Seconda sala

La teca presente nella seconda sala rappresenta il legame di Caruso con alcuni dei principali compositori del suo tempo. E’ esposta una lettera di Mascagni alla figlia Emily (unita ad una foto autografa ed al libretto originale dell’opera “Iris”) nella quale il compositore minaccia di ritirare l’opera se non fosse cambiato il tenore e consigliava il Borgatti unico che possa “...competere col Caruso”. 


Si presentano uno spartito de “La Bohème”, una foto autografa ed una bellissima dedica autografa di Puccini. Il legame tra il compositore e Caruso, che ha conosciuto l’amore della sua vita (Ada Giachetti) nel corso delle rappresentazioni appunto de “La Bohème”, è molto profondo, dando vita ad una collaborazione duratura e culminata con la messa in scena de “La fanciulla del west” a New York. Il pentagramma autografo di Puccini, dedicato alle signorine Lucchesi Palli, testimonia il rapporto con la famiglia del conte.

Si ricorda infine il legame con le opere di Giuseppe Verdi, di cui Caruso su un magistrale interprete, in particolare del “Rigoletto”, messo in scena praticamente per tutta la vita artistica e con cui esordì nel 1903 al Metropolitan di New York. Esposta anche una bellissima stampa del 1901 della commemorazione di Giuseppe Verdi alla Scala di Milano in occasione della sua morte, dove, tra i tantissimi interpreti, cantò anche Caruso.