Le caricature

I doni di Caruso non furono solo canori, infatti, sin da bambino, aveva rivelato una grande attitudine per il disegno, tale da realizzare una serie di caricature sui personaggi noti della sua epoca, ma anche autocaricature, che evidenziano il lato ironico del suo carattere.


In mostra un volume di recente acquisizione con una ricchissima raccolta di caricature. Si tratta di un’edizione del 1922, pubblicata dall’amico Marziale Sisca, il quale fu autorizzato dallo stesso Caruso alla raccolta, organizzazione e relativa pubblicazione. Sisca e Caruso erano editori del periodico “Le follie di New York” sul quale erano spesso pubblicate le caricature stesse.
Molto interessanti le cartoline inviate sempre all’amico Arachite, che testimoniano una serie statunitense di cartoline dedicata alle caricature di Caruso già quando il tenore era ancora in vita. Si tratta in questo caso di un’autocaricatura e di una caricatura di Puccini in Egitto.
Di grande pregio il disegno che ritrae il Maestro Ernesto De Curtis. A testimonianza delle indiscusse capacità di Caruso è posta a raffronto una foto dello stesso De Curtis, tratta da una raccolta delle sue canzoni, tra cui la celebre “Torna a Surriento”.

Nella selezione ulteriori caricature di Caruso presenti nel volume “L’altro Caruso” (a cura di Ernesto Gerbi del 1965) e nel periodico “In Penombra” del primo agosto 1919. Segue un pezzo iconico della Sezione Lucchesi Palli: Caricatura con dedica autografa di Enrico Caruso “Alla bella signorina Maria Lucchesi Palli” (Parigi 1913) nipote del Conte Febo Edoardo, fondatore della Biblioteca. Dalla corrispondenza con Arachite è esposta una caricatura dell’amico ed una simpatica vignetta che rappresenta Caruso alla scrivania con una gamba stesa, così come imposto dal medico in seguito ad un infortunio. Infine, un emozionante ritaglio di giornale con le ultime tre caricature fatte da Caruso a Sorrento prima della morte.