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Gino Doria Storico, bibliofilo e pubblicista
Gino Doria Storico, bibliofilo e pubblicista
Giornata di studio su Gino Doria (1888 -1975)
A cinquant’anni dalla scomparsa
In occasione della pubblicazione di Zio Biagio, alias Gino Doria, il libro curato da Giovanni Visetti, nipote di Biagio (Gino) Doria, per il 50mo anniversario della morte del grande e poliedrico autore napoletano, l’Associazione culturale “Paola, Mario, Ettore de Martino” onlus, organizza un Convegno per riscoprire - in una chiave, al tempo stesso, nuova e storicizzata - la figura di Gino Doria, storico, bibliofilo, pubblicista, Direttore del “Museo Storico di San Martino” e tanto altro. Il Convegno sarà ospitato dalla Biblioteca Nazionale di Napoli “Vittorio Emanuele III” che di Doria custodisce il cospicuo Fondo librario e gli ingenti e importanti Carteggi.
Dopo il duro decennio della “Ricostruzione” (1945 -1954), l’Italia si sarebbe posizionata in modo vincente a livello internazionale, recependo e applicando creativamente le novità culturali e letterarie, artistiche e comunicative che venivano dagli Stati Uniti d’America.
Doria fece parte di quel nucleo di intellettuali, scrittori e artisti – Amedeo Maiuri, Bruno Molajoli, Mario Stefanile, Roberto Rossellini, Curzio Malaparte, Anna Maria Ortese … - che riproposero e rilanciarono l’immagine di Napoli negli anni del “miracolo economico” (1955 – 1965).
Scesero in campo, a Napoli, intellettuali formatisi, come Gino Doria, all’inizio del secolo, nell’ambito del Circolo di Benedetto Croce, sotto lo stimolo di figure come quelle di Salvatore di Giacomo, Fausto Nicolini, Giuseppe de Blasiis, e che erano sopravvissuti al Ventennio nazionalista e repressivo del Fascismo.
Seppero compiere un salto di qualità e rinovare i linguaggi e le forme comunicative della storia e della tradizione napoletana in tutte le sue sfaccettature: antiche, medievali, moderne.
Nel quadro di un’Italia repubblicana, rinnovata e aperta a livello internazionale negli uomini e nelle idee, diedero nuova vita al patrimonio di storia e di arte, di monumenti e di costumi, che caratterizzava Napoli (come anche le maggiori città italiane: Roma, Venezia, Firenze).
Lo resero accessibile all’opinione pubblica occidentale e mondiale. I fasti del «Gran Tour» settecentesco rinacquero all’interno della nuova dimensione del «turismo culturale» e del «viaggio sentimentale» di metà Novecento.
In questa chiave sarà possibile rileggere alcune delle maggiori opere di Gino Doria: Del colore locale e altre interpretazioni napoletane, Bari 1930; Il napoletano che cammina e altri scritti sul colore aggiuntavi la canzone del Guarracino, Bari 1957; Il Museo e la Certosa di S. Martino: arte, storia, poesia, Di Mauro, Cava dei Tirreni 1964; La Floridiana. La Villa, il Museo, ibid. 1965; Murat re di Napoli, ibid. 1966, Viaggiatori stranieri a Napoli, pref. A. Ghirelli, Napoli 1984; I palazzi di Napoli, a cura di Giancarlo Alisio, Guida, Napoli 1986.
Intervengono
Silvia Scipioni
Saluti istituzionali
Giulio de Martino
Gino Doria storico e pubblicista
Alessandra Garolla
Gino Doria e Massalubrense
Girolamo Imbruglia
Gino Doria e le strade storiche di Napoli
Paolo Macry/Luigi Mascilli Migliorini
Gino Doria storico del Regno di Napoli
Maddalena Marselli
Gino Doria e i Palazzi storici di Napoli
Giovanni Visetti
Un ricordo di Gino Doria
