Eventi
Ricominciamo dai nomi, dai miti e dalle fonti nei secoli
Presentazione del volume
Ricominciamo dai nomi, dai miti e dalle fonti nei secoli
di Gea Palumbo
Fioranna Edizioni
Il 13 maggio 2025, alle ore 17:00, la Biblioteca Nazionale di Napoli ospita la presentazione del volume Ricominciamo dai nomi, dai miti e dalle fonti nei secoli di Gea Palumbo (Fioranna Edizioni, 2024), un viaggio straordinario tra i Campi Flegrei attraverso le voci antiche e moderne che ne custodiscono la memoria.
Scoprirete come Baia, da luogo brulicante di vita, divenne una terra desolata; come Cuma fu ritratta nel '700 con un’immagine onirica, e come le incisioni di un’Eneide del XVI secolo unirono Creta e Roma nel tempio di Apollo. Tra miti, metamorfosi medievali (Virgilio mago, la Sibilla profetessa cristiana) e sguardi moderni, il libro ridà voce a fonti preziose, dalle antiche pergamene alle immagini di libri a stampa che raccontano mutazioni secolari.
Un’occasione per immergersi nella storia, nel mito e nella bellezza di luoghi come Procida, Ischia, Miseno e Pozzuoli.
Dopo i saluti della Direttrice,
Silvia Scipioni
Interverranno
Gea Palumbo
Autrice
Maria Rosaria Pelizzari
Università di Salerno
Mimmo Grasso
Filosofo e autore
Umberto Roberto
Università di Napoli Federico II
Breve estratto dal volume
Il libro Ricominciamo dai nomi, dai miti, dalle fonti nei secoli. Procida, Ischia, Cuma, Bacoli, Baia, Miseno, Monte di Procida, Cappella, la via per Quarto, Pozzuoli e il Monte Barbaro nella lunga durata, Napoli, Fioranna ed. 2024, pp. 358, con la prefazione di Francesca Cantù, professoressa di Storia Moderna presso l’Università di Roma Tre, nasce dal desiderio di ridare la giusta visibilità non solo alle fonti antiche, della cui importanza nessuno dubita, ma anche alle fonti che nel corso dei secoli hanno continuato a parlare dei Campi Flegrei: quelle medievali e quelle moderne che hanno consentito che non si spezzasse mai il filo della narrazione.
Esse sono preziose quando raccontano ad esempio la Baia brulicante di vita divenire una campagna solitaria con ruderi abbandonati e teschi di soldati morti sulla spiaggia. Quando mostrano la Cuma arcaica cantata da Virgilio, luogo di congiunzione tra la storia di Creta che Dedalo scolpì sulle porte del tempio di Apollo e quella romana raccontata dal padre ad Enea nei Campi Elisi, vale a dire a Bacoli, come si comprende dalle incisioni di una straordinaria Eneide del XVI secolo che fa parte proprio dell’inestimabile patrimonio della Biblioteca nazionale di Napoli, come tanti altri libri le cui immagini e i cui testi sono stati preziosi per questa ricerca. Come i libretti usciti contemporaneamente al terremoto del 1538 che fece sorgere il Monte Nuovo presso il Lago d’Averno.
Infatti, un’altra ragione per riscoprire il patrimonio iconografico dei libri a stampa tra il XVI e il XVIII secolo sui Campi Flegrei, sono le immagini che come occhi attenti alle mutazioni del paesaggio ci permettono di vedere ad es. la città di Cuma al principio del ‘700 con un’immagine onirica e al contempo più ‘reale’ di quante ne potremo mai ricostruire al computer, un’immagine che gli antichi non videro mai, ma che nei secoli in cui la città continuò a vivere nella solitudine di una campagna paludosa, videro i viaggiatori solitari e gli studiosi innamorati dell’antico. Fonti antiche che raccontano i miti in cui i nomi di queste terre erano legati a dei ed eroi. Fonti medievali che cambiano quei nomi e trasformano Virgilio in un mago e la Sibilla in una cristiana profetessa. Fonti moderne, in cui scrittori e scrittrici vedono il paesaggio attraverso il filtro dell’antico e lo spessore del tempo.
Gea Palumbo
biografia
Gea Palumbo ha insegnato per oltre venti anni Storia e Iconografia presso l'Università degli Studi di Roma Tre. Attualmente è Direttrice del Museo della Civiltà Contadina del Fortore “Cosimo Nardi” (BN) presso di Montefalcone di Valfortore. Presidente dell'Accademia dei Campi Flegrei e del Museo delle Donne del Mediterraneo “Calmana”, ha fatto parte della Prima Commissione Ministeriale delle Pari Opportunità su Genere, Generazione e Culture delle Differenze. È autrice di numerosi articoli e libri tra cui si segnalano: Speculum peccatorum. Frammenti di storia nello specchio delle immagini tra Cinque e Seicento, Napoli, Liguori 1990, pp. 353, segnalato come miglior libro storico-religioso uscito nell'anno; Giubileo Giubilei. Pellegrini e pellegrine, riti, santi, immagini per una storia dei sacri itinerari, Roma, RAI-ERI, pp. 638, (1. Ed., maggio 1999, 2. Ed., dicembre 1999), vincitore del premio Ostia mare di Roma; L'esile traccia del nome. Storie di donne, di famiglie in un'isola del Napoletano tra età moderna e contemporanea, Istituto Universitario Orientale, Liguori, Napoli 2001, pp. 222; Le Porte della storia. L'età moderna attraverso antiporte e frontespizi figurati, Viella, Roma 2012, pp. 560, vincitore del premio speciale della giuria Elsa Morante isola di Arturo; Centane. Dove si narrano i casi di Maria, delle sue figlie dei loro discendenti e collaterali vissuti tra Procida, Napoli e dintorni, Roma, Aracne 2018, pp. 247 (progetto utilizzo di fonti storiche per la narrativa); Quadrilli. Le donne e la religione delle cose nell’isola di Procida e al di là dei suoi confini, Napoli, Fioranna 2021, vincitore del premio Campania Terra Felix, e infine: Ricominciamo dai nomi, dai miti, dalle fonti nei secoli. Procida, Ischia, Cuma, Bacoli, Baia, Miseno, Monte di Procida, Cappella, la via per Quarto, Pozzuoli e il Monte Barbaro nella lunga durata, prefazione di Francesca Cantù, Napoli, Fioranna ed. 2024, pp. 358
Sala Rari, Biblioteca Nazionale di Napoli
Posti limitati, ingresso libero fino ad esaurimento.
Per info: bn-na.urp@cultura.gov.it
