la morte è un fatto del tutto personale, qualcosa che in pochissimi sono disposti ad accogliere se non li riguarda da molto vicino, eppure, sui social, ogni volta che muore un personaggio il lutto appare in tutta la sua detonazione verbale e collettiva, suscitando in tanti il controcanto di una sorta di fastidio, orrore, un desiderio di ritirarsi e di stare in silenzio.  Cavalli, infatti, era una delle poche voci ricorrenti, diffuse, orizzontali e oggi, così come prima, sembra portare con sé la colpa sociale di essere stata molto amata da un pubblico – ovvero un vasto numero di lettori quantitativamente degno di questa definizione. Il momento del passaggio non mi sembra mai opportuno per le critiche personali, ma nemmeno per quelle stilistiche. Gli esseri umani usano le parole per raccontare e ricordare, e questa è la prima, e forse l’unica, “magia” che siamo in grado di compiere. Parlando di questa poeta, quindi, ricordiamo coordinate e momenti che riteniamo importanti, condivisi, e tentiamo di ricucire il tessuto della nostra comunità ricamando sullo strappo che si è andato a creare. 

Cavalli è stata tra le voci poetiche del Novecento a dare spazio in poesia al quotidiano, al prosastico, alle piccole cose significanti, quelle piccole epifanie che lentamente emergono dai gesti comuni e arricchiscono di senso la parabola della nostra vita, che sempre sono e sempre si ripeteranno, sempre uguali a se stesse, ma sempre uniche di una loro specificità, sancita da un luogo, da un tempo, da una disposizione del nostro sentire il mondo, quasi come sonnambuli o medium, anche quando vorremmo annullare la soggettività del nostro sguardo, forse per trovare pace. “Pigre divinità e pigra sorte / cosa non faccio per incoraggiarvi, / quante occasioni con fatica vi offro / solo perché possiate rivelarvi! / a voi mi espongo e faccio vuoto il campo / e non per me, non è nel mio interesse, / solo per farvi esistere mi rendo / facile visibile bersaglio”. 

Nel 2006, il critico letterario Matteo Marchesini, dopo l’uscita di Pigre divinità e pigra sorte da cui è tratta la poesia precedente, scriveva: “Cavalli […] amministra il suo stile con la sovrana pigrizia necessaria a salvarlo da ogni cristallizzazione. E forse ci riesce anche grazie a un attaccamento animale alla giornata concreta: coi suoi cambi di luce traditi dalle architetture urbane, con le sue minime commissioni da sbrigare, e con le improvvise apparizioni di una bellezza destinata a riscattare ma insieme a moltiplicare le pene di un io sempre a disagio nei suoi panni”. 

 

Interventi di Esther Basile e Angela Schiavone.
Video a cura di Maria Rosaria Rubulotta
Letture di Adriana Carli  

 


 

Ingresso libero fino ad esaurimento di posti
Info bn-na.urp@cultura.gov.it  

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